Michela C

L'arte del piercing

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Oggi abbiamo intervistato una giovane ragazza che da poco ha conseguito il diploma per poter fare piercig... iniziamo subito con le domande:

Hai fatto diversi lavori prima di prendere questa scelta. Cosa ti ha spinto a questo?

Ho fatto, come tutti, diversi lavori, i più disparati: barista, commessa in un negozio di libri, raccoglitrice di uva da vin...ed iniziare, come sto facendo io, a intraprendere la professione di bodypiercer mi ha spinto la consapevolezza di provare piacere nel forare le persone e concludere con soddisfazione ogni richiesta del cliente.

Esistono tante persone che non hanno preso attestati per fare questo lavoro ma esercitano da anni grazie all'esperienza maturata negli studi dei tatuatori. Cosa hanno meno di voi, oltre al diploma?

Queste persone sprovviste di attestato, o che non hanno seguito il corso, credo non abbiano chiare quelle che sono le linee base da seguire per operare in totale sicurezza questa professione. Conseguendo un attestato non avrebbero grosse lacune in termini di norme igieniche, accortezze da avere nei riguardi propri e del cliente ed esecuzione ottimale di un lavoro in uno studio di tatuaggi e piercing. 

Credi possa essere il lavoro della tua vita o che le difficoltà economiche lo rendano solo un'entrata in più?

Spero diventi il lavoro della mia vita, se dovesse andar male o, nel caso non riesca a garantirmi una totale indipendenza, spero di continuare a pirsare, o di provare a farlo in un altro paese, nel caso in cui dovesse essere impossibile poter esercitare qui dato il sovraffollamento di persone che amano il mio stesso mestiere. 
Cosa pensi di persone come Rolf Buchholz?

E' una persona sicuramente che usa il suo corpo in totale libertà e in pace con se stesso e l'idea che ha di se stesso. So che è un grande amatore della bodymodification.

Che filosofia si nasconde dietro un piercing?

Dietro ogni singolo piercing, dal più "banale", come il piercing all'orecchio di una ragazzina, ad un piercing più "serio" come uno ai genitali, si nasconde a mio parere la libertà di ogni individuo di poter impiegare il proprio corpo come mezzo espressivo della propria sensibilità artistica, di vedersi bello adornandosi. Ed è il comportamento che avevano anche svariate altre popolazioni del passato mettendosi ad esempio aghi di istrice nel naso forandoselo o adoperando gli stessi aculei per forarsi le labbra ed altre parti del corpo. 

L'esperienza più strana che ti sia capitata durante una "seduta" di lavoro?

Per ora non mi è mai capitato nulla di strano o bizzarro per mia fortuna non avendo ancora fatto tantissime esperienze, sicuramente più avanti qualcosa salterà fuori.

In alcuni punti del corpo il dolore è forte, ma ciò nonostante non viene fatta nessun tipo di anestesia. Perchè? Esiste un filo di masochismo in chi si fa un piercing?

Non è possibile fare alcuna anestesia perché un piercer non è un anestesista né un dottore, non è abilitato a farlo, in questo campo è assolutamente vietato usare qualsivoglia anestesia medica. Il dolore fa parte del piercing e chi è convinto di farsene uno in posti molto dolorosi deve prepararsi mentalmente a ciò che sta per succedergli, il dolore comunque non è così straziante come si può pensare, in ogni caso più il piercer è esperto e sicuro di sé, più è veloce e meno doloroso il momento del foro. 

Esiste un filo di masochismo in chi si fa un piercing?

Il masochismo è presente in tutti noi in maniera fisica o mentale, sia questa consapevolmente riconosciuta o meno, non credo che si accosti totalmente la parola masochismo al piercing...credo che il piercing sia più accostabile alla parola espressione di se stessi, esprimere liberamente ciò che si desidera essere e apparire tramite i piercing, mentre il masochismo è il trarre piacere dalla mortificazione del corpo, se chi si fa un piercing con intenti masochisti e trae piacere dal forarsi in quell'attimo di dolore beh ben venga per quella persona.

Credi che l'Italia sia un paese pronto a giovani che scelgono di intraprendere questa professione o pensi anche ad alternative fuori dal nostro paese?

Come ho già accennato nella risposta di prima io credo che in Italia al momento ci sia un sovraffollamento di persone che con o senza attestato che hanno intrapreso, per le più disparate ragioni, tale professione. Credo che lentamente l'Italia sarà pronta a valutare più seriamente questo lavoro (parlo anche a nome dei tatuatori), non esiste una regolamentazione reale di questi mestieri che si legano spesso: ad esempio non esiste un sindacato..se non dovesse andare bene per quanto mi riguarda esiste l'opzione estero, dove la situazione è migliore. 

Hai mai avuto ostacoli o ripensamenti?

Ostacoli? beh il mio unico ostacolo è stato il fatto di dover pagare una certa somma per seguire il corso e conseguire l'attestato per poter eseguire questo mestiere onestamente e in modo conforme alla legge. Ripensamenti? Mai avuti.

Grazie mille Michela, e in bocca al lupo per questo nuovo percorso!

Laura Castriota Scanderbeg 

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