Sonate Di Terra E Di Mare

Sonate Di Terra E Di Mare

Musica da una città che ha voglia di riscatto.

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Se pensate che la musica indie-classica ed elettronica sia di casa solo a Berlino è perché non avete ancora ascoltato le Sonate di terra e di mare di Giovanni Sollima e Luca Rinaudo (a.k.a. Naiupoche) realizzate da Almendra Music. Da alcuni anni un gruppo di amici, tra cui nomi ben conosciuti nel panorama musicale italiano, ha deciso di tradurre la naturale propensione per la ricerca di suoni nuovi in un’esperienza discografica che registra a due passi dal Palazzo dei Normanni di Palermo, una cornice mediterranea come le tonalità racchiuse nelle composizioni. Almendra Music (nome che, non a caso, in spagnolo significa “mandorla”, il piccolo frutto giunto in Sicilia dalla Spagna, ma proveniente dall’Oriente) vuole proporre una bellezza autoctona che strappi le terre siciliane dalla disumanità per cui sono tristemente note nel mondo. E l’originalità di questo album conferma la riuscita dell'intento.

Il gruppo di autori che troviamo nell’album è il primo nucleo dell’etichetta: Giacomo Cuticchio, Pietro Bonanno, Marcello Bonanno, Giovanni Giannone, Gianluca Cangemi; provenienti da esperienze diverse tra musica elettronica, classica, design e sound art, nel 2006 decidono di fare proprio il vivace spirito underground della città unendolo alla loro formazione accademica. Sollima lavora con loro come forza propulsiva che favorisce la loro creazione musicale da cui è scaturito l'album. Racconta: «Ognuno di loro scriveva dei pezzi e il mio violoncello agiva da campo magnetico: suonando quei pezzi, in qualche modo li abitavo, li vestivo e diventavano anche miei» finché «un giorno, eravamo nel laboratorio della famiglia Cuticchio [ndr: maestri dell’Opera dei Pupi], in mezzo ai pupi, piazzammo dei microfoni e registrammo...». Le tracce che compongono la raccolta nascono nel tempo in un andirivieni da e per Palermo ed escono oggi come un percorso unico per l’ascoltatore alla scoperta di questa terra.

Le Sonate iniziano con una bagatella di Giacomo Cuticchio, Scherzo. L’incalzante suono del pianoforte del maestro si scontra e poi si fonde con il violoncello di Sollima in un dialogante armonia che diventa via via una danza. Non può non travolgere l’ascoltatore l’inconsueto duetto che guida via via chi ascolta nelle strade della città e nei teatrini svelandone l’energia. Di altro registro sono le Variationes super Ave Maris Stella di Marcello Bonanno: l’antica preghiera si avvia in un corso lento, lugubre e incespicato grazie alla maestria del violoncello per poi accelerare e trasformarsi in un vortice che infine muta in una danza. Il viaggio tra la terra e mare scende poi nel labirinto del Minotauro (Giovanni Giannone). Il suono intercede lentamente tra lo spaesamento e il timore di chi sa che potrebbe incontrare l’inquilino della prigione sotterranea fino all’incontro con l’uomo-bestia. Il Minotauro si avvicina con passi minacciosi, quando inizia una fuga e una caccia senza speranza.

La Sicilia è mare, terra e città fantastiche: ad intervallare i brani sono le tracce elettroniche Bauci, Armilla, Ottavia e Cecilia, quattro delle città narrate da Italo Calvino nelle Città invisibili. È un segnale di rinascita e di speranza che Naiupoche consegna al pubblico e alla sua terra e conferma la passione degli autori per la sperimentazione, la ricerca di suoni diversi e per la contaminazione di generi.

Ecco la vera anima della Sicilia, un ritratto in musica che procede dall’acqua alla terra e tra le città grazie a suoni ora antichi ora moderni ed elettronici. La versatilità di Sollima, compositore amato dai più giovani per le sue contaminazioni con la musica elettronica e metal e dai meno giovani per la sua maestria, quì fonde le sue peculiarità e unisce le proposte di artisti ben lontani dalle scelte mainstream e anche da alcune parti della discografia indipendente regalandoci un disco da ascoltare. Almendra Music con questo album ci offre un incontro con una terra che ha voglia di riscatto e rivela tutta la sua energia senza temere la potenza del nuovo.

Michele Cella 

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