Giuseppe Leanza

Giuseppe Leanza

La passione è alla base di un comunicatore. Il bello del mio lavoro? Strappare un sorriso al personaggio che ho di fronte

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Unfolding Roma incontra Giuseppe Leanza. Giornalista e personaggio poliedrico, è appassionato di comunicazione a 360°, visto che, a suo dire, quest'arte oggi deve avere conoscenza sia a livello di informazione che di tecnologia. Ha lavorato in radio e  ha diretto un periodico cartaceo di sport, informazione cultura e spettacolo della Capitale. Oggi conduce "Goldeada" su Rete Oro, un format sportivo con tanti illustri ospiti, ma sopratutto e’ fotoreporter (prevalentemente sportivo) e direttore della testata fotogiornalistica SCATTO ( www.scatto.org )

Quando hai deciso di diventare giornalista?

E' nato tutto naturalmente, negli anni di dedizione alla ricerca di notizie, per poter esternare i miei sentimenti e le mie passioni appunto attraverso articoli, foto, racconti in radio e in tv da me realizzati. Solo in seguito la necessita’ di realizzarmi professionalmente, per questo mi sono “regolarizzato”.

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Un consiglio che daresti a chi vuole iniziare questa carriera?
Non mi invento nulla, i soliti ingredienti sopraelencati e tanta tanta pazienza e sopportazione, e’ un mondo “duro” questo, facilmente si cerca di annientarti, sopratutto se pensiamo allo sport, al calcio. Siamo tutti allenatori, immagina quanto poco capisci di calcio a detta di chi ti ascolta o ti legge ( i tuoi ammiratori sono e saranno sempre la minor parte percentuale ). Un comunicatore deve saper trasmettere tutto ciò che è notizia, sensazione. Per poterlo fare si deve saper scrivere, parlare, fotografare, riprendere. E forse non basta nemmeno, se non c’è vera passione e sentimento in tutto ciò.
I momenti più belli del tuo lavoro?

Diversi i momenti belli, suddivisi in categorie ( radio, tv, giornale, foto e video ). Raccolti in un unico contenitore? Si accomunano quando strappi un sorriso sincero al personaggio di turno.

Come nasce la passione per la fotografia?
Ho sempre avuto e coltivato la passione per la fotografia. Mi raccontano di quando ero bambino e andavo in giro con i miei genitori per giocattoli. Mi facevo comprare le macchine fotografiche al posto dei soldatini. Me lo raccontano ancora oggi e ancora oggi rimango sbalordito. Certe cose non si spiegano, nessuno a casa mia ha mai fatto il fotografo di professione. 
La foto che hai scattatato alla quale sei più legato?
Forse ad una foto scattata al Presidente USA Obama. L’ho immortalato con un sorriso “soul”, talmente naturale e pieno di fascino che non gli ho più’ visto in nessun altra foto.

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Nella televisione di oggi, c'è ancora spazio per un programma di qualità rispetto ad uno urlato o sguaiato?
C’e’ ancora spazio, basta saperselo ritagliare, non farsi trascinare nell’ovvio e nel trend.
Quale è stato l’ospite che ti ha più deluso ?
Qualcuno c’e’ stato, ma forse lo sono stato anch'io per qualche conduttore il quale magari da me si aspettava altro, quindi la morale della favola e’: “C’è’ sempre chi è meglio di te, ma anche il contrario”.
Capitolo derby. Al di là dell'errore individuale di Wallace, secodo te, dove l'ha vinto la Roma e dove l'ha perso la Lazio?
Penso che la Roma abbia conquistato il derby perchè più forte nell’organico nonostante le assenze importanti e con un tecnico più esperto. Non è un caso se negli ultimi anni ha lottato sempre per il secondo e terzo posto. Altro punto a favore, ha sfruttato la carica emotiva avversaria. I cinquemila tifosi presenti a Formello, la Curva nord piena hanno troppo responsabilizzato i biancocelesti e ha sicuramente fatto da contrappasso alla mancata concessione dei tifosi giallorossi all'allenamento del nuovo stadio Tre Fontane stimolando ancor più la compagine giallorossa.
Questa Roma così concreta può competere fino alla fine con la Juventus?
Penso che quest’anno la Roma possa tentare davvero di superare la Juventus, che a mio avviso rimane la più’ forte ma non come gli scorsi anni: occhio anche a Milan e Napoli. Se la giocano in quattro, tutte alla pari.
Provocazioni, "guerra etnica", "uccidiamoli" e infine le dichiarazione di Lulic. Spalletti ha invitato l'ambiente a vivere il derby con più serenità, sei d'accordo con lui? La stampa dovrebbe avere anche il compito di non fomentare troppo le masse?

Sono d’accordo con Spalletti e con tutti coloro che tengono a mente ( stampa compresa ) che il calcio e lo sport, è sopratutto per i ragazzi e quindi e’ doveroso applicare etica ed educazione da parte di tutti, tifosi e addetti ai lavori verso questo ambiante, nato sano e quindi da tutelare sempre e comunque. Alcune idiozie andrebbero punite in maniera esemplare. Non voglio fare il precettore di turno, ma l’esempio da parte di tutti i sopraelencati e’ fondamentale per una società’ migliore. 

Che idea ti sei fatto sul risultato del Referendum? Cosa ti aspetti ora?

La mia personale idea sul Referendum importerebbe a pochi o a nessuno, quello che pero’ mi aspetto ora è che si possa attuare la Costituzione per quello che davvero rappresenta in tutti i suoi punti, non che venga interpretata e rappresentata come più’ conviene. La politica e’ una cosa seria, ne va del bene del Paese, bisognerebbe tenerlo a mente sempre.  

Fabio Pochesci 

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