A Palazzo Merulana Tutti Puzzle Per L'arte 2003- 2023

A Palazzo Merulana Tutti Puzzle Per L'arte 2003- 2023

Segni per dissonanze armoniche

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"Viviamo in una società dove tutti (temono) di essere uguali, quindi tutti vogliono avere una specificità, distinguersi. E' uno stato d'ansia, ci sembra di non esistere se non riusciamo  ad essere diversi da tutti gli altri. Non riesci a far parte della moltitudine. Ai tempi di Thomas Hobbes era tutto il contrario, non eri parte del paese, della comunità, della società se non diventando come gli altri, perché ciascuno nasceva diverso, specifico, unico  nel suo genere...." Paolo Virno. Quando nel 1767  il cartografo John Spilsbury inventò il primo puzzle nessuno avrebbe mai immaginato poi l'enorme successo che avrebbe avuto nel tempo. Il puzzle rappresenta un mosaico, l'incastro perfetto per creare armonia nel micro e  nel macrocosmo. In questa mostra "Tutti puzzle per l'arte  2003-2023. Segni per dissonanze armoniche", si parte, in parte, dagli stessi presupposti di Spilsbury, ma capovolgendone la prospettiva. Da più di vent'anni la ricerca dei curatori Bruno Aller e Marisa Facchinetti si è focalizzata sul fatto di riunire molteplici punti di vista, sulle arti visive, coinvolgendo altrettanti artisti ed artiste, ricomponendo così una sorta di grande mappatura dei linguaggi espressivi che contraddistinguono la storia dell'arte. Nasce così la volontà di ricreare una "geografia" dei mezzi espressivi che rivela in realtà la sua stessa particolare natura. Unica, originale, ogni espressione lo è, ogni contributo rappresenta la manifestazione di un pensiero creativo che si combina magicamente con tutti gli altri. Inizialmente erano 27 le tessere per i 27 artisti a creare questa armonia di voci, che davano luogo ad un perfetto incastro conclusivo, dopo vent'anni le tessere sono diventate 102, sono loro ad esprimere il linguaggio di 102 artisti e potrà continuare a crescere negli anni. Questo è il nuovo progetto  dei due curatori, di allargare l'orizzonte, coinvolgendo quante più risorse possibili, dare spazio e voce a quante più espressioni allo stesso tempo, valorizzare il pensiero e la creatività contemporanei. Questa operazione risulta una conservazione, ricostruzione degli ultimi sessant'anni, tanto una fotografia quanto un tessuto sociale ed urbano contemporaneo, tutto questo custodire diviene un mettersi a disposizione, un tipico approccio del Rinascimento e del primo illuminismo. Nella selezione artistica troviamo il più giovane tra tutti, Tommaso Nicoletti, Tommy... Il puzzle è utilizzato come simbolo dell'autismo ed essendo Tommy un artista neurodivergente non risulta difficile leggerci un legame altrettanto significativo. L'abilità di vedere il mondo in modo diverso è simile a quella di chi assembla un puzzle, riuscendo a trovare soluzioni uniche e creative. Il puzzle è un potente simbolo che unisce la storia dell'arte e l'autismo, rappresenta la complessità e la bellezza di entrambi i mondi, riconoscendo appunto l'importanza di ogni singolo pezzo che lo compone. All'interno di questa stanza delle meraviglie incontriamo firme storiche come Luigi Boille, Lamberto Pignotti, Carlo Lorenzetti, Primavera Cesarini Sforza, Silvana Leonardi, tra le firme più recenti Tommy, Fabio Mariani, Antonia Ciampi che proseguono la tradizione del "cadavre exquis" unendo insieme una polifonia di segni e vibrazioni incredibilmente convincenti ed equilibrate nella loro assoluta diversità. In mostra fino al 19 novembre a Palazzo Merulana. Stefania Petrelli

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