Alla Medina Art Gallery Tools Di Chiara Gizzi

Alla Medina Art Gallery Tools Di Chiara Gizzi

Il quotidiano nell’arte, la vita ordinaria e i simboli e segni del vissuto affettivo dell’artista

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Alla Medina Art Gallery, la sperimentazione si fa arte, con oggetti evocativi che nascono da un progetto di piccoli schizzi, quasi delle cartoline, le quali successivamente diventano la ricerca artistica di Chiara Gizzi.

Artista polivalente, Chiara ha studiato al liceo artistico di via di Ripetta, continuando poi il suo percorso con la scenografia al Teatro dell’Opera di Roma.

La pittura è sempre presente nella vita dell’artista, insieme alla decorazione di interni e la scenografia, che Chiara realizza con la partecipazione al programma “Ciao Darwin”. L’artista lavorerà anche presso gli Studios di Cinecittà.

La crescita come pittrice ed artista poliedrica si basa appunto sul riciclo di materiale di scarto e l’uso di diverse tecniche pittoriche, come per esempio l’utilizzo di tessuti su cui la Gizzi interviene con il gesso per dare tridimensionalità ai suoi oggetti, o le cornici fatte a mano con materiali di scarto in metallo.

La sua cifra stilistica parte sicuramente dal figurativo; l’uso degli oggetti comuni, come la moka, i bicchieri, le forchette, si mescolano alla rappresentazione di chiavi, lucchetti, punte di trapano fino ad elementi più evocativi come le clessidre e beccucci per i capelli.

Ogni elemento narra una storia, è avvolto in un panneggio ed uno sfondo, per avere una singolarità, un valore estetico oltre che funzionale.

La narrazione di questi oggetti è sicuramente simbolica ed affettiva, come nel caso del beccuccio, ma anche segno del tempo che passa attraverso il vissuto dell’artista in una dimensione contemporanea, che richiama gli elementi del presente in un contesto storico attualizzato, cioè le esperienze di Chiara ed il suo vivere attraverso questi elementi narrativi.

La tecnica raffinata della Gizzi è il segno di una accurata preparazione artistica, che ci riporta ad una pittura semplice ma nello stesso tempo studiata nel dettaglio, con l’accortezza di un tempo. Il richiamo a Morandi, allo Still life è evidente, come anche è apprezzabile l’uso dei colori ben bilanciati e mai troppo spenti.

Gli sfondi dei Tools sono accoglienti, caldi, morbidi come un velluto che presenta l’oggetto, che viene valorizzato come in un quadro ottocentesco, in una natura morta che impreziosisce ciò che è per noi normalmente scontato, vale a dire l’ordinario, il quotidiano, che da normale diventa eccezionale.

Monica Pecchinotti

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