Lazio Salernitana 4 1 Biancocelesti Ancora In Vita

Lazio Salernitana 4 1 Biancocelesti Ancora In Vita

Battere la Salernitana era vitale per la Lazio: doppietta di Anderson per restare a galla. Dura contestazione da parte dei tifosi

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Nell’anticipo della 32^ giornata di Serie A la Lazio ha battuto la Salernitana per 4 a 1: doppietta di Anderson, reti di Vecino e Isaksen. Tre punti obbligatori, se non vitali per continuare a lottare per un posto in Europa. La notizia della serata, però, è la contestazione che ha accompagnato la partita per tutti i 90 minuti. Bersagli principale il presidente Claudio Lotito, ma nessun giocatore è stato risparmiato. 

La partita – All’ Olimpico l’atmosfera è fredda, nonostante la prima vera ondata di caldo della Capitale. L’ingresso in campo della Lazio per il riscaldamento è stato accolto dai fischi, più forti quando la squadra ha completato il lavoro sotto la Curva. Il momento è delicato e l’infermeria non aiuta Igor Tudor. La formazione è obbligata: out Provedel, Zaccagni, Guendouzi, Pellegrini, Zaccagni, Immobile e Romagnoli, in porta Mandas, difesa a tre con Gila, Casale e Patric, in mezzo al campo confermati Kamada, Vecino e Luis Alberto nonostante non sia al top, davanti Anderson e Castellanos. La Curva è chiara: si sostiene la maglia, ma la contestazione contro il Presidente Lotito è tornata. I fischi non si fermano nonostante il vantaggio: la sblocca Felipe Anderson che ruba palla ad Antonio Candreva, entra in area con una delle sue serpentine tanto ammirate in passato e al 7^ porta la Lazio in vantaggio. Aggressiva la Lazio che raddoppia al 13^ sugli sviluppi di un corner è Matias Vecino a firmare il 2 a 0. Il tutto mentre dalla Curva si invoca il passato con cori per il presidente Cragnotti, per Simeone proseguendo la contestazione verso l’attuale dirigenza e i giocatori.

La Salernitana non sta a guardare e al 16^ dimezza lo svantaggio con il gol di Ikwuemesi lasciato libero di saltare e insaccare dai difensori della Lazio. Un gol che paradossalmente ridà fiducia ai Campani, mentre la Lazio torna ai vecchi errori e non riesce ad approfittare dell’errore i Costil che lascia sguarnita la propria porta. Al 29^ clamorosa occasione sprecata da Castellanos a tu per tu con il portiere sbaglia la deviazione vincente e l’errore è una chiara fotografia della difficoltà sottoporta della Lazio. Errore che si ripete pochi minuti più tardi con Luis Alberto che servito da Castellanos perde il tempo del tiro.

Al 34^ la Lazio rimette in sicurezza il risultato ancora con Felipe Anderson che firma la doppietta.

Secondo tempo – Si avvia senza cambi, con la Lazio ancora decisa ad attaccare. Al 5^ occasione per Felipe Anderson ottimamente servito da Kamada, ma da pochi metri spara alto. Al 12^ primo cambio: dentro Hysaj al posto di Marusic. Porta ancora stregata per Luis Alberto al quarto d’ora che spreca malamente sottoporta.

Al 35^ serie di cambi per la Lazio. Out Castellanos, Luis Alberto e Vecino per Pedro, Cataldi e Rovella che si rivede in campo dopo un lungo infortunio. Ultimi 8 minuti per Isaksen che prende il posto di Gila.

Veramente poche le azioni da raccontare in un secondo tempo alquanto noioso, grazie anche al  risultato ormai acquisito. Al 41^ un lampo di Isaksen che ha gonfiato la rete per il gol del 4 a 1 accolto da un boato quasi liberatorio dei tifosi.

Da sottolineare che nel clima di contestazione, l’unico giocatore a prendere applausi quando ha lasciato il campo è stato l’ex di turno Antonio Candreva. Si chiude il match così come è iniziato: la Lazio lascia il campo tra i fischi. La classifica e la matematica tengono in vita la Lazio: sperare e credere nell’Europa non è vietato, ma la Lazio non può sbagliare più nulla.

Enrica Di Carlo Foto Official Lazio

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