QUANDO IL TEATRO DIVENTA DI GALA

Una serata evento per celebrare i vincitori del 7° Festival Nazionale di Corti Teatrali “inCorti da Artemia” diretto da Maria Paola Canepa

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Una serata di gala ma, soprattutto, una serata di festa quella vissuta al Centro Culturale Artemia di Roma per celebrare i vincitori del 7° Festival Nazionale di Corti Teatrali “inCorti da Artemia”. A presentare l’evento la splendida direttrice Maria Paola Canepa che ha confermato il successo di un’edizione 2023 particolarmente fortunata per il grande riscontro di pubblico che ha seguito con entusiasmo tutti gli appuntamenti e, in particolar modo, per l’originalità delle proposte dei partecipanti, venuti da tutta la nazione, che hanno dato il meglio della loro interpretazione per esprimere se stessi al di là del desiderio di risultare primi. In effetti, “in corti di Artemia” si sta rivelando, ogni volta, un ottimo trampolino di lancio grazie soprattutto alla professionalità di chi lo gestisce prendendo a cuore le sorti di tanti giovani artisti che sembrano avere il teatro nel sangue. Ecco che allora, una rassegna può diventare il vero volano per rivitalizzare un teatro che non si affida ai soliti testi ma porta avanti nuove idee che più si immedesimano anche nella realtà contemporanea. Non a caso, Artemia si confronta e collabora anche con altre piccole realtà teatrali di spessore presenti in altre città per un’unione che fa la forza e garantisce sia per i testi che per gli attori una rinnovata linfa.

Ad aprire il sipario della serata di gala il corto arrivato direttamente da Napoli “Il cratere di Sheila” a cui è andato il premio per il migliore testo originale. Scritto da Claudio Buono con la regia di Francesco Saverio Esposito, lo spettacolo mescola sapientemente elementi comici e drammatici per un’inventiva tutta partenopea che riesce a immaginare anche lo sbarco di un elefante sulla luna. Ottima prova per gli attori Francesco Petrillo e Giuseppe Brandi che hanno saputo come valorizzare il lavoro dell’autore. Da Treviso e Livorno il secondo spettacolo in scena dal titolo “1 PERSONA” scritto e diretto da Matteo Pantani che ha conquistato il Premio speciale del pubblico. Un monologo profondo sugli aspetti di una donna che ha assicurato a Elena Biagetti il premio come migliore attrice grazie a una interpretazione che ha saputo emozionare, prima di tutto, con semplicità.

“New mama’s home” è stato il terzo spettacolo sul palco dell’Artemia con il testo e la regia di Luca Pastore e la partecipazione della compagnia Canisciolti di Frascati. Un dramma familiare che tocca il cuore e che in un tempo ridotto riesce a dare diverse chiavi di lettura accendendo negli spettatori il fuoco sia dell’emozione che della riflessione. Claudio Filardi con la sua interpretazione di bambino speciale ha dato prova già di un professionista impegnato che si prepara per il suo ruolo confrontandosi anche con la realtà e, di certo, il premio conquistato come miglior attore sarà uno stimolo a fare sempre meglio. Ma degne di nota anche le altre due protagoniste Miriam Scheila Messina e Ludovica Avetrani perfette in una parte che ha portato il pubblico in tempi e spazi che andavano ben oltre la sede dell’esibizione.

A chiudere in bellezza “C19H28O2 (o come avere le palle)” a cui è andato il Premio migliore spettacolo. Il testo di Riccardo Rampazzo con la regia della compagnia Lidi Precari di Roma, spicca per fantasia e originalità portando anche elementi epici in una realtà più fredda e materiale. Un gioco di audio e luci che gli attori Leonardo Cesaroni e Paolo Sangiorgio con il suggestivo canto di Sara Younes, hanno saputo valorizzare ai massimi livelli per una trama che da corto potrà dare sviluppo a una bella sceneggiatura anche in due atti.

Per il finale tutti i protagonisti della serata di gala dopo avere ricevuto, i fragorosi applausi della platea, hanno potuto manifestare la loro gioia per la partecipazione alla rassegna ringraziando l’organizzazione del Centro Culurale Artemia e soprattutto il savoir faire di Maria Paola Canepa che per il suo lavoro impiega soprattutto passione. Molto significative le parole di tutti che hanno dichiarato di avere trovato confronto ma anche conforto in tutti i partecipanti per una rassegna che trasforma una competizione in una grande famiglia.

Rosario Schibeci

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