Lazio-Pescara 2016

Entra Keita e la Lazio torna a sorridere: netto 3-0 al Pescara

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La Lazio torna alla vittoria. I biancocelesti battono 3-0 il Pescara salendo a 7 punti in classifica. Un passo in avanti rispetto allo scialbo 1-1 di Verona contro il Chievo. Partita sostanzialmente a due facce, dopo che nel primo tempo la Lazio aveva faticato nel creare gioco. Nella ripresa, E’ ancora una volta l’entrata in campo di Keita a dare una marcia in più alla Lazio. Inizialmente la scelta del nuovo modulo, del 3-5-2 non sembra ripagare Inzaghi nella prima frazione. Senza Biglia la Lazio è un po’ smarrita: Cataldi tuttavia svolge bene il ruolo di regista. Ma il gioco stenta a decollare, le azioni pericolose arrivano soprattutto grazie agli episodi. Episodi che oggi girano nel verso giusto per i biancococelesti: chiedere a Memushaj per conferme. Il pescarese grazie Marchetti sciupando malamente il rigore concesso per il netto fallo di Bastos su Caprari. Da salvare c’è soprattutto la reazione della ripresa, la Lazio appare finalmente più rabbiosa e più cattiva sotto porta. Rabbioso come lo stacco di Milinkovic per il vantaggio iniziale: una coordinazione degna del miglior rapace d’area. Da lì la partita si fa in discesa per i ragazzi di Inzaghi, che nel giro di otto minuti chiudono il match con il gol di Radu e di Immobile. L’azione del terzo gol biancoceleste è da stropicciarsi gli occhi: Keita si beve la difesa abruzzese dando il via ad una sgroppata sulla fascia che fa impazzire l’Olimpico. Lo zampino di questa vittoria è il suo, la sua velocità e i suoi guizzi sono un’arma in più. Inzaghi probabilmente lo avrà capito, questa Lazio non può fare a meno del suo ragazzino. Ma il tempo per esultare è poco. Già martedì si tornerà in campo per il turno infrasettimanale contro il Milan. Servirà la Lazio vista nella ripresa, e magari con un Keita dal primo minuto.

Le parole di Inzaghi nel postpartita in conferenza stampa: "Il Pescara è sempre una squadra fastidiosa, ben allenata. Napoli e Sassuolo con il 4-3-3 avevano sofferto, non riuscivano a prenderli. Dovevamo cambiare qualcosa. Ho trovato in settimana grande disponibilità dai giocatori. Una squadra deve essere matura per cambiare sistema di gioco. E un allenatore non può essere testardo, ma si deve adeguare ai giocatori. Così ho optato per questa soluzione. Merito della squadra. Hanno preparato bene la partita. Ottima Lazio. Felipe Anderson è stato bravissimo, ce l'ha nelle corde, non è abituato a quel ruolo, ma ha dimostrato di poterlo fare, si è sacrificato. Abbiamo rischiato qualcosa con questo assetto, come quinti avevamo Lulic e Felipe, sono due giocatori offensivi, ma da quella parte l'ha aiutato uno esperto come Parolo, qualche rincorsa è stata risparmiata a Felipe. Siamo stati bravi e abbiamo vinto con merito. Sono contento di lui e di tutti gli altri".

Il tabellino 

Lazio (3-5-2): Marchetti; Bastos, De Vrij, Radu; Felipe Anderson (28′ st Basta), Parolo, Cataldi, Milinkovic 36′ st Murgia), Lulic, Immobile, Djordjevic (15′ st Keita). A disp: Strakosha, Vargic, Hoedt, Patric, Lukaku, Wallace, Luis Alberto, Leitner, Lombardi. All. Inzaghi.

Pescara (4-3-2-1): Bizzarri, Zampano, Campagnaro, Gyomber (4′ st Fornasier), Biraghi, Memushaj, Brugman, Cristante, Verre, Benali (1′ st Manaj). Caprari. A disp: Fiorillo. Crescenzi, Bruno, Zuparic, Aquilani, Pepe, Vitturini, Pettinari, Mitrita. All. Oddo.

Arbitro: Maresca (sez. Napoli)

Reti: 22′ st Milinkovic, 26′ st Radu, 30′ st Immobile.

Note: ammoniti Campagnaro, Verre, Bastos, Radu.

Fabio Pochesci

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