CELTIC - LAZIO 1 - 2 CL2023

DI NUOVO DI TESTA, DI NUOVO OLTRE IL NOVANTESIMO, STAVOLTA È PEDRO A REGALARE GIOIA AI TIFOSI BIANCOCELESTI IN CHAMPIONS LEAGUE

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Dopo il gran colpo di testa di Provedel al 95’ è Pedro a metterci la capocciata, sempre al 95’, per battere il Celtic e riportare a casa la vittoria in trasferta dopo venti anni. La partita è stata tattica per quasi tutta la sua durata, tanto possesso diviso quasi a metà fra le squadre e un pressing costante ma non eccessivamente estremista. L’ha spuntata la Lazio con il suo pluridecorato campione, l’uomo dai gol pesanti nelle partite che contano, perché quella di stasera per la Lazio conta davvero tanto. Dopo tante buone prestazioni ma con pochi risultati positivi serviva vincere e ritrovare l’unione di intenti, l’abbraccio finale tra i giocatori in campo e in panchina lo dimostra ampiamente. Sarri schiera i nuovi arrivati, i vecchi, gli intramontabili, cercando di chiudere la polemica creatasi nel dopo partita con il Milan a Milano. La squadra Lazio è unita, compatta e stasera potrebbe essere la scintilla che potrebbe diventare incendio in campionato, domenica l’Atalanta è prova d’appello, dare continuità e credibilità a questa squadra.

Sarri rimette Vecino perno di centrocampo, Luis Alberto ancora titolare, mai un’assenza da inizio stagione, Kamada dirottato al centro destra, Felipe Anderson, Zaccagni e Immobile trio d’attacco, Patric che torna titolare in Champions insieme a Romagnoli, Hysaj e Lazzari sulle fasce con Provedel in porta. Ecco gli undici iniziali, ci si aspettava Castellanos e Guendouzi, ma anche Rovella e Casale, Sarri non stupisce e non snatura.

La Lazio inizia pressando molto alta, il Celtic è bravo nel palleggio dalla cintola in su ma in difesa concede sempre qualcosa, imprecisioni soprattutto. Al 12’ però è il Celtic a passare in vantaggio, triangolo scolastico di Maeda con O’Riley e palla per Furuhashi che complice una disattenzione di Romagnoli si ritrova a tu per tu con Provedel e non sbaglia il destro, non forte e forse nemmeno preciso, Provedel beffato. La Lazio non si smarrisce, continua a pressare alta e prova a recuperare palloni sulla tre quarti ma manca sempre il pallone giusto, l’ultimo passaggio. Succederà per almeno 5 volte nel primo tempo, recupero palla ma occasione gettata alle ortiche per disattenzione e poca precisione. La Lazio non si arrende e al 29’ raggiunge il pareggio, corner di Luis Alberto, svetta Romagnoli dopo un contrasto di Patric e un difensore scozzese, Vecino devia verso la porta con una freddezza da attaccante vero. Il primo tempo si chiude in parità, Lazio pronta ma Celtic pericolosa quando varca il centrocampo avversario.

Secondo tempo senza cambi, il Celtic sembra crederci un po’ di più e prova a spingere, al 59’ Provedel si deve distendere per respingere un tiro su punizione di Hatate, Johnston non trova il tap in per pochissimo. 61’ ammonito Luis Alberto per proteste per mancata concessione di un calcio di punizione al limite del Celtic. Dentro Isaksen per un Felipe Anderson a corrente molta alternata, con Kamada l’intesa ancora non è al meglio e la Lazio ne risente tantissimo sulla corsia di destra. Dentro anche Guendouzi per Luis Alberto, fresco di rinnovo, per far rifiatare il mago dopo tante partite giocate 96 minuti. Il francese si posiziona a destra e Kamada si prende la posizione dello spagnolo, il giapponese sembra molto più a suo agio a sinistra, dal suo destro al 71’ un bel tiro che il portiere del Celtic devia con non poche difficoltà. Dentro anche Castellanos per Immobile, l’argentino sembra avere addosso l’argento vivo, rincorre tutto e tutti e subito si mette al servizio della squadra cercando colpi di testa su rinvio della difesa. 74’ prova l’ennesima rovesciata ma stavolta colpisce al volto il centrale ingleseVickers e viene anche ammonito. 77’ incomprensione Lazzari Patric e Romagnoli deve compiere un miracolo, rischiando il calcio di rigore, in scivolata in area su Palma. 81’ quella che poteva essere la beffa per la Lazio che invece si salva grazie alla tecnologia, Johnston crossa, la palla arriva a Palma tramite un tocco di un compagno e il giocatore del Celtic realizza sul primo palo. Il Var annulla per evidente fuorigioco. Palma anche ammonito per troppa esultanza. Dentro anche Pedro per Zaccagni e Marusic per Lazzari. Quando tutti aspettano la fine per prendersi il punto arriva la giocata laziale, quella giocata tentata per tutta la partita, recupero palla sulla trequarti di Castellanos, Isaksen la allarga per Guendouzi che di interno collo, dolce e preciso cerca il secondo palo dove arrivano come un treno Pedro e Kamada, Pedro salta e colpisce di testa con una torsione da grande giocatore, palla sul secondo palo e portiere battuto. La Lazio in vantaggio e gioia finale sotto lo spicchio dei sostenitori biancocelesti.

L’abbraccio finale dice tanto, la squadra c’è ed è unita, serviva una scintilla, quella accesa da Provedel contro l’Atletico Madrid è durata poco, questa speriamo sia davvero la volta buona per ritrovare non la vecchia Lazio, quella che ha conquistato la Champions, ma quella nuova che la Champions se la sta giocando alla grande e che dovrà giocarsela anche in campionato.

GIUSEPPE CALVANO

FOTO S S LAZIO

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