Paola Nicoletti E Il Mare Di Gabrele

Paola Nicoletti E Il Mare Di Gabrele

"Raccontami il mare che hai dentro", il libro dentro cui una mamma coraggio racchiude una storia di vita e d'amore

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Leggendo le righe di "Raccontami il mare che hai dentro", è come accostare a un oceano anche un fiume. Un fiume di parole dove l'acqua è protagonista, che rompono gli argini e i cuori per mezzo della bravura e del coraggio di Paola Nicoletti. Il 9 aprile 1999 viene al mondo Gabriele, suo terzo figlio. Dopo un paio d'anni però, la vita decide di mettere a dura prova lui e la sua famiglia. Quello sguardo perso e quell'assenza, quella sordità ai richiami e quel fare intorpidito, rivelano ciò che si nasconde dietro alla giovanissima vita del bambino: l'autismo.

La vita di Paola cambia, il cammino ora è un impervio sentiero colmo di ostacoli. Con la forza che solo le mamme possono avere nascosta dentro insospettabili barili colmi d'amore, i genitori di "Lillo" si destreggiano tra i comportamenti ora stabili e ora passeggeri del ragazzo, tra lunghe ore passate a infliggersi dolore o a vestirsi di un solo colore, crescendolo e accompagnandolo sino alla maggiore età attraverso una vita diversa dagli altri ma che in tutti i modi occorre rendere uguale.

"Raccontami il mare che hai dentro" è Paola che si specchia negli occhi di Gabriele, è Paola che ne vuole carpire quel profondo oceano che un bambino autistico nasconde nei suoi più oscuri anfratti. E' un tentativo, sempre e per sempre utile, di parlare, raccontare, svelare al mondo senza pudore alcuno l'autenticità della vita, di denunciare e mostrare il verso senso dell'esistenza per diffonderne sempre più il messaggio. In noi che ci perdiamo tra frivolezze e ce la prendiamo per stupidaggini, Paola cerca di piantare il vero significato di ogni respiro.

L'autismo è una prova per chi ne è affetto, ma è ancor più dura per chi deve cambiare la direzione della sua vita per concedersi alla persona malata. Nulla per Gabriele ha senso: il tempo, lo spazio, vestirsi, lavarsi e ogni cosa che ha intorno. Eppure, riga dopo riga, Paola riesce a raccontarcelo come un ragazzo normale: gioca, cresce, va in discoteca, esplode in lui il virgulto dell'adolescenza e della pubertà, e accogliamo tutto questo con una normalità disarmante, come se nulla gli fosse precluso.

Tra una anziana passante che lo etichetta come "scemo" e quella compagna di classe che lo prende teneramente per la mano conducendolo sul palcoscenico durante una recita scolastica, vediamo due facce della stessa medaglia: l'ignoranza e la consapevolezza, la prevenzione e la generosità. Un abisso che ancora oggi cavalca le cronache e impedisce di vedere al di là del proprio orticello. Questa è la storia di Gabriele, di Paola, ma un po' di tutti noi: perché molto spesso, quelli "normali" non siamo noi, ma sono loro. 

Stefano Ravaglia 

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