16/2/2015

Altalena Lazio

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Dopo la quarta giornata del girone di ritorno la Lazio ha tre punti in più rispetto alla quarta del girone di andata. All'epoca aveva perso con Milan, Udinese e Genoa vincendo col Cesena, ora invece si è ripresa la rivincita coi rossoneri e coi friulani, fallendo invece il bis coi romagnoli e regalando altri tre punti ai genoani. Questo dato deve dare fiducia a noi e agli uomini di Mr Pioli, soprattutto alla luce del fatto che al termine del girone di andata ci trovavamo a 31 punti, a sole due lunghezze da Napoli e Sampdoria. E' vero che il distacco dalla terza piazza si è allungato a 5 lunghezze, ma i tre punti in più rispetto all'inizio del campionato potrebbero rivelarsi provvidenziale fieno in cascina. Il nodo della questione, il lato dove migliorare, è la continuità di risultati: la Lazio ha alternato vittorie a sconfitte con troppa facilità, dando l'impressione in alcune gare di cercare la vittoria a tutti i costi quando invece qualche pareggio in più avrebbe senza dubbio giovato alla classifica della compagine capitolina. Un'altalena di risultati che ha prodotto undici vittorie ma anche otto sconfitte, troppe per chi ambisce al terzo posto. Troppe soprattutto perchè su otto sconfitte la squadra ha meritato di perderne in realtà solo tre, sicuramente con Empoli, Cesena e Juventus. Le altre potevano con più attenzione rivelarsi almeno cinque pareggi, in particolare con Napoli, le due col Genoa, all'andata con l'Udinese e la prima col Milan. Tutte gare in cui i biancocelesti hanno espresso buone performances venendo puniti in maniera sproporzionata da squadre che sul campo non sono state loro superiori.
In un campionato tre quattro sconfitte ci stanno, soprattutto alla luce delle recenti prestazioni di squadre come Cesena ed Empoli, che rivalutano ad esempio la sconfitta coi romagnoli di un paio di settimane fa.
La Lazio deve scendere dall'altalena ed essere più continua e concreta: troppe volte ha giocato bene ma raccolto zero.
Ieri ad Udine invece i capitolini potrebbero aver cambiato registro: invece di cominciare la partita attaccando a testa bassa, hanno lasciato sfogare l'Udinese per il primo quarto d'ora, senza peraltro correre particolari rischi, per poi cominciare ad alzare il baricentro e a spingere sull'acceleratore senza dare campo ai friulani. In particolare di fondamentale importanza è stato l'apporto di Basta e Parolo, il primo devastante su tutta la fascia , il secondo in crescita partita dopo partita e capace di unire qualità a quantità. Anche Candreva ed Anderson nel primo tempo e per buona parte del secondo hanno contribuito ad intimorire la retroguardia udinese, segnando il primo un rigore di fondamentale importanza con un tocco di folle classe e producendo il secondo un paio di allunghi di imbarazzante superiorità che hanno aperto il versante destro della difesa dell'Udinese; entrambi potevano poi ipotecare il risultato nella ripresa nella medesima azione , quando prima il gioiellino brasiliano e poi il tornante romano hanno incredibilmente permesso ai friulani di rimanere in gara. In verità la squadra di Stramaccioni non ha praticamente creato pericoli concreti, solo in un'occasione Di Natale è stato ad un passo dal ritrovarsi davanti a Berisha, ma Mauricio ci ha messo una grande pezza. La prova della inedita coppia centrale è stata buona, aspettiamo però verifiche più probanti.
Ora la squadra di Pioli deve continuare sulla falsariga di ieri: giocare un buon calcio, fatto in certi frangenti di un fraseggio di qualità e giocate a memoria, ma nel contempo mantenere la concretezza e l'attenzione mostrate ieri. Viaggiare a fari spenti per presentarsi agli scontri diretti con le dirette concorrenti per potersi giocare le sue possibilità di sorpasso. Il campionato è lungo, i punti in palio molti.
Vola Lazio vola

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