Bologna - Roma 1-1

Dzeko salva la Roma, ma al Dall'Ara è solo 1-1

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Non riesce l'operazione Bologna alla Roma che torna dal Dall'Ara con un pareggio che rinfranca la speranze delle dirette concorrenti. Finisce 1-1: apre Pulgar, risponde il subentrato Dzeko. Nei minuti finali i giallorossi tentano il sorpasso ma non riescono a conquistare bottino pieno. Un punto guadagnato o due punti persi? Saranno questi ultimi due mesi di campionato a raccontarlo ai tifosi romanisti.

LE FORMAZIONI 

Piccolo ma significativo turnover per Di Francesco che in vista della prestigiosa trasferta al Camp Nou riparte dal suo 4-3-3 confermando molti titolari ma lascia riposare forse il suo elemento più importante, Edin Dzeko, lanciando Patrick Schick dal primo minuto. Assente per infortunio in nazionale Gengiz Under: si ricompone la coppia di ali composta da El Shaarawy e Perotti. Nel Bologna Donadoni preferisce Palacio a Destro, attaccante più esperto e perfetto per regalare compattezza ad una squadra che per ottenere il risultato deve restare più corta possibile. Alla fantasia di Verdi e Di Francesco il compito di mettere in difficoltà, a De Maio quello di guidare la retroguardia felsinea.

CRONACA

La Roma parte bene: fluida, determinata e offensiva. Il gol non arriva e al minuto 17 Di Francesco perde Nainggolan: il belga chiede il cambio e le prime diagnosi parlano di un risentimento al flessore che minaccia la sua presenza al Camp Nou. Entra Gerson: a lui il compito di innescare Schick. Il Bologna trova il gol del vantaggio con Erik Pulgar: botta da fuori, Alisson impotente. Il portiere protesta per un fallo di mano di Poli, involontario secondo il direttore di gara. La Roma reagisce poco, sembrando spenta e colpita dal gol concesso. Clamoroso palo di Strootman, che da pochi passi non realizza il tap-in del pareggio. Un diagonale di Schick trova Santurru pronto, si va all'intervallo sull'1-0 per i padroni di casa. 

Nel secondo tempo la Roma è chiamata a spingere, ad entrare in campo più forte di prima. Ciononostante la manovra non è veloce, nè graffiante. A metà della ripresa Di Francesco toglie Strootman, sposta Gerson al fianco di De Rossi e inserisce Dzeko davanti a Schick e Defrel largo a destra: trazione completamente anteriore. I risultati arrivano subito: primo spunto di un deludente Perotti, cross al centro e l'ariete bosniaco incorna per il gol del pareggio. Rete preziosissima, per un giocatore dal peso specifico straordinario (e pensare ad una società che aveva praticamente ceduto il suo attaccante centrale e leader dello spogliatoio a fine gennaio). Il Bologna è alle corde: spinge il settore ospiti, la Roma si regala un finale arrembante. Ci provano tutti: Fazio di testa, Defrel in dribbling, Perotti con le sue giocate. Spinge soprattutto Kolarov a sinistra: è sua l'ultima azione, un'azione che regala ai tifosi giallorossi un doppio dribbling da leccarsi i baffi. Il serbo arriva sul fondo, cross basso e teso, ma nessuno attacca il primo palo. Altra prestazione deludente di Schick: giocatori dai mezzi tecnici e fisici importanti, ma poco voglioso e reattivo nei movimenti sotto porta. Finisce 1-1: la Roma saluta il Dall'Ara con un magro bottino, ma la reazione evidenziata nel finale è da grande squadra.

BILANCIO FINALE

Problemi di vecchia Roma per Di Francesco: dopo il gol fortuito di Pulgar la squadra non riesce ad esprimere più il suo potenziale e non tira fuori gli attributi necessari per trovare il gol del pari entro la fine della prima frazione di gioco. Il palo di Strootman un'oasi nel deserto del primo tempo giallorosso. Un centrocampo composto da Gerson, De Rossi e Strootman è troppo lento, e se la qualità deve portarla il brasiliano c'è qualcosa che non va. Escluso qualche lampo autunnale, soprattutto la doppietta a Firenze, Gerson non ha mai fin qui dimostrato di essere un calciatore pronto e determinante. Nel secondo tempo bene l'intensità, soprattuto nel finale, ma c'è troppa differenza tra chi ha già vinto e chi no. La determinazione, cattiveria e potenza di Kolarov nel dribbling al quarto minuto di recupero dimostra mentalità di vincente, i dribbling e le giocatine sterili di Perotti, Gerson e Schick nemmeno per sogno. Altra prestazione ombrosa del talento ceco: bene tecnicamente, meno nei tempi. Può agire bene da falso nueve, ma in quel ruolo è richiesta specialmente una caratteristica: far gol. E lui non ha il guizzo giusto, non ha i movimenti e la cattiveria per anticipare col corpo l'ultimo difensore, o quantomeno saper leggere le giocate dei suoi compagni. Entra Dzeko e la musica cambia: nemmeno il bosniaco brilla, ma il suo alone dal peso specifico straordinario regala alla Roma un punto comunque importante.  

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