Roma - Genoa 2-1

Roma, bene ma non benissimo: Genoa battuto 2-1

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di Simone Dell'Uomo 

Corsa Champions al cardiopalma per le romane e l'Inter di Luciano Spalletti. Tanti gol, tante emozioni nell'ultimo turno infrasettimanale previsto dalla Lega, ma nessun verdetto e classifica invariata. Vincono infatti sia Roma che Lazio: i giallorossi rispettano i pronostici e battono 2-1 il Genoa, la Lazio conquista in rimonta 3 punti d'oro: al Franchi finisce 4-3. 

CRONACA 

Riposano parecchi big in casa giallorossa: fuori il centrocampo titolare, dentro Pellegrini, Gonalons e Gerson. Rifiata l'acciaccato Manolas, Ballardini a viso aperto sceglie Pandev e Lapadula. La Roma sblocca col colpo di testa di Under, che sfrutta al meglio un gran cross di Kolarov. Ad inizio ripresa arriva il fortuito raddoppio giallorosso, grazie ad un intervento maldestro dell'ex Zukanovic che da pochi passi devia il pallone all'interno della propria porta. Il Genoa accorcia, sfruttando le amnesie difensive capitoline: Pandev in verticale, pallonetto dolce di Lapadula e Alisson battuto. Torna apprensione all'interno della retroguardia della Roma: Di Francesco inserisce Manolas, ma i problemi restano irrisolti. Prima sciupa Rossi, poi Medeiros addirittura in campo aperto. Davanti i padroni di casa avrebbero comunque l'occasione per chiuderla, ma Florenzi sciupa due volte a tu per tu con l'amico Perin: Dzeko è una furia. Finisce 2-1: sospiro di sollievo per l'Olimpico, tre punti importanti per Di Francesco.

DI FRANCESCO 

Nel post partita il tecnico è intervenuto ai microfoni di Sky, esprimendo soddisfazione per il risultato ottenuto ma delusione per le palle gol concesse nel finale alla formazione genoana. Una squadra che vuol vincere non può concedere ripartenze agevoli e occasioni così limpide ad un avversario che deve rimontare.

"Credo che la squadra oggi abbia fatto una partita più che sufficiente, anche se abbiamo sofferto troppo nel finale - spiega Di Francesco - Diversi errori, il nostro problema è la continuità, non possiamo permetterci di prendere con leggerezza determinate situazioni, ma è normale quando giochiamo troppe partite ravvicinate. Oggi ho scelto ampio turnover, ma ho ottenuto risposte positive. Non dimentichiamoci che il Genoa è una delle migliori difese della parte bassa della classifica". 

BILANCIO 

Brava la Roma e bravo Eusebio Di Francesco a portare a casa un risultato fondamentale per la propria corsa Champions, soprattutto visto il gran colpo dei cugini laziali in quel di Firenze. Bene il turnover, bene Pellegrini, nel secondo tempo autorevole e intelligente nelle letture e nelle giocate; cresce anche Maxime Gonalons, che finalmente sembra aver preso le misure col nostro calcio e inizia a mostrare la sua esperienza,; bene, nonostante i tanti gol divorati, anche lo stesso Florenzi, che stasera ha spinto tantissimo, macinando chilometri e arando la fascia destra dall'inizio alla fine. Male, malissimo, le occasioni concesse sul 2-1. Una squadra che vanta ambizioni non può concedere quel tipo di palle gol quando sei avanti nel punteggio a pochi minuti dalla fine: il 4 contro 3 creato da Medeiros alimenta perplessità importanti e scenari sconcertanti, non tanto dal punto di vista tattico, ma sotto l'aspetto mentale. Se la Roma avesse subito il gol del 2-2 in contropiede, avrebbe scritto un finale drammatico, con due punti clamorosamente persi in casa in una serratissima corsa in cui Inter e Lazio non sembrano aver intenzione di perdere ulteriore terreno. La Roma è quel muro visto col Barca o quella che in campionato ha perso diverse volte all'interno delle proprie mura amiche dell'Olimpico? La voglia di trovare il terzo gol e di chiudere la gara non può e non deve giustificare quel tipo di palle gol concesse. In Italia regna la cultura del risultato, spesso e volentieri metro di misura dell'operato di un allenatore. Noi giornalisti, noi addetti ai lavori, abbiamo il dovere di andare oltre, di guardare più in profondità, di cercare di mostrare le qualità e i limiti dell'As Roma. A Ferrara non sarà semplice, col Chievo bisognerà vincere nonostante la doppia storica sfida al Liverpool: in campionato urge un ruolino di marcia importante per chiudere tra le prime 4 e sbaragliare la concorrenza. La Roma vista col Barca è forse da scudetto, quella vista in Serie A alimenta non pochi dubbi. Di Francesco deve risolvere questi problemi, installare una mentalità forte, la stessa mentalità forse spensierata che ha portato Roma a realizzare quel tipo di prestazioni straordinarie in Europa. Perchè se questo club vuol davvero continuare a crescere e diventare stabilmente una delle migliori 4/8 squadre d'Europa, deve assolutamente battere Spal e Chievo. Il tempo scoprirà la verità. 

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