Il Manzoni Chiude La Stagione Teatrale Con Tutte A Casa

Il Manzoni Chiude La Stagione Teatrale Con Tutte A Casa

La forza delle donne raccontata con uno spettacolo in scena fino al 17 giugno

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Con “Tutte a casa (La guerra delle donne)” volge al termine la stagione teatrale 2017/2018 del Manzoni. Lo spettacolo, in scena fino al 17 giugno e diretto da Vanessa Gasbarri con un cast interamente al femminile (Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi, Paola Tiziana Cruciani, Claudia Campagnola e Giulia Rupi), rispetto a quelli precedenti, si distingue per la storia che viene raccontata e per l’ambientazione. In confronto ad altre rappresentazioni, il divertimento passa in secondo piano, perché a essere al centro è un tema che oggi è ancora attuale e cioè la donna nel mondo del lavoro, con tutti i pregiudizi, i diritti, le rivendicazioni, gli oneri e gli onori che ne conseguono. La commedia di Giuseppe Badaluco e Franca De Angelis è ambientata nel corso della 1° Guerra Mondiale (in questi anni ne ricorre il centenario) all’interno di una fabbrica che produce autocarri (le scene sono realizzate da Francesco Ghisu). Margherita (interpretata da Paola Gassman), la moglie del proprietario, si ritrova a dover prendere in mano la gestione dell’impresa, quando il marito verrà preso dagli austriaci. Dovendo far fronte a diverse difficoltà, alcuni contrattempi e soprattutto alla concorrenza sleale degli avversari. La ricca signora prenderà una decisione sui generis, quando assumerà in fabbrica le mogli e le madri degli operai chiamati in guerra. Sarà una vera e propria svolta per l’epoca che porterà scompiglio a livello politico, sindacalista e anche per la stampa, ma allo stesso tempo porrà l’accento sulla donna, sempre considerata inferiore all’uomo; vista come l’angelo del focolare e mai all’altezza di svolgere i compiti presi in mano dagli uomini. Le donne presentate nello spettacolo prenderanno consapevolezza del proprio valore, dei propri obiettivi e in particolare dei propri diritti e li rivendicheranno con forza, nonostante i pregiudizi dell’epoca. Bisogna riconoscere positivamente la scelta di formare un cast di sole donne, che rende ancora più convincente il potere femminile e la riscossa che proprio nel ‘900 si stava facendo spazio. Di questa vicenda si possono sottolineare due aspetti: