LAZIO, ADDIO ALLA RINCORSA PER L'EUROPA. KO AL DERBY

LAZIO, ADDIO ALLA RINCORSA PER L'EUROPA. KO AL DERBY

MANCINI SPEGNE I SOGNI DI RINCORSA PER UN POSTO IN EUROPA. LA LAZIO SUBISCE IL E DOPO NESSUNA REAZIONE DI ORGOGLIO, NUOVO TECNICO VECCHIA LAZIO

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Mancini di testa da corner e il derby, è perso. Questo l’episodio decisivo della terza partita di Tudor da quando allena la Lazio, dopo le due gare con la Juventus, una vinta e una persa, Tudor scivola ancora e la Lazio si allontana sempre di più dalla zona Europa. 

Cambiano gli interpreti, cambia il modulo ma la Lazio resta la stessa, un ibrido che si specchia molto per quello che fu e che non segna mai ma soprattutto non costruisce potenziali occasioni da gol. Immobile parla di scombussolamenti dopo l’addio di Sarri, la verità è che quest’anno la classifica rispecchia fedelmente il campionato che sta facendo la Lazio, tonica e cinica in Champions League, distratta e apatica in campionato. 

Il derby, Tudor cambia ancora le carte in tavola, fuori Zaccagni e Lazzari per infortunio, sceglie Casale, Romagnoli e Gila nei tre di difesa, Felipe Anderson e Marusic a tutta fascia, Guendouzi e Vecino a centro campo, Kamada e Isaksen dietro al capitano Ciro Immobile, ancora panchina per Luis Alberto. De Rossi con Dybala dietro a Lukaku con El Shaarawy a coprire tutta la fascia. 

Roma sembra partire meglio, una conclusione di Angelino al primo minuto e una di Paredes al 3’, tutte e due fuori lo specchio della porta di Mandas. Al 7’ Isaksen solo al limite d’area serve Immobile, la conclusione del capitano sul primo palo è fuori di poco. Al 18’ Vecino recupera palla, scambia con Isaksen e tira forte, Mancini salva tutto in angolo. 21’ ammonito Vecino per fallo su Llorente. Piu Roma che Lazio in campo, Gila rischia l’autorete su una grande giocata di El Shaarawy. Al 42’ il gol giallorosso, Dybala da corner per Mancini in area, Marusic non arriva, Romagnoli attardato e per il giocatore della Roma è facile colpire la sfera, Mandas sorpreso devia soltanto leggermente e palla in rete, probabilmente il portiere della Lazio poteva essere più reattivo. Primo tempo finisce dopo un minuto di recupero concesso da Massa. 

Secondo tempo con Tudor che effettua tre cambi, due per scelte fisiche, Immobile e Romagnoli, uno tecnico, con Isaksen che lascia il posto a Pedro, Castellanos e Patric gli altri due. Ancora Roma alla ricerca del gol per chiudere la partita, Dybala ne dribbla tre e offre a Lukaku, palla tra le braccia di Mandas. 55’ palo di El Shaarawy, Lukaku di sponda per il faraone, colpo forte sul primo palo ma il legno respinge. Fallo tattico di Mancini e ammonizione, 57’ ci prova Castellanos, Svilar blocca facile. 64’ gol annullato per evidente fuorigioco, tiro forte di Guendouzi, Kamada devia sotto porta ma oltre la linea difensiva romanista. Inizia ora un’altra partita, scontri continui tra giocatori e tante parole di troppo. 70’ Tudor si gioca la carta Luis Alberto per Vecino, tante ammonizioni per falli e scorrettezze, Pedro, Castellanos, Celik, Paredes e infine Pellegrini. La Lazio non riesce a creare un’occasione da gol, anzi per dire la verità nemmeno un tiro verso la porta di Svilar.  

Dopo 5 minuti di niente Massa fischia la fine. 

Resta tanto amaro in casa Lazio, la prestazione c’è anche stata ma la poca brillantezza in avanti è identica a quella che si vedeva con Sarri, cambiano interpreti ma il risultato è lo stesso, Lazio apatica. Tudor ha solo giocato fino ad ora, pochissimi allenamenti e tre partite durissime, un derby e due con la Juventus, bisogna avere fiducia e dare tempo al nuovo tecnico di farsi capire, di far girare la squadra come lui vuole. Di certo è che Luis Alberto farà tanta fatica a trovare il posto da titolare, questa è la sensazione che più si è capita in queste tre partite, aspettiamo venerdì con la Salernitana per vedere forse la prima vera Lazio di Tudor dopo una settimana di lavoro continua. 

Dare sentenze dopo tre partite è deleterio per tutto e tutti, Tudor va protetto e lasciato lavorare, solo così si potrà capire se è un allenatore da grande piazza o no, per ora resta l’amarezza di un derby perso ma la possibilità di far rigirare la stagione tra 15 giorni nella partita di ritorno di Coppa Italia con la Juventus e cercare di fare più punti possibili per tentare almeno di restare in Europa. 

GIUSEPPE CALVANO 

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