La Spina

Storia di una ferita prima sanata e poi riaperta nel cuore di Roma

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Fino al 22 novembre i Musei Capitolini ospiteranno una mostra evocativa, inserita all’interno delle celebrazioni giubilari, dedicata alle profonde trasformazioni subite dall’area pressi il Vaticano nei pressi dei luoghi che conducono alla Basilica di San Pietro: La Spina. Dall’Agro Vaticano a Via della Conciliazione, un viaggio indietro nel tempo dall’antichità sino al Giubileo del 1950, anno in cui fu completato l’arredo Urbano.

Un altro dei miracoli del Campidoglio, frutto di uno sforzo corale, nel momento in cui gli occhi sono tutti puntati su San Pietro e sui pellegrini che attraversano le aree circostanti la Basilica. Una mostra che recupera un patrimonio importante delle collezioni romane provenienti per lo più da depositi, nella rivalorizzazione di un segmento invisibile per la Capitale, frutto delle trasformazioni subite nel tempo; una narrazione dello stretto rapporto che l'area centrale ha avuto nel tempo con il segmento romano oltre il Tevere. La Spina, un segmento lineare inserito nello spiazzo antistante Castel San’Angelo, il cui nome si deve alla forma allungata dell’isolato rinascimentale, oggi scomparso, ed incluso, quasi come un corpo estraneo, nel tessuto connettivo della città. Un pesante intervento motivato dalla volontà di modificare, non solo l’assetto urbanistico della zona, ma anche la visuale della Basilica Vaticana sottolineandone l’alto profilo simbolico e religioso: la Spina filo conduttore capace di avvicinare, anche dal punto di vista urbanistico, il Vaticano alla Città Eterna.

Una esposizione multidisciplinare che documenta visivamente il mosaico di questo tessuto cittadino con video istallazioni curate dall’Istituto LUCE (regia R. Sejko), racconti di vita ed occupazione vaticana, nonché materiali architettonici, reperti archeologici, frammenti di affreschi e vedute. Tra i pezzi di maggior importanza il plastico del Nobile Interrompimento progettato da Piacentini e Spaccarelli, una riproduzione in scala dell'assetto di via della Conciliazione realizzato al fine di visualizzare le scelte urbanistiche future.

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Non una mostra su Roma Sparita o sulle demolizioni ma una mostra archeologica che vuole raccontare, attraverso le testimonianze archeologiche, un'area della città attraversata dai pellegrini per raggiungere San Pietro con la demolizione della Spina e dei Borghi per l’apertura di via della Conciliazione.

Tre sezioni per una narrazione che parte dal periodo antecedente la realizzazione della Spina, in un'articolazione topografica che mostra ciò che si poteva vedere passeggiando in un vecchio quartiere, sino al post della sua esecuzione: Prima della Spina; La Spina dei Borghi; Cavare la “spina” a San Pietro.

Elementi utili per leggere la storia sono rappresentati dai reperti archeologici, materiali solitamente non visibili all’interno dei musei, ma provenienti dagli scavi di quella zona.

Il territorio Vaticano, escluso dal perimetro delle mura, area malsana e nefasta, iniziò a suscitare interesse solo a partire dalla prima età imperiale, momento in cui sorsero le prime ville suburbane, tra le quali quelle appartenenti ad Agrippina e Domizia. Mentre oggi il temine Vaticano riporta alla memoria San Pietro e la cristianità, in età imperiale ebbe valenza pagana, tanto che in questa area sorsero numerosi monumenti funerari ed un importante edificio di culto dedicato a Cibele frequentato fino al IV sec. d.C. Solo nel corso del Medioevo si sviluppò nella zona un’area sacra con chiese, monasteri e diaconie definita dal pellegrini germanici burg, Borgo, agglomerato. La cinta muraria realizzata sotto il pontificato di Leone IV le conferì lo stato di vera e propria cittadella fortificata.

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La Spina “Muore” nel 1499, a seguito delle demolizioni attuate nella zona per l’apertura di via Alessandrina prima, via della Conciliazione poi (1936-1937). Il Borgo diviene, quindi, un agglomerato di palazzi per alti prelati ed addetti alla Curia.

Dopo la realizzazione del colonnato berniniano nel 1657, si susseguirono altri progetti dedicati a migliorare l’accesso a San Pietro, ma nessuno fu mai realizzato. La questione venne ripresa solo con l’approvazione, da parte di Mussolini e papa Pio XI, di un progetto che diede il via alla demolizione dell’isolato compreso tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo (29 ottobre 1936 – 8 ottobre 1937).

Ilenia Maria Melis

LA SPINA. Dall’agro Vaticano a via della Conciliazione

Musei Capitolini

Piazza del Campidoglio, Roma

www.museicapitolini.org

www.museiincomune.it

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