Al Vittoriano Una Finestra Aperta Sulle Malattie Mentali Dal Ventennio Fascista

Al Vittoriano Una Finestra Aperta Sulle Malattie Mentali Dal Ventennio Fascista

Realtà difficili alle quali non voltare le spalle

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Il Monumento a Vittorio Emanuele II, meglio noto come Vittoriano, ospiterà fino al 14 maggio 2017 una mostra nata da un progetto scientifico di alta qualità che pone in evidenza il contesto delle malattie mentali, ambito spesso dimenticato e poco conosciuto: Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il Nazionalsocialismo. Una mostra che ha avuto un precedente in Germania a opera del suo ideatore Frank Schneidern e che in Italia si arricchisce di una nuova sezione dedicata ai Malati, manicomi e psichiatri in Italia. Dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale.

Dopo l'avvento del Nazionalsocialismo nel '33 la legge permetteva la sterilizzazione contro la propria volontà dei malati psichiatrici. Questo avveniva in un contesto sociale in cui era diffusa l'idea che si dovesse incrementare il numero delle persone "sane" diminuendo quello dei "malati".

Dal 1939 venne messa in atto l'operazione T4 in seguito alla quale furono deportati gli individui affetti da patologie mentali per essere uccisi all’interno dei centri di sterminio. La scelta delle vittime era fatta in base a criteri di valore e produttività. Anche dopo la fine dell'operazione nel '41 molti pazienti degli istituti di degenza continuarono ad essere uccisi. Complessivamente la campagna di uccisioni di massa costò la vita a bambini, anziani, adulti per un totale di 400.000 vittime di entrambi i sessi.

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La campagna di morte fu sostenuta da spiegazioni pseudo scientifiche che si accostavano alle ideologie politiche del tempo. Dopo la guerra, però, i medici che perseguivano queste azioni non furono mai ritenuti profondamente colpevoli delle loro azioni e ricerche approfondite su tali nefandezze in Germania iniziarono solo negli anni Ottanta. Nel 2010 è stata istituita una commissione che si pone lo scopo di fare ricerca storica su questo momento buio del nostro passato.

Un'omertà protratta nel tempo che vuole essere interrotta e portata alla luce in 50 pannelli che sottolineano la necessità che “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” (Primo Levi.

Come affermano i curatori della mostra, in una dichiarazione unanime “Mai più dovrà accadere una così grave offesa all'essere umano e una così drammatica violazione di ogni etica scientifica da parte di chi si deve prendere cura delle persone. Riteniamo che far conoscere le atrocità commesse sia importante anche per capire il mondo di oggi con tutti i suoi drammi, conflitti, tragedie e intolleranze nei confronti dell'altro”.

La linea guida della mostra è la questione del valore della vita umana. Il percorso illustra le condizioni che hanno reso possibili questi crimini; un racconto delle vittime, delle torture subite ma anche delle mani che si sono mosse a commetterli. Biografie esemplari delle singole persone che documentano le carte istituzionali a testimoniare anche il numero delle istituzioni coinvolte in questi atroci crimini. Un’esposizione incentrata su coloro che per troppo tempo sono rimasti ai margini della vita e che si pone lo scopo di ridonare loro centralità anche se dopo la scomparsa. Una mostra che non vuole solo essere testimonianza e monito dei crimini del passato ma anche sensibilizzare su temi di attualità quali immigrazione ed eutanasia.

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Una disumanità presentata in diverse forme; uno spunto di riflessione sulle derive disumane, sul loro principio e su ciò che ne ha favorito lo sviluppo alimentando ideologie che calpestano la dignità dell'uomo.

Uno stigma persistente nei confronti delle persone con disabilità fisica o mentale che vuole essere abbattuto tramite un lavoro di ricerca ed approfondimento affinché le persone abbiano l’opportunità di poter vivere come gli altri, là dove scelgono di vivere, insieme agli altri individui “sani”; uno sforzo nella comprensione di realtà difficili alle quali troppo spesso voltiamo le spalle. Un’opportunità per conoscere il passato ed affrontarlo con tutta la sua crudeltà affinché nulla sia lasciato all'oblio e si possa donare un nuovo orizzonte al nostro futuro.

Ilenia Maria Melis

Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo

Malati, manicomi e psichiatri in Italia. Dal Ventennio fascista alla seconda guerra mondiale

Monumento a Vittorio Emanuele II, Sala Zanardelli

Piazza d’Aracoeli 1

http://www.polomusealelazio.beniculturali.it

www.psichiatria.it

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