Fino al 27 settembre 2026, Palazzo Merulana ospita la mostra “Lirismo Indifeso- Percezioni riflesse” di Franco Onali a cura di Jacopo Bucciantini.
“La pittura di Onali non pretende di spiegare, né di convincere, al contrario si limita, con estrema sincerità, ad esistere”.
Sfuggenti, a prima vista persino contraddittorie, le opere di Franco Onali, non rappresentano solo delle finestre sul mondo, sono creazioni nate per costruire uno spazio di conoscenza, e diventano uno strumento di confronto con sé stesso. I suoi quadri sono superfici riflettenti, ossia immagini attraverso le quali l’artista cerca di riconoscersi, senza arrivare ad una definizione definitiva.
“È forse in questa disponibilità a mostrarsi senza difese, senza costruzioni teoriche e senza volontà di affermare una verità definitiva, che risiede ciò che Dario Micacchi definì ‘lirismo indifeso’. Un lirismo che attraversa l'intera vicenda artistica di Franco Onali e che trasforma ogni quadro in una sorta di autoritratto invisibile: non la rappresentazione di un volto, ma il riflesso di una coscienza che, attraverso le immagini, continua a interrogare sé stessa” spiega Jacopo Bucciantini.
Dalla figurazione, al post-cubismo, fino alle soluzioni più astratte, le pittura di Franco Onali attraversa diversi linguaggi, senza mai aderire stabilmente ad una corrente o a un programma stilistico riconoscibile. L’esposizione, a cura di Jacopo Bucciantini, propone una rilettura critica della produzione di Franco Onali, attraverso una selezione di 25 dipinti tutti “senza titolo” così da lasciare che sia l’opera a comunicare con il pubblico, un documentario e un videoart, che evidenziano gli elementi strutturali della sua ricerca figurativa. Il progetto, prende vita dalla volontà di andare oltre la lettura esclusivamente cronologica o antologica dell’artista, per lasciare spazio ad un percorso capace di riconsegnare al pubblico la grammatica visiva e poetica che descrive più di cinquant’anni di attività. L’allestimento regala al visitatore gli strumenti interpretativi per avvicinarsi alla complessità dell’immaginario dell’artista, senza sminuire la natura enigmatica, e lo invita a scoprire le modalità compositive e le tensioni poetiche attraverso la sua intera produzione.
Stefania Petrelli
© Riproduzione riservata