Arte E Parole Alla Gard Galleria D'Arte E Design

Arte E Parole Alla Gard Galleria D'Arte E Design

Per la Rome Art Week la collettiva, alla diciassettesima edizione, dedicata a Remo Remotti

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Fino al 4 novembre la Gard Galleria d'Arte e Design a Via dei Conciatori a Roma, ospita la collettiva "Arte e Parole", inserita nel programma ufficiale della Rome Art Week 2023.

Nelle sale, abbiamo tredici artisti tra cui Vincenza Spiridione, impegnata nel sociale con il tema della violenza sulle donne e sulla fragilità con due sculture ed opere pittoriche, Olympia Dotti con un omaggio a Audrey Hepburn in stampe di arte digitale , dove ogni colore corrisponde ad un chakra di autorealizzazione dal titolo della frase originale di Audrey  attrice, “Happy girls are the prettiest girls” con la variabile personale dell’artista ”Seven Colours of Happiness” , Silvano de Bernardi,  omaggio a Capogrossi con l’Opera 12 Euro, Lorenza Bucci Casari, con l’uso di forme e colori innovativi, Maria Gabriella Cardinali con la porcellana, Monica Casali e la creazione della 500, automobili Vintage con elementi originali dell’auto, Sabrina Faustini, in arte Sabri, Sonia Mazzoli che è sia artista che gallerista con “Mi manca l’aria”, Enrico Frusciante, con “Tracce “ e “Frammenti”, Marisa Muzi, storica artista della Gard, Giulia Pissagroia, con “Narciso” e omaggio a “S. valentine” opere informali, Roberto Saglietto, astrattista, Federica Scoppa con “Panni stesi”, la quotidianità delle donne che trovano il loro essere anche nel divenire Artiste.

Nella prima sala, la personale di Alessandro Pellegrini “Segni, Parole, Sogno“, un susseguirsi di opere astratte sul tema del linguaggio della poesia, della parola scritta o immaginata. Ogni spettatore può lasciare un commento in una scatola preposta.

Alessandro Pellegrini, figlio d’arte, cuoco, studente del liceo artistico, propone, in questa personale, linguaggi materici oltre che sperimentali. Ispiratosi alla Bauhaus ed al Cavaliere azzurro di Kandinsky in una delle sue opere, Alessandro crea acquarelli ed olii con l’ausilio di gesso, cemento, polvere di sabbia e vetro, creando delle originali trasparenze con l’uso di saponi e resine.

In “Old party dress” Alessandro inserisce uno scampolo del vestito dei diciotto anni di sua madre in uno dei suoi quadri più materici, unendo la sua ricerca ad una suggestione del passato.

I suoi acquerelli ricordano le macchie di Rorschach, come “Isola di radica”, creando delle forme evanescenti nello spazio, con colori creati in privazione di ossigeno e stampati con supporti che lasciano il segno di macchie e forme astratte. Le tecniche di Alessandro, dunque, oltre ad essere particolarmente elaborate, sono anche frutto di studi accurati che cominciano nel 2015.

Oltre agli olii, Alessandro usa gli acrilici sciolti in sapone per i piatti per dare quell’effetto lucente e materico. Con l’aiuto di Alessio Palma, poi ci sarà la sperimentazione con le resine. Il supporto utilizzato è sempre il cartongesso.

Mentre nell’acquarello Alessandro studia essenzialmente i vuoti e i confini, nell’olio c’è una ricerca dei pieni, della corposità. l’artista segue dunque un percorso narrativo dal 2015 ad oggi. Le sue opere, principalmente prodotte di notte, sono frutto di una ricerca estetica ma anche esposte a cambiamenti di umore e di percezione. Lo stato d’animo diventa dunque determinante nella creazione delle opere quali “metropolitana fantasma”, “isole intestine” e “Cavaliere azzurro”.

Monica Pecchinotti

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