Marie And The Sun

Marie And The Sun

Il nostro sound tra pop, nu-soul ed elettronica, ispirato alle voci black del passato. Vi presentiamo l'EP d'esordio

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Unfolding Roma incontra Marie and the Sun.  Duo ligure formatosi nel 2012, composto da Giulia Magnani e Francesco Drovandi.  La loro musica ha tinte di pop, nu-soul ed elettronica: passione per la black musica rivisitasta in una chiave moderna.  Dopo aver composto brani sia in italiano che in inglese, inizia la loro attività nei live, che li porterà a suonare a tour nazionali e ad esperienze prestigiose all'estero. Il loro EP d'esordio "Marie and the Sun", è un lavoro dalle sonorità internazionali dove i testi in italiano e la voce di Giulia si coniuga perfettamente agli strumenti suonati supportati dalla vocazione elettronica dei beat. Malinconia, amore e ritmi black si mescolano nelle sei tracce del disco, caratterizzato da uno stile ricercato ma allo stesso tempo essenziale, che lascia ampio spazio a melodie fresche ed eleganti. 

Come vi siete conosciuti e quando avete capito che la strada intrapresa fosse quella giusta? A chi vi ispirate e come descrivereste la vostra musica?

Ci siamo incontrati una sera in una sala prove, un luogo dove molti musicisti passano giornate, serate e nottate. Dopo aver chiacchierato, è venuta la voglia di suonare qualcosa insieme: confrontandoci su cosa poter suonare 'al volo' è saltata fuori 'Walk on the wild side' di Lou Reed. Ne abbiamo registrata una versione 'lo-fi' quella sera stessa e il giorno dopo ci siamo accorti che aveva qualcosa di speciale. Da quel momento abbiamo cominciato a lavorare insieme.

Da una parte (soprattutto Giulia) alle grandi voci black del passato, come Etta James, James Brown, Nina Simone, dall'altra ad artisti contemporanei come Amy Winehouse, Lianne LaHavas e ad altri che mescolano la musica black e l'elettronica come James Blake, Chet Faker, Flying Lotus ma anche Hiatus Kayote, Frank Ocean, The internet e moltri altri. Sono artisti molto diversi tra loro e anche da noi ma in comune hanno il fatto di essere tutte derivazioni 'moderne' della musica soul. 


La scelta del nome?

Marie and the Sun è nato poco dopo il nostro incontro; quasi per gioco abbiamo preso spunto dal soprannome di un'amica (Mariasole alias Mary and the Sun), ci è piaciuto e l'abbiamo adottato, col tempo ha assunto molti significati e ci è rimasto addosso.

Presentazione del vostro EP: che temi troveremo all'interno dei 6 brani?

Molti dei brani di questo EP parlano, almeno a un primo livello di lettura, d'amore. Crediamo che le cosiddette 'canzoni d'amore' in realtà offrano infinite possibilità di raccontare temi apparentemente anche molto distanti come le proprie paure, la propria voglia di emancipazione, il rapporto con la società che ci circonda, i nostri desideri e la nostra crescita personale.

Da dove nascono le vostre canzoni?

Le nostre canzoni nascono spesso da un pianoforte o da una chitarra, da un piccolo appunto preso su un quaderno o su una 'nota' nello smartphone. A volte restano ad aspettare anche parecchio tempo prima di essere sviluppate e diventare canzoni vere e proprie; ma quando arriva quel momento cerchiamo di dargli una forma definitiva. 

Avete realizzato diverse cover. A quale siete più legati?

Sicuramente a 'Walk on the Wild Side', è la canzone con cui abbiamo iniziato e amiamo suonarla live. Ha una musica apparentemente semplice ma ipnotica, e un testo pieno di 'realtà'.


Il brano "Veleno" con la collaborazione di Zibba. Come nasce la collaborazione?

La collaborazione con Zibba è nata quando abbiamo avuto l'occasione di aprire un suo concerto. Ci siamo messi a chiacchierare ed è nata l'idea di andarlo a trovare in studio. Gli abbiamo fatto ascoltare alcuni brani a cui stavamo lavorando e abbiamo deciso di ultimare insieme 'veleno'. La sua capacità di calarsi nel brano ci ha davvero stupito; è stata una bellissima esperienza e amiamo particolarmente questo brano.

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Il vostro album è stato supportato in parte con il metodo del "crowdfunding". Ci spiegate meglio in cosa consiste?

Abbiamo realizzato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela. È abbastanza semplice: tramite i social si invitano tutti i propri amici e fans a pre-acquistare il proprio cd, una maglietta, un poster o altro. Se si raggiunge la cifra che si necessita per produrre il proprio lavoro la piattaforma versa il contributo di tutti i sostenitori e si realizza tutto il necessario. Quando è tutto pronto si invia il materiale in anteprima a tutti i sostenitori. Abbiamo ricevuto un grande sostegno e abbiamo potuto autoprodurre completamente il nostro primo lavoro.

L'EP arriva dopo anni di live: come mai la scelta di aspettare prima di pubblicare un vostro lavoro e di lanciarlo nel mondo discografico?

