Mistero Ai Castelli Romani: Nuova Scoperta Archeologica

Mistero Ai Castelli Romani: Nuova Scoperta Archeologica

Mistero in Via San Gaspare del Bufalo Affiorano Antiche Sepolture nel Cuore di Albano Laziale

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Il sottosuolo dei Castelli Romani non smette mai di sorprendere. Durante recenti lavori di ripristino del manto stradale in via San Gaspare del Bufalo, nel pieno centro storico di Albano Laziale, gli operai si sono trovati di fronte a una scoperta inaspettata: a circa due metri di profondità sotto i tradizionali sampietrini, sono emersi i resti di almeno tre scheletri umani perfettamente conservati. Il ritrovamento, avvenuto circa venti giorni fa, ha immediatamente richiamato sul posto gli archeologi della Soprintendenza, che stanno ora conducendo le indagini di rito.

Le immagini giunte in redazione mostrano una scena suggestiva: i corpi, deposti nella nuda terra senza evidenti tracce di casse lignee, giacciono in posizione supina con le braccia incrociate sul petto o sull'addome. Una postura composta e solenne che, unita all'orientamento est-ovest (con il capo rivolto a ovest), racconta una storia antica, profondamente radicata nelle tradizioni funerarie cristiane.

Ma a quale epoca risalgono questi misteriosi abitanti di Albano? Sebbene solo le analisi di laboratorio (come la datazione al radiocarbonio) potranno fornire una risposta definitiva, l'incrocio tra i dati visivi e la complessa stratificazione storica del luogo permette di formulare alcune ipotesi affascinanti.

Il Contesto: Dal "Tridente" ai Castra Albana

Via San Gaspare del Bufalo non è una strada qualunque. Anticamente nota come "Strada seconda di San Paolo", essa costituisce uno dei tre assi viari del cosiddetto "Tridente" di Albano, un piano urbanistico seicentesco voluto dalla potente famiglia Savelli . Le tre strade convergono scenograficamente verso Piazza San Paolo, dominata dall'omonima chiesa fondata nel 1282 dal cardinale Giacomo Savelli (futuro Papa Onorio IV)

Tuttavia, la storia di quest'area affonda le radici molto più indietro nel tempo. Il quartiere sorge esattamente sopra i resti dei Castra Albana, l'imponente accampamento fortificato fatto costruire dall'imperatore Settimio Severo all'inizio del III secolo d.C. per ospitare la Legio II Parthica . La presenza di sepolture in quest'area solleva dunque interrogativi cruciali: si tratta di legionari romani, di primi cristiani o di abitanti della città medievale?

Le Ipotesi di Datazione: Un Cimitero Parrocchiale Dimenticato?

L'analisi delle evidenze fotografiche e topografiche suggerisce che ci troviamo di fronte a sepolture di epoca medievale o della prima età moderna, per una serie di ragioni convergenti.

In primo luogo, l'orientamento dei corpi (testa a ovest, piedi a est) e la posizione supina con le braccia incrociate sono indicatori classici del rito funerario cristiano. Questa postura, in particolare, divenne predominante a partire dal Basso Medioevo (XIII-XIV secolo) e si mantenne in uso per secoli . L'assenza di corredo funerario visibile e la deposizione diretta nella terra nuda sono pratiche tipiche delle sepolture popolari cristiane, volte a sottolineare l'uguaglianza di fronte alla morte e l'umiltà del defunto.

In secondo luogo, la profondità di due metri sotto l'attuale piano stradale è perfettamente compatibile con l'accumulo stratigrafico di una città che ha vissuto secoli di continui rifacimenti urbanistici.

L'ipotesi più accreditata è che questi corpi appartengano a un antico cimitero parrocchiale legato alla vicina Chiesa di San Paolo. Fino all'inizio dell'Ottocento, infatti, era prassi comune seppellire i defunti all'interno delle chiese o nelle loro immediate adiacenze (sagrati e terreni consacrati limitrofi) . Solo con l'Editto di Saint-Cloud, emanato da Napoleone nel 1804 ed esteso all'Italia negli anni successivi, fu imposto lo spostamento dei cimiteri al di fuori delle mura cittadine per ragioni igienico-sanitarie .

Sappiamo dai documenti storici che ad Albano Laziale questa transizione avvenne gradualmente: ad esempio, la navata destra della Cattedrale di San Pancrazio fu utilizzata come cimitero fino al 1821-1826, anno in cui il Comune istituì il nuovo cimitero municipale presso la Chiesa della Stella . È altamente probabile che anche l'area circostante la Chiesa di San Paolo ospitasse un'area cimiteriale, le cui propaggini si estendevano fin sotto l'attuale tracciato di via San Gaspare del Bufalo.

In Attesa delle Risposte della Scienza

I tre scheletri riemersi dal buio dei secoli potrebbero dunque appartenere a cittadini albanensi vissuti tra il Medioevo e il Settecento, sepolti all'ombra del convento di San Paolo prima che le riforme napoleoniche cambiassero per sempre il volto delle nostre città.

Mentre gli archeologi continuano il loro meticoloso lavoro di scavo e documentazione, la scoperta di via San Gaspare del Bufalo ci ricorda come, passeggiando per i Castelli Romani, si cammini letteralmente sopra la storia. Ogni scavo, ogni tubo da sostituire, può trasformarsi in una macchina del tempo capace di restituirci frammenti di vite passate, silenziose testimoni delle radici profonde della nostra comunità.

Photo Credits M. Ciotti 

Marco Dal Puppo


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