UTVEGGI

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In una parola: divertissepunk

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Dopo il primo disco, tra l’italiano e il giapponese, e un tour nipponico di otto date tra Tokyo e Kawasaki, il venerdì 27 gennaio è uscito “Altri Mondi” (Almendra Music), nuovo album degli Utveggi, rockband formata da Valerio Mirone (voce), Simone Giuffrida (chitarre, voci), Bruno Pitruzzella (chitarre, voci), Luca La Russa (basso, voci) e Giuseppe Montalbano (batteria, voci).


Chi sono gli Utveggi?

Siamo cinque musicisti palermitani, amici sin dalla più tenera età. Alterniamo sentimenti di grande unità a momenti di profonda (e reciproca) costernazione.


Da cosa nasce questa commistione di italiano e giapponese?

Il connubio tra lingua italiana e giapponese deriva semplicemente dalla voglia di divertirsi, di alternare parole e contenuti nostrani a fonemi e atmosfere provenienti da una cultura molto diversa.


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Come siete stati accolti dal pubblico nipponico? Quali differenze ci sono con i fans italiani?


Il pubblico giapponese ha reagito con molto entusiasmo e interesse. Dietro il proverbiale velo di garbo e rispetto, c'è il desiderio di avvicinare il musicista e conoscerlo meglio. La curiosità verso l'esotico. Dal canto tuo, se ti mostri disponibile e ricambi la loro gentilezza, ne otterrai la fedeltà. Gli aficionados italiani sono tendenzialmente più sanguigni.


Cosa preferite del Giappone e cosa, invece, dell'Italia?


Per dirne una: in Giappone i music club sono generalmente più piccoli rispetto all'Italia ma sono strutturati meglio per quanto riguarda la strumentazione e l'acustica.


Quali sono i vostri riferimenti musicali?

Il rock in tutte le sue declinazioni, i grandi cantautori italiani e non, la musica classica e contemporanea, il jazz, il punk. Insomma, son tante le cose che ci piacciono.

Cosa vuol dire fare musica rock in Italia nel 2017 ?


Noi lo facciamo per dare concretezza alla nostra energia latente. Ci piace alternare botte sonore a tocchi in punta di fioretto, a prescindere dal luogo e dall'anno solare, anche se in evidente controtendenza rispetto a quanto sembra andare di moda oggi in Italia.


Altri Mondi è il vostro nuovo album, come lo raccontereste in poche righe ai lettori di Unfolding Roma ?

Sedici piccoli quadri per altrettanti ritratti di vite bislacche. Il discorso musicale si snoda tra sferragliare distorto e armonia vocale, anima del legno e fragore rugginoso, stilemi classicheggianti e bordate grunge. In una parola: divertissepunk. 

Come sono nati i testi di Altri Mondi? Qual è la sinergia del gruppo?


I testi dell'album germinano da trovate estemporanee o prendono le mosse da spunti letterari. La musica nasce talvolta da sessioni d'improvvisazione oppure da partiture redatte alla vecchia maniera. Alcuni brani sono scritti dal singolo, altri vengono alla luce in assoluta condivisione.


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A breve sarà online anche un vostro videoclip. Come valutate questa esperienza?


Nel videoclip di Altrimondi, realizzato dal visual artist 3112 htm, si assiste al continuo alternarsi di microcosmi e macrocosmi. Per l'occasione ci siamo letteralmente mischiati l'uno con l'altro, se ancora ce ne fosse bisogno. Il risultato è tutto da raccontare.


Una “domanda-pettegolezzo”, com'è suonare con i Punkreas ?


Una band che fa parte della nostra gioventù e al contempo del nostro presente. Grandissima vitalità e presenza scenica. E dietro le quinte son dei mattacchioni.


Quali sono i vostri piani per il futuro?


Andare a suonare sempre più lontano! In barba a chiunque voglia edificare muri e palizzate!


Valentina Zucchelli

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