Sabrina Nicole

Fondamentale è trasmettere, attraverso l’obbiettivo, emozioni e sensazioni, e non essere perfette

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Per i nostri lettori, UnfoldingRoma oggi incontra Sabrina Nicole, artista eclettica, una modella appassionata di arte, fotografia e musica.

Come hai iniziato la tua carriera da fotomodella?

La mia carriera da fotomodella, se così si può definire, è iniziata per caso, circa un anno e mezzo fa, dopo un incontro fortunato con un professionista, Stefano Sansoni, ora più che altro un caro amico, con cui mi capita spesso di collaborare e con il quale mi faccio delle grandi e grosse risate! Non vorrei dilungarmi troppo nei dettagli del nostro incontro, ma è bello ricordare come, grazie ad una proposta ricevuta casualmente, mi si è aperto un mondo che amo, un mondo che ancora non ho avuto modo di scoprire del tutto. Prima di quell'incontro, non avevo mai preso in considerazione la possibilità di poter posare come fotomodella, anche se ho sempre amato la fotografia e tutta l’arte in generale, in particolar modo la BodyArt degli anni ‘80 o i primi scatti erotici di inizi 900 che adoro. Associavo la fotografia alle sole top-model che, per ovvi motivi, sono molto distanti da me come canoni estetici/proporzionali, per questo motivo nel mio immaginario si trattava di un settore a me inaccessibile. Dopo il mio primo shooting, grazie all'esperienza e alle molteplici proposte ricevute nel corso del tempo, ho capito che la cosa fondamentale è trasmettere, attraverso l’obbiettivo, emozioni e sensazioni, e non essere perfette. Ricevetti, infatti, la mia prima proposta di posare, come poi tutte le altre, proprio grazie al mio sguardo, alla sensualità che gli altri affermano che io trasmetta e alla particolarità del mio viso, e non per le misure canoniche della classica modella.

Oltre alla bellezza, quali caratteristiche credi siano importanti per questo mestiere?

Penso che avere una personalità definita sia fondamentale in ogni mestiere, come nella vita, e sono convinta che ciò paghi sempre. Purtroppo al giorno d’oggi si tende sempre più ad aderire ai canoni estetici e comportamentali imposti dagli ambienti in cui viviamo, finendo, talvolta, a diventare un semplice numero indistinto nella massa. Il mondo è pieno di splendide ragazze, anche più belle di me, ne sono consapevole, magari si avvicinano molto di più a quei prototipi di model che siamo abituati a vedere nei cartelloni e nelle pubblicità, ma spesso queste bambole non trasmettono nulla. Sono convinta che bisogna avere il coraggio di esibire la propria unicità, anche se ciò significa mostrare i propri difetti, senza timore! Grazie all’esperienza e alla fiducia di molti professionisti e delle persone che mi amano, ho imparato ad accettare i miei difetti e ho capito che devo proprio partire da quelli per valorizzare a pieno la mia individualità, il mio essere una donna unica.

Durante un servizio fotografico, ti è mai capitato qualche episodio imbarazzante?

No in realtà mai, solo tanto divertimento e la possibilità di reinventarsi ogni volta con un personaggio diverso…il bello della fotografia è anche questo!

Che consiglio daresti alle ragazze che vogliono diventare cover-girl?

Beh, il consiglio che posso dare con la mia esperienza personale, è di tentare sempre in ogni cosa ed esprimere ciò che si è veramente, senza condizionamenti esterni, perché il non essere realmente se stessi fa male e fa soffrire.

Da dove nasce la tua passione per la musica?

