LAZIO, STAVOLTA SARA' DIVERSO.

LA LAZIO, LA CHAMPIONS LEAGUE, SARRI. LA CRESCITA DEVE CONTINUARE.

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La Champions League conquistata sul campo, secondo posto in solitaria lasciando dietro corazzate costruite per vincere, aventi monte ingaggi tripli e possibilità di avere due squadre da poter schierare, davanti alla finalista di Champions; anche senza la penalizzazione la Juventus è dietro, per non parlare del miracolo Atalanta sgonfiato in appena 2 anni e l’altra squadra di Roma, finalista Europa League ma dietro di punti superiori a due cifre. Miracolo? No, forse sarebbe meglio dire programmazione, parola usata e abusata nel calcio come in altri sport, soltanto perché conta solo vincere, “il secondo è il primo degli ultimi” amava dire Enzo Ferrari, cosa sbagliata e senza senso, si può avere una programmazione per essere sempre tra i primi posti, per lottare e conquistare salvezze o creare un vivaio per giovani talenti senza mai tentare di  scalare le classifiche, tutto sta a sapere cosa programmare. 

Stavolta sarà diverso, la Lazio non è la Lazio delle ultime apparizioni in Champions; scegliendo Sarri il presidente Lotito ha alzato l’asticella, ha puntato la Champions non come punto di arrivo ma, come partenza per cercare di rimanere in quel giro, insieme alle grandi d’Europa ma con la consapevolezza di voler restare con i suoi principi che nel calcio sembrano contare poco, i conti in ordine, gli stipendi pagati e nessun artificio di bilancio.

Stavolta sarà diverso perché Sarri e il suo staff hanno le idee chiare su come andare avanti nella costruzione della squadra della prossima stagione, giocatori pronti a recepire il suo credo di gioco, possibilmente italiani, ricambi giusti nelle posizioni più delicate del suo sistema di gioco, un ricambio a Cataldi e Vecino è d’obbligo, una punta da affiancare a Immobile è la prima cosa da fare, non un benedetto vice Immobile, ma un giocatore forte da affiancare al capitano laziale. 

Perchè fidarci? Perché il mister Sarri è la garanzia per i tifosi laziali. Sembrava, la stagione passata, che la difesa della Lazio non potesse avere nessuna possibilità di essere migliorata, sembrava che non potessero esistere giocatori forti per il 4 3 3 del mister, lui ha scelto una garanzia come Romagnoli alla fine di un ciclo con il Milan dove addirittura ne era il capitano, lui e Tare gli hanno illustrato il programma e cosa avevano in testa, accordo fatto in pochi minuti. A fianco dell’esperto difensore romano e laziale hanno scelto Casale, giovane promessa del Verona, ma scuola Empoli, 25 anni e pronto al grande salto. C’era da scegliere il portiere e l’accoppiata Sarri Tare ne hanno portato uno a Roma che in una stagione si è guadagnato il premio di miglior portiere dell’anno con record europeo di clean sheet in trasferta. Potremmo continuare parlando di Anderson o Cataldi, della loro crescita e maturazione come campioni, dell’ostinazione di Pedro di voler restare o della magia fatta a Luis Alberto, calciatore completamente trasformato, da mago a giocatore completo, roba non da poco.

Tutto questo nel peggior anno di Immobile e di un Milinkovic a fasi alterne, tanti infortuni per il napoletano ma sempre pronto a dare tutto per la maglia biancoceleste, un post mondiale difficile invece per il serbo.

Se non possiamo fidarci ora della società Lazio, forse non potremmo farlo mai più, ovviamente parlando dell’attuale gestione.

GIUSEPPE CALVANO

FOTO GIANANDREA GAMBINI 


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