Antigone Apre La Nuova Avventura Del DOIT Festival

Antigone Apre La Nuova Avventura Del DOIT Festival

La metamorfosi di un mito di Serena Gaudino

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La nuova avventura del DOIT Festival – Drammaturgie Oltre Il Teatro, giunto ormai alla sua terza edizione, sta per avere inizio con otto spettacoli, in anteprima nazionale, opera di compagnie provenienti da tutta Italia, pronti a coinvolgerci e ad appassionarci. Un progetto curato da Angela Telesca e Cecilia Bernabei e prodotto da ChiPiùNeArt Associazione culturale.

Ad aprire le danze martedì 14 marzo, sul palco dell’Ar.MaTeatro di Daria Veronese e Massimo Sugoni, Antigone. Metamorfosi di un mito di Serena Gaudino, testo vincitore del premio internazionale di drammaturgia L’Artigogolo 2016; una proposta, non solo teatrale, ma soprattutto culturale, letteraria ed artistica, di promozione e stimolo alla creatività delle giovani generazioni e delle realtà “periferiche” che trovano sempre meno luoghi di accoglienza.

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Un testo che nasce “da un libro che racconta un progetto nato con lo scopo di aiutare alcune donne di Scampia, quartiere tristemente noto della periferia di Napoli per la famosa faida del 2004/2005, a riflettere sulle loro condizioni di vita: Antigone a Scampia” spiega Serena Gaudino. Un testo che ha forti rimandi alla “grande poesia greca, oggi unico genere letterario che riesce a parlare ancora ai nostri cuori. E poi perché ho voluto riprendere, anzi, continuare l’esperimento che Simone Weil fece nella Francia degli anni Trenta in una fabbrica di Bruges. La grande filosofa sosteneva che bisognava assolutamente fare qualcosa affinché la popolazione operaia prendesse coscienza della propria condizione di vita e decidesse di cambiarla. Per fare questo bisognava elevare il loro livello culturale. E la grande poesia greca, così ancestralmente radicata nei nostri cuori è un ottimo strumento” continua l’autrice dello spettacolo. Uno spettacolo che vuole aprire gli occhi sui drammi che attraversano la nostra società tra i quali, Serena Gaudino annovera “l’incapacità di conciliare la coscienza privata con il bene pubblico. Ma questo è anche un problema atavico della società italiana che si basa su un concetto di famiglia che tende all’individualismo e si contrappone a un’idea di crescita comune. Un altro dramma è politico: si sta passando sopra a certi valori che pensavamo acquisiti come il rispetto, la collaborazione, un certo tipo di educazione e di cultura della memoria”.

Il testo è tratto dal libro Antigone a Scampia che la stessa Gaudino ha scritto per documentare il lavoro condotto con un nutrito gruppo di donne del quartiere napoletano. L’autrice le ha incontrate per un anno, raccontando e leggendo loro la tragedia di Antigone, intrecciandola con il ciclo di Edipo e I Sette contro Tebe. Alla fine del percorso le donne hanno iniziato a raccontarsi.

Lo spettacolo viene a pochi giorni dalla celebrazione della Festa della donna; cosa pensa delle manifestazioni dello scorso 8 marzo?

“Che non hanno avuto la visibilità che meritavano. La donna per conquistare un diritto deve lavorare molto più di un uomo. Credo che finché ci sarà questa disparità, questo mancato riconoscimento della donna come essere pensante e capace di fare ogni cosa così come la farebbe un uomo, non potrà vivere con pienezza. Credo che dovremmo anche smettere di parlare di femminicidio. Dovremmo abolire questa parola e sostituirla con “mattanza”: perché quando muore una donna, in moltissimi casi muore anche un uomo che si suicida e i loro figli. E questa è mattanza, non femminicidio. Cosa la provoca? Insicurezza, incapacità di andare oltre alla soddisfazione dei bisogni primari, paura della solitudine, incapacità di interazione”

Una realtà che secondo l’autrice è “un problema culturale, legato in Italia anche alla presenza della chiesa che non spinge per la liberazione del genere femminile dagli stereotipi culturali”.

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Un destino che sembra aver preso il sopravvento sulla vita ed al quale la donna/Antigone può tentare di sottrarsi “non darsi per vinta. Reagire sempre e comunque – spiega Serena Gaudino - Lottare perché le vengano riconosciuti i diritti. Capire come vive e perché, riuscire a guardare oltre la linea dell’orizzonte, anche solo col pensiero e con i sogni. E non pensare mai che la vita che ha e che vive è quella che gli tocca, per destino. Antigone è anche però cuore di pietra, una donna che si oppone alla mediazione, che segue il suo progetto pur sapendo di poter perdere la vita. E questo non è sempre un bene. Bisogna saper dialogare, discutere, trovare compromessi, cedere qualcosa in cambio di altro”.

Uno spettacolo che “urla il suo messaggio, quel messaggio sta nella presa di coscienza dell’impossibilità di trovare un equilibrio tra legge del sangue e legge dello Stato” e dona la speranza di riappropriarsi della propria vita e del proprio destino, perché nulla è scritto e tutto può essere cambiato se lo si desidera.

Ilenia Maria Melis

ANTIGONE – METAMORFOSI DI UN MITO. Storie per una voce sola

di Serena Gaudino

Martedì 14 e mercoledì 15 marzo ore 20:45

AR.MATEATRO

Via Ruggero di Lauria, 22 – Roma

www.doitfestival.eu

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