Al Teatro Trastevere Sempre Domenica

Al Teatro Trastevere Sempre Domenica

Esistenze incrociate in un coro di anime

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Al Teatro Trastevere dal 18 al 23 aprile “Sempre domenica”, un brillante spettacolo per la regia di Clara Sancricca in collaborazione con Controcanto Collettivo.

Proprio al Collettino abbiamo chiesto come è nata l’idea di dedicare uno spettacolo al lavoro:Come ogni nostro progetto, l’idea nasce da una proposta della regista Clara Sancricca, in questo caso di dedicarci ad un aspetto centrale del contemporaneo: il lavoro. Si parla sempre di lavoro come elemento imprescindibile della società ed è spesso la sua assenza a costituire un problema. A noi interessava uno sguardo che indagasse l’impatto del lavoro sulle singole esistenze, su quanto tempo, energia e sogni esso sottragga, mangi, consumi”.

Sempre Domenica, un testo che affronta il tema della logorante quotidianità lavorativa e delle sue conseguenze sulla salute: “Ci spaventa soprattutto il fatto che consacrando, o sacrificando, una buona parte del nostro tempo al lavoro, rischiamo di perdere pezzi di noi, come di dimenticarli, per distrazione o per sovraccarico, per stanchezza, e sorprenderci ad un certo punto troppo distanti e dissimili da ciò che avremmo creduto o voluto essere. Ci fa paura che il lavoro, in quanto esperienza totalizzante, possa essere di ostacolo al volerci fare a nostra immagine e somiglianza”.

E così i sogni vengono logorati dalla mancanza di tempo, anche gli affetti si consumano per l’impossibilità talvolta di essere vissuti, e il lavoro occupa sempre più mente e corpo. Protagonisti dello spettacolo sei ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro ognuno con le proprie caratteristiche e difficoltà: “Piero è un corriere di 27 anni che vive da solo nella vecchia casa dei suoi genitori; Pietro Paolo lavora come receptionist in un albergo di Roma ed è papà di una bambina che vive in Puglia; Massimiliano, detto Massi, fa il meccanico in un’officina d’auto d’epoca, è sposato con Mara, con cui ha due figlie; Marina, 30 anni, laureata in storia dell’arte, si ritrova a lavorare come segretaria in uno studio legale; Lorenzo, dottorando in matematica, studia con passione, ma è incerto sul proprio futuro; Marco ha 24 anni, fa l’operaio e non ha tempo neanche per un torneo di calcetto”. Accompagnano queste sei vite affaccendate una moltitudine di personaggi che ne condividono la quotidianità.

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Un tema quanto mai attuale vista l’alta percentuale di disoccupazione: “Fabio, l’economista di compagnia, direbbe che «al paese servono riforme strutturali»; comprendiamo come all’interno di una società che fonda e muove se stessa sulla base del lavoro, chi non trova un impiego viva una profonda frustrazione. Ci auguriamo però che esista - in qualche modo, da qualche parte - un’alternativa all’ideologia che da sempre ci presenta questa come unica via possibile”. Difficoltà che non hanno risparmiato nemmeno il Collettivo: “Controcanto è figlio di un sodalizio artistico e umano fra una regista e sei attori, e lo è al punto che il nostro obiettivo, più che emergere come attori, è quello di garantire ai lavori del Collettivo la massima diffusione possibile, nel rispetto dei suoi intenti etici e poetici. E in questo ci è spesso capitato di incontrare difficoltà, soprattutto a causa di questioni burocratiche con le quali fatichiamo sempre un poco ad interagire; però finora non ci siamo scoraggiati, e la nostra voglia di lavorare insieme continua ad avere la meglio – e continuano relativamente i loro primi esordi - Il primo lavoro originale di Controcanto risale al novembre 2011 e porta il titolo di FELICI TUTTI, uno spettacolo dedicato al tema dei migranti, che ci ha permesso di elaborare un metodo di lavoro e di creazione collettiva della drammaturgia per stratificazione di improvvisazioni successive. Lo spettacolo è stato replicato in scuole, teatri, università e rassegne nazionali ed internazionali. Nel giugno del 2013 ha debuttato il nostro secondo lavoro: NO – una giostra sui limiti dei limiti imposti. Un’opera ironica e dissacrante dedicata al concetto di divieto, che al Roma Fringe Festival del 2014 ha vinto il premio della critica”.

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Sul palco si alternano fallimenti, affanni quotidiani, trame di storie, esistenze incrociate in un coro d’anime che dà vita ad uno spettacolo che induce a riflettere con personaggi nei quali molti potranno riconoscersi. Ma Sempre domenica è, soprattutto, un canto d’amore per gli esseri umani, per il nostro starcene qui frementi eppure inchiodati, nell’immobilità di una condizione che una tenace ideologia ci fa credere da secoli non tanto la migliore, quanto l’unica – davvero? – possibile.

Ilenia Maria Melis

Sempre domenica

regia di Clara Sancricca

in collaborazione con Controcanto Collettivo

Teatro Trastevere

Via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma

www.teatrotrastevere.it

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