Liverpool - Roma 5-2

90 minuti per ribaltare la storia

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Una devastazione firmata Salah-Manè-Firmino. La Roma prima crolla ad Anfield sotto i colpi di un Liverpool straordinario, poi trova due gol fondamentali che salvano il volto giallorosso e regalano al pubblico romanista piccole speranze per la gara di ritorno. Servirà un Olimpico stellare, ma soprattutto tutta un’altra Roma.

LA CRONACA

Bene nella selezione dell'undici migliore Eusebio Di Francesco, che cerca compattezza e riparte dall’eroico 3-5-2 che ha domato i campioni blaugrana e scritto una delle pagine più belle della storia della Roma. Sceglie Under al posto di Schick, optando per la freschezza e l’imprevedibilità del turco al fianco di Dzeko. Klopp vota 4-3-3: in campo la migliore formazione possibile.

La Roma parte bene, doma il Liverpool e prova a condurre la gara, ponendo attenzione alle pericolose ripartenze dei reds. Traversa clamorosa di Kolarov dopo pochi minuti: bolide dalla sinistra, Karius male, una sberla che schiaffa la traversa e gela Anfield. Il Liverpool capisce che deve alzare ritmo e deve sfruttare la sua arma migliore: i contropiedi fulminei e letali. Firmino lancia così Manè che semina Fazio, si presenta a tu per tu con Alisson, ma spara alto da posizione ottimale divorandosi l’occasione del vantaggio. Ancora il senegalese sbaglia da ottima posizione, ma il vantaggio dei padroni di casa è nell’aria. Palla persa a centrocampo da Strootman e Dzeko, filtrante per Salah, sinistro a giro sul palo lungo e palla in rete: gol fantastico dell’ex. La Roma subisce il colpo e sembra non saper rispondere alle fiammate rosse, dopo pochi istanti Lovren colpisce la traversa su corner. E’ il preludio del 2-0, che arriva al tramonto del primo tempo: Firmino in verticale pesca Salah, che con astuzia fredda Alisson e trova lo scavetto giusto per chiedere ancora scusa al settore ospiti giallorosso. Raddoppia il Liverpool, esulta Klopp.

Nel secondo tempo Roma chiamata a reagire e a dimezzare lo svantaggio, ma su assist dello scatenato Salah Manè trova il destro vincente che porta i padroni di casa sul 3-0. La Roma accusa il colpo e rivede gli spettri di Manchester e delle umiliazioni europee. Salah attacca ancora il fondo, salta agevolmente Juan Jesus e serve un cioccolatino a Firmino che non può far altro che spingere il pallone il rete. Proprio il falso nueve brasiliano di testa trova il quinto gol, solo qualche minuto più tardi. Roma devastata, lezione di rapidità e aggressività firmata Jurgen Klopp. Il tecnico tedesco commette un’ingenuità: toglie Salah, ormai sicuro di un posto a Kiev. La Roma riconquista fiducia e cerca di salvare la faccia: entra Perotti, difesa a 4, Di Francesco vuole riaprire qualche speranza. Stop di petto di Dzeko in area, difensore saltato e destro secco all’angolino: è il 5-1. Qualche minuto più tardi i giallorossi conquistano una massima punizione su presunto fallo di mano di Milner: dal dischetto va Perotti, palla da una parte Karius dall’altra. 5-2, il settore ospiti alza il volume e si scatena. Serve il terzo gol, un gol che riaprirebbe definitivamente tutto. Ci prova Dzeko, ma il coraggioso tentativo da fuori finisce alto di pochissimo. Klopp trema e inserisce Klavan: difesa a 5, missione chiudere gli spazi. Il tecnico riesce nel suo intento, e la partita finisce 5-2.

IL BILANCIO 

Sorride il Liverpool, qualche piccola speranza per i giallorossi chiamati a scrivere ancora storia con un’altra miracolosa remuntada. Malissimo la Roma, devastata dai contropiedi fulminei dei reds, quasi umiliata per larga parte del match. Ai cronisti presenti ad Anfield Florenzi sottolineerà come dopo le prime difficoltà la Roma sia ancora sparita dal campo, difetto cronico giallorosso, assolutamente inaccettabile a questi livelli. Questa squadra, sopratutto per gli attributi, la grinta e l'esperienza di gran parte dei suoi elementi, non può permettersi figuracce del genere. In molti davanti alla tv avranno rivisto gli spettri di Manchester, in molti avranno detto ai propri figli "Ecco un altro 7-1", un punteggio inammissibile in una semifinale di Champions, punteggio che avrebbe macchiato l'immagine internazionale romanista e rovinato la splendida rimonta blaugrana. Bene quindi nel finale, brava a non mollare ed a regalarsi un barlume di speranza. Se la Roma uscirà, dovrà farlo a testa alta, con una grande prestazione, una prestazione degna di questi straordinari livelli. Quanto al Liverpool, sarebbe facile sottolineare le performance del trio delle meraviglie, che a dir la verità ha avuto vita agevole complice lentezza di Fazio e ingenuità di Juan Jesus, mai aiutati da un centrocampo che nonostante caratteristiche fisiche importanti non ha mai accorciato a dovere. Tra i reds vanno invece annoverate le performances di James Milner e Jordan Henderson, maturo e tatticamente impeccabile a domare il centrocampo ospite nonostante l'assenza di Emre Can. Non sarà l'erede di Steven Gerrard, ma resta un gran giocatore, adesso finalmente brillante a questi livelli. Tornando alle faccende domestiche, poteva essere l’ennesima umiliazione europea, e invece saranno i 90 minuti del ritorno a decretare se sarà ancora fatal-Liverpool oppure no. “Ci crediamo – spiegherà Fazio a fine gara – daremo il massimo fino alla fine. Abbiamo lottato per arrivare fino a qua, non molleremo proprio ora”. Spetterà proprio al comandante e ai suoi compagni trascinare l'Olimpico alla terza clamorosa rimonta europea della stagione giallorossa. 

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