Michele Riondino Con Palazzina LAF: Un Mobbing Sulle Note Di Diodato

Michele Riondino Con Palazzina LAF: Un Mobbing Sulle Note Di Diodato

Palazzina LAF il film sociopolitico di Michele Riondino alla Festa del Cinema di Roma 2023

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Michele Riondino attore particolarmente amato per la sua interpretazione nelle serie TV "Il giovane Montalbano" e "Pietro Mennea" ha esordito, invece,  da regista alla "Festa del Cinema di Roma 2023" con il suo film sociopolitico "Palazzina LAF", un’opera drammatica narrata con vivacità, e dedicata all'autore del libro da cui è tratta "Fumo sulla città", Alessandro Leogrande, purtroppo scomparso.

Il regista e attore Riondino, tarantino di nascita e figlio di Franco Riondino, un operaio del siderurgico, per la sceneggiatura della sua opera prima, si è avvalso della collaborazione dello scrittore Maurizio Braucci, mentre per la canzone dei titoli di coda, che scorrono sulle forti immagini datate dei reali protagonisti della storia accaduta all'ILVA di Taranto, ci ha pensato lo straordinario Diodato cantando "La mia terra". Lo stesso interprete ha anche dichiarato che lui e Michele Riondino sono amici fraterni da anni, anche per una sorta di destino che li lega alla loro terra e che appena saputo che Riondino stava lavorando al suo primo film da regista, gli presentò una possibile collaborazione perché sentiva che poteva nascere un bel modo di narrare qualcosa insieme su problematiche di interesse comune.

Il cast vede protagonisti lo stesso poliedrico Michele Riondino nei panni di Caterino Lamanna, che non è un personaggio reale bensì un elemento di fantasia, che rappresenta pienamente la fragilità di certi uomini apparentemente rudi del quadro storico del periodo, che si contrappone all'astuto Giancarlo Basile, interpretato dal bravissimo Elio Germano.
Riondino, attivista da sempre, ha deciso di passare dall'altro lato della cinepresa, per concepire un proponimento militante sulle vicende dei lavoratori, che venivano distaccati in postazioni di confino come appunto la "Palazzina LAF".
Il film di Michele Riondino oltre ad Elio Germano, si avvale della presenza di attori apprezzati come la brava Vanessa Scalera, Domenico Fortunato, Paolo Pierobon, ed è con questo cast che prende vita il racconto dei dipendenti mobbizzati dell'Ilva in una Taranto, ben lontana dallo splendore e dal luccichio in cui oggi migliaia di turisti si affollano, ed è la città dei due mari che fu nel 1997, che ci appare sullo schermo.

Nel siderurgico stanno confrontandosi con un'altra morte sul lavoro, quando Caterino Lamanna, un operaio semplice e di fatica dell'ex Italsider, che vive in una masseria malandata perché troppo vicina allo stabilimento, mentre spera di trasferirsi nella Taranto nuova con la sua fidanzata, riceve una proposta da un dirigente spregiudicato Giancarlo Basile, che vede in lui la spia perfetta per individuare altri dipendenti da mandare via e, Caterino accettando l'offerta, si mette subito all'opera seguendo i suoi colleghi ovunque e partecipando anche agli scioperi, pur di trovare motivi per poterli denunciare e farli spedire nella palazzina LAF:

Dove però, secondo lui, conducono una vita piacevole, dato che i malcapitati non avendo più le loro mansioni, trascorrono gran parte delle giornate giocando a carte, allenando il fisico o pregando, e Caterino nel suo sentirsi furbo, sottovaluta scioccamente il degrado della "LAF" e quindi, a sua volta,  chiede di essere trasferito lì anche lui.

Tuttavia, ben presto scoprirà che quello che gli sembrava la terra promessa è un incubo, nel quale i lavoratori più scomodi alla fabbrica vengono spinti alle dimissioni attraverso una perversa pressione psicologica. Infatti la storia della palazzina LAF, rappresenta a tutt'oggi una sorta di reparto lager o manicomio dell'industria italiana, dove 79 operai altamente qualificati, furono costretti a passare il loro tempo come alienati, soltanto perché non si erano sottomessi a regole inopportune, per cui il loro lavoro non era più necessario, ma legati da contratti, i dirigenti li confinavano in quella sede differente, inappropriata che sgranocchiava sotto le fauci le loro vite e le giornate da incubo, che segnavano i loro volti sempre più sfiniti.
Si deve proprio a questi accadimenti, se finalmente il confino in fabbrica, fu connesso per la prima volta a una forma di violenza privata e, se venne introdotto il termine mobbing, che nel quotidiano attuale purtroppo è molto in uso.
Il realismo del film "Palazzina LAF" applaudito al festival e realizzato da Michele Riondino è tessuto abilmente e, con un pizzico di magia, che sembra legare il passato e il presente, ove ciò che vedi e ciò che ascolti, si miscelano come biglie di vetro colorate e, surrealismo non è un aggettivo scontato.
I suoni vibranti, colti ed effettistici delle musiche della colonna sonora sono dell'internazionale, ma romano Teho Teardo.
Il film presentato alla Festa del Cinema di Roma il 21 ottobre, sarà proiettato nelle sale dal 30 Ottobre 2023.
Buona visione!

Salomè da Silva



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