1938 La Storia Al Museo Della Memoria Di Roma

1938 La Storia Al Museo Della Memoria Di Roma

La ferita delle Leggi Razziali

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Erano le 5.15 del 16 ottobre 1943 quando le SS invasero le strade del ghetto di Roma rastrellando 1024 persone, tra le quali 200 bambini, vittime innocenti della follia umana; una strage che non deve essere dimenticata e che la Fondazione Museo della Shoah di Roma vuole illustrare tramite una mostra che, presso la Casina dei Vallati fino al 30 marzo 2018, ripercorrerà le tappe di uno dei periodi più bui della storia d’Italia, tra il 1938 ed il 1943. 1938 – La storia pone lo sguardo su quella parte di cittadini i cui diritti furono “legittimamente” calpestati dal governo italiano.

Un percorso iniziato già lo scorso anno che vuole andare in profondità non fermandosi al racconto di fatti eclatanti e che apre la porta alla storia presentando documenti e filmati restaurati; la prima di due esposizioni (la seconda ad aprile) realizzate dalla Fondazione in occasione dell’80esimo anniversario della promulgazione delle Leggi Razziali in Italia. Tra le altre attività, oltre i viaggi dedicati a ragazzi ed insegnanti, prevista anche la realizzazione di un documentario dedicato al 16 ottobre 1943.

Una panoramica che esce da una visione romanocentrica della Shoah, e che offre una ricca panoramica della condizione della comunità italiana in patria ma anche oltre, come ad esempio in Libia.

Ma chi erano gli ebrei italiani? Erano un pezzo d’Italia che si sposava, festeggiava, combatteva in guerra, andava a scuola, studiava e insegnava, lavorava; le leggi si abbatterono su queste persone, cittadini italiani a tutti gli effetti, l’opposto di una propaganda che li voleva presentare come “diversi”. Un mondo che viene spezzato su teorie assurde senza alcun fondamento.

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Fotografie che mostrano come anche tra gli ebrei italiani ci fossero fascisti; fotogrammi che ritraggono dai bambini Balilla a quelli fascisti scorcio inedito di una tragedia che si abbatté su un popolo mutando non solo la storia di una minoranza, ma anche di tutta l’Italia. Un’Italia che si scopre antisemita dopo il discorso di Mussolini del 18 settembre 1938 in Piazza dell’Unità a Trieste; un discorso che termina con la convinzione che gli ebrei non facciano parte del tessuto italiana e delle leggi razziali (il Regio decreto – Provvedimenti per la difesa della razza italiana). Un momento doloroso restituito alla storia per mezzo di un filmato restaurato e digitalizzato dall’Istituto Luce.

In Italia il divario tra ariani ed ebrei era ancora più grande non contemplando la possibilità di una razza “mista”; inoltre persino un’educazione giudaica conferiva l’appartenenza alla razza ebrea. Il destino di molte persone sarà influenzato da queste teorie dell’assurdo.

Scorci che narrano un’azione capillare della normativa antiebraica a cui nessuno può sfuggiva, non riuscendo a resistere nemmeno alla cancellazione della propria identità.

Un temporale tragico che si abbatté soprattutto sull’istruzione e la cultura: gli ebrei vennero espulsi dalle scuole, dalle università e radiati completamente dal mondo accademico. La Montalcini, Modigliani tra i nomi celebri a cui non fu permesso di studiare. In alcune realtà venne permessa l’istituzione di classi dedicate che in nessun modo dovevano entrare in contatto con quelle ariane: un mondo diviso. La damnatio memoriae si spinse sino a distruggere ogni traccia del mondo ebraico, eliminando testi curati o redatti da giudei, dalle fiabe per bambini, ai trattati di geometria, alle carte geografiche.

Un mondo in cui agli ebrei non era permesso nemmeno di frequentare le località turistiche in un tentativo di rendere invisibile una parte della popolazione. Una realtà in cui alcuni erano spinti a richiede la discriminazione in base ai meriti ottenuti in passato pur di recuperare almeno le proprietà; in mostra diverse missive che testimoniano come talvolta si arrivasse a coinvolgere lo stesso Mussolini.

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Quei decreti sanguinari che toccarono tutti gli aspetti della vita sociale spingendosi anche a distruggere lo sport; così ecco pugili che non possono più combattere o stadi intitolati a presidenti ebrei costretti a mutare nome.

Storie di una “prigionia” vissuta lontano dalle carceri, in un racconto di privazioni inimmaginabili; un percorso che offre un quadro molto chiaro della situazione del tempo esponendo nuovamente una ferita che probabilmente non potrà mai rimarginarsi.

Ilenia Maria Melis

1938 – La storia. 80° anniversario delle Leggi Razziali

Fondazione Museo della Shoah – Casina dei Vallati

www.museodellashoah.it

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