La danza, il teatro, l’arte, la moda come anche la musica, sono elementi fondamentali nella mia vita; sono tutte passioni che ho coltivato fin da piccola, frequentando il Liceo Artistico-Indirizzo Architettura e Design, il corso di Operatore della moda-Figurinista Modellista, l’Accademia della Scuola Nazionale di Teatro Circo-Atri circensi, e non ultimo il lavoro, il Burlesque Show-Pole e Acrobatica Aerea nelle discoteche e Dj. La musica è sempre stata una costante negli anni e ha segnato un altro capitolo importante della mia vita: mi riferisco all'incontro, avvenuto circa 10 mesi fa, con Fabio Vela (in arte Tex), che oltre ad essere un grande musicista e produttore musicale, è un’eccellente maestro di vita e uno splendido compagno. Grazie a lui ho cambiato completamente la mia visione della vita, abbandonando il mondo effimero e cinico del “Dio Denaro” e della personalità performante a tutti costi che richiede il mondo oggi, ed ho imparato a dare valore al tempo, ai rapporti umani e alla famiglia. Mi ripeto sempre come un mantra: non è necessario correre per arrivare a ciò che desideri, ma si può camminare gustandosi ciò che si ha affianco e il panorama, solo così si potrà dire di aver vissuto a pieno. Pur non avendo mai fatto una scuola dedicata, ma solo 3 anni di chitarra classica, la musica è sempre stata un punto di forza, un rifugio. Non può esserci un giorno senza musica! Solo chi è stato nel mio appartamento lo può capire, ho una piccola televisione di poco valore sincronizzata solo su i cartoni animati che guarda la mia bambina e tutto il resto è invaso da apparecchi elettronici per ascoltare musica. Ascoltiamo musica che fa bene all'anima!

A cosa ti sei ispirata per i brani “Tu amor” e “Think about u”?

Questi due brani fanno parte del mio primo album “Sabrina Nicole”, segnano un passaggio molto importante: sono la rivincita dell’amore sul cinismo e la sfiducia che per anni mi hanno dominata. Entrambi sono dedicati alla nostra storia e raccontano, in chiave pop, la difficoltà di vivere un amore a distanza. Abbiamo lavorato tanto per il brano “Tu amor” perché è la nostra canzone, segna l’inizio di un’altra fase della mia vita. Dico “abbiamo”, perché la base musicale mi è stata dedicata dal mio compagno Fabio che una notte, pensandomi, ha scelto la musica sulla quale ho cantato, scrivendo il testo e scegliendo lingua e ritmo della canzone. Fino ad allora non immaginavo quanto lavoro ci fosse dietro ad un singolo brano e cantare in un vero studio, non soltanto sotto la doccia, è un’emozione unica!

Hai in programma di comporre altri pezzi?

Si abbiamo in cantiere altri brani, ma, come ben saprete, ogni produzione richiede tempo e concentrazione e, visti i nostri molteplici impegni, pensiamo di aspettare il 2015 per l’uscita del mio album.

Come riesci a conciliare la tua vita lavorativa con quella della mamma?

Questo me lo chiedo tante volte anch'io! Posso dire che conosco l’insonnia, lo stress, le responsabilità, il digiuno, ma anche la tenacia, l’indipendenza e la voglia di vivere. La risposta a tutto questo è solo una: Gisele, mia figlia, il mio angelo, è lei la mia vera forza. Grazie a lei ogni giorno prendo le decisioni giuste e importanti per il mio ed il suo domani. Gisele è la mia estensione e al contempo punto di partenza, viviamo in simbiosi, forse perché siamo sempre state sole io e lei da quando venuta alla luce o forse perché è quello di più vero ed importante che ho! Mi sento e sono tutto questo: un’artista all'inizio della propria opera, una studentessa nella scuola della vita, una lavoratrice instancabile e un genitore. Freud afferma che fare i genitori sia uno dei lavori impossibili e io non posso che condividere pienamente questo pensiero. Ogni obiettivo che voglio raggiungere costa fatica e sacrificio, ma regala anche soddisfazioni stupende, perciò bisogna impegnarsi per raggiungere i propri scopi, anche se per altri sono utopici.

Progetti per il futuro?

Tanti...sono più che altro la realizzazione di tutti i miei sogni. Per cominciare vorrei laurearmi come dottore in igiene dentale qui a Milano e poi trasferirci all'estero per specializzarmi nel campo medico che, può sembrare un paradosso, è il settore che amo di più di tutti e l’unico lavoro che voglio fare “da grande”, continuando, nel frattempo, a lavorare nel settore della musica, della fotografia e dell’arte perché sono le mie passioni. Il progetto più grande che ho, però, è quello di crescere mia figlia al meglio, dandole delle basi solide su cui poter costruire un futuro stabile e sereno.

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