Chi Fatica Se More E Famme

Chi Fatica Se More E Famme

Il primo disco ufficiale degli Ars Nova Napoli recensito da Unfolding Roma

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Chi sono gli Ars Nova Napoli? Da dove vengono? Perché la loro musica mi entra nella testa e nella pelle e non riesco a lasciarla scorrere via? Per rispondere a queste domande bisogna fare un passo indietro.

Cielo limpido, nuvole leggere, mare dalle profondità azzurre ed il Vesuvio, imponente ed elegante, che infrange l'orizzonte in lontananza. Questa è la Napoli da cartolina che tutti abbiamo imparato a riconoscere. Ma voltando le spalle al panorama ed addentrandosi tra i vicoli più stretti arriverete a Rione Sanità, uno dei cuori pulsanti, anche se quasi dimenticato, della città partenopea. Tra bambini che giocano per strada inseguendo un pallone, panni stesi ad asciugare e cestini calati dai balconi vi troverete a passeggiare tra chiese, palazzi settecenteschi dalle affascinanti scalinate e inquietanti catacombe. Tra i monumenti che valgono una visita si deve ricordare la Basilica di San Severo fuori le Mura risalente al XVI secolo, unica anche perché sede ospite di Sanità Music Studio, spazio di registrazione audio unico al mondo.

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Perché questa divagazione culturale? Perché proprio in questo mistico luogo gli Ars Nova Napoli hanno registrato i loro brani, rivelando così un legame a doppio filo con la tradizione partenopea e meridionale tutta.

Gli Ars Nova Napoli sono artisti itineranti, instancabili giramondo che hanno deciso di fermarsi per il loro debutto discografico: “Chi fatica se more e famme” è il titolo dell'album, una raccolta di interpretazioni intime e originali di molti brani chiave della tradizione popolare del sud Italia. Gli Ars Nova Napoli hanno compiuto un atto magico, riuscendo a incidere su disco le sonorità popolari della musica di strada, interpretandole senza stravolgerne l'anima perché la tradizione non è qualcosa di immutabile, ma un abitudine viva che si tramanda nel tempo attraverso alla carne viva degli uomini. D'altra parte Napoli è solo la stazione di partenza per un viaggio che attraversa il profondo Sud, dalla “Pizzica” alla “Mazurka siciliana”, passando per la “Tarantella del Gargano”.

Allo stesso modo possiamo ascoltare “Tarantella di Sannicandro (O' rre rre)” che inizialmente si fatica a riconoscere ma in grado di coinvolgere come solo una tarantella può fare, o anche struggenti canzoni d'amore come “Japri ssu barcuni” e “Lu cardillo”. L'amore sacro trova un contraltare nell'amore profano, con brani erotico-ironici come “Lu Cunigghiu” e “Trapanarella”. Il viaggio prosegue tra momenti di lieta leggerezza con “'Mmbraccio a mme (Tore è partuto)”, talvolta velati dalla lieve cupezza di brani come “Auciello Grifone”.

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In totale si possono contare 15 tracce, interpretate ed eseguite da Carlo Guarino (chitarra e voce), Marcello Squillante (fisarmonica e voce), Michelangelo Nusco (violino), Vincenzo Racioppi (charango e mandolino), Bruno Belardi (contrabasso) e Antonino Anastasia (percussioni). Questi i nomi dell'ensemble di artisti che costituiscono gli Ars Nova Napoli.

Il disco, registrato e missato da Rosario Acunto, è prodotto dalla Apogeo Records e registrato al Sanità Music Studio.

Ars Nova Napoli ha convinto con il suo affondo nella tradizione popolare, ma restiamo in attesa del disco di inediti come prova della bravura in campo musicale.

Valentina Zucchelli

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