In questi anni abbiamo suonato parecchio in giro, nel frattempo abbiamo scritto moltissime canzoni, forse per cercare un nostro stile. Quando ci siamo sentiti pronti ci siamo messi alla ricerca di un produttore artistico che potesse darci il sound che cercavamo. Abbiamo incontrato Stefano 'Natty Dub' Casalis, beatmaker torinese, e abbiamo capito subito di aver trovato chi faceva al caso nostro.

Quanto vi sentite di essere cresciuti grazie alle prestigiose esperienze all’estero?

Abbiamo avuto la fortuna di suonare all'estero in città come Londra e Parigi e in contesti davvero interessanti e eterogenei. A Londra siamo arrivati grazie a un premio vinto a un contest e ci siamo esibiti in un fantastico teatro all'interno dell'O2 Arena, eravamo agli inizi ed è stata una grande emozione poter suonare le nostre canzoni in lingua inglese di fronte ad un pubblico del genere. A Parigi abbiamo organizzato un evento molto speciale in collaborazione con una stilista italiana (Barbara Bologna) che ci ha voluti per la sua presentazione. Nel suo showroom nel Marais abbiamo organizzato un silent concert, sono state esperienze che ci hanno dato molto e che ci hanno fatto venire una gran voglia di portare la nostra musica fuori dai confini italiani. 

E per quanto riguarda l'esperienza di Area Sanremo? Cosa vi ha lasciato?

Area Sanremo è stata un'esperienza molto formativa sopratutto per quanto riguarda la parte dei corsi, abbiamo avuto la fortuna di avere docenti come Ivano Fossati, Mauro Pagani e tanti altri.Confrontarsi con professionisti del genere è sempre un'occasione per maturare e diventare più consapevoli nel percorso che si vuole intraprendere.Per Quanto riguarda la selezione del brano, che avevamo scritto insieme a Zibba, siamo stati molto contenti di arrivare alla finale e di essere selezionati tra i 14 vincitori di un master alla scuola Akamu di Asti.

I vostri progetti futuri?

E'appena uscito il nostro EP e lo stiamo portando in giro per l'Italia. Grazie anche alla collaborazione  con i Funk Shui Project potremmo suonarlo in quartetto riproponendo un sound molto vicino a quello dell’EP. Abbiamo molti progetti per il prossimo anno e cominceremo a svelarli presto sui social non appena sarà possibile.

A chi dovete l'insegnamento più grande?

A tutti quelli che ci hanno detto di impegnarci al massimo e di credere in noi stessi e di andare avanti nonostante le molte difficoltà, sembra scontato ma c'è sempre moltissimo lavoro da fare su se stessi e avere il sostegno delle persone che incontri e che ti stanno intorno è fondamentale.

Parlateci del vostro ultimo singolo "Cosa siamo”. 

"Cosa siamo" è un brano in cui raccontiamo  il continuo perdersi e ritrovarsi di due persone, descrivendo la loro crescita personale e la ricerca di una propria identità l’uno nell’altra, tra errori e ripartenze, ostacoli e soddisfazioni, ma con la convinzione di percorrere insieme la strada scelta. Il video, affidato alla regia di Matteo Podini e Nicola Artico (Frame 24), evoca atmosfere nostalgiche e idilliache ed è stato girato nelle nostre zone d'origine (Lerici, Forte dei Marmi). 

Parliamo di attualità. I reality di musica sono ormai da anni una realtà. Avete mai pensato di parteciparvi? E cosa ne pensate a riguardo?

Per ora abbiamo preferito non intraprendere quella strada. Pensiamo che per alcuni tipi di progetti possa essere un'ottima vetrina, quello che invece non ci piace molto dei talent è che rappresentano solo una parte di che cosa significa la musica per chi la fa. 

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Fenomeno Rovazzi: è la prova che oggi chiunque può fare musica?

E' vero che oggi chiunque può fare musica, sia perchè con mezzi come il computer e un semplice home studio si possono realizzare dei prodotti di ottima qualità, sia perchè con i social si possono creare dei fenomeni virali partendo da zero.

E' possibile riuscire ad esprimere gli stessi concetti sia scrivendo in italiano che in inglese?

Abbiamo scritto molti brani in inglese, alcuni dei quali suoniamo anche dal vivo. Ogni lingua ha potenzialità e caratteristiche molto diverse quindi almeno per quanto ci riguarda non proviamo a esprimere gli stessi concetti o le stesse emozioni ma piuttosto lasciamo che sia la musica e la musicalità della lingua stessa a creare emozioni e sensazioni specifiche.

"Le case discografiche contro l’ultima frontiera della pirateria: il download da YouTube Parte la campagna contro lo «stream ripping»: con una doppia iniziativa legale in USA e UK, major ed etichette indipendenti denunciano un sito che trasforma i video in brani musica". Come si può convincere i ragazzi nel comprare un disco piuttosto che scaricare musica illegalmente ma gratis?

E' più che lecito denunciare qualsiasi forma di pirateria, bisogna però tenere conto del fatto che anche il mercato musicale, come molti altri, si stia in realtà trasformando. Anche se le vendite dei dischi sono ai minimi storici, la produzione di musica di ottima qualità e la fruizione di tale musica non ne hanno risentito significativamente. A livello economico è sicuramente un momento difficile per il mercato musicale, ma crediamo fermamente che arriveranno delle trasformazioni in grado di riportare dell'equilibrio tra chi fruisce e chi produce musica.

Fabio Pochesci 

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