Barcellona-Roma 4-1

Rimpianti e polemiche, il Barca liquida la Roma

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La Roma non supera il test Camp Nou e torna da Barcellona sconfitta 4-1 dai talenti blaugrana. Un punteggio che lascia aperte sottili e lievissime speranze per la gara di ritorno, un punteggio che soprattutto sarebbe potuto esser molto differente, visto che il Barca non ha propriamente dato quell’impressione di squadra imbattibile e rivoluzionaria che caratterizzò il ciclo Pep e vasti tratti dell’era Luis Enrique. A questi livelli, come noto, rischi di pagare qualsiasi errore, anche quelli di un arbitro che nel primo tempo sceglie soluzioni che aprono vibranti proteste in casa Roma.

CRONACA

Di Francesco riparte dal 4-3-3, un 4-3-3 particolarmente difensivo, con Florenzi a coprire esterno alto a destra. Nainggolan in tribuna, il belga infortunato lascia spazio a Pellegrini. Nel Barca titolari confermatissimi, ma la sorpresa della serata relega Dembelè in panchina.

La Roma parte forte: frizzante, motivata e determinata, cerca subito di mettere in apprensione la difesa blaugrana. Dzeko cade in area, secondo il direttore di gara è tutto regolare. Il centrocampo giallorosso è però lento e fisico, e col passare dei minuti i padroni di casa conquistano il pallino di gioco. Ci prova Messi, ci prova Suarez, ma dopo il loro palleggio sulla trequarti offensiva avversaria non riescono a trovare il guizzo giusto. Ci pensa allora lo sfortunatissimo De Rossi ad interrompere il digiuno blaugrana, deviando nella propria porta un fraseggio stretto tra i due pistoleri imprevedibili. Prima della fine del primo tempo c’è spazio per una punizione dal limite, ma Pellegrini sciupa tutto. Protesta la Roma, secondo lui il fallo di Umtiti avrebbe dovuto comportare la massima punizione.

Nel secondo tempo arriva il forcing del Barca, che prima propizia l’autogol di Manolas, poi la rete di Pique, abile a sfruttare una corta respinta di Alisson non brillantissimo sul diagonale di Suarez. Gli sforzi giallorossi vengono premiati dal gol di Dzeko, ma gli entusiasmi capitoli vengono spenti quando il Pistolero nel finale castiga per la quarta volta la difesa romanista. Kolarov può riaprire la contesa su punizione, ma il pallone termina alto sopra la traversa. Peccato, perchè un 3-1 o un 4-2 avrebbero raccontato tutta un’altra gara di ritorno: adesso alla Roma serve un’impresa, serve battere 3-0 gli spagnoli, compito quasi impossibile, troppo arduo per questi ragazzi.

BILANCIO

Nell’ultimo decennio abbiamo visto squadre blaugrana molto più forti, più temibili, più rivoluzionarie. Il Barca di oggi è semplicamente una squadra allegra, che gioca un buon calcio, ma difensivamente estremamente rivedibile. Fino a qualche anno fa il Barcellona avrebbe potuto giocare senza difesa, dal momento che spettava al pressing e alla forza dei centrocampisti recuperare la sfera: oggi non c’è stato bisogno. Un Barca lontano parente dell’undici di Guardiola ha avuto la meglio di una Roma assai rivedibile, quando è richiesto costruire giocate offensive sulla trequarti avversaria. Abbiamo visto anche squadre giallorosse più forti: la compattezza a questi livelli non basta, devi anche saper colpire. La Roma del primo Spalletti sarebbe certamente uscita dal Camp Nou con un punteggio diverso, così come forse quella del primo Ranieri. A centrocampo De Rossi e Strootman sono ormai troppo lenti, Perotti dimostra di non esser un top player europeo, mancando l'opportunità decisiva in un quarto di finale di Champions: il 4-1 finale lascia spazio a piccolissime speranze. Era importante perdere con onore, con dignità, senza prendere imbarcate, come spesso accaduto alla Roma negli ultimi anni: missione compiuta. Purtroppo però i giallorossi non sono riusciti a tornare con ciò che volevano: un risultato che incutesse paura o quantomeno timore ai talenti blaugrana in vista della bolgia del ritorno. La sensazione è che la Roma avrebbe potuto far molto di più: tra errori dell'arbitro ed errori di squadra, sia in fase difensiva che offensiva, l'undici di Di Francesco ha reso la vita facile ad un Barca lontano parente del vero Barca. Bayern e Real sembrano di un altro pianeta.

Simone Dell'Uomo 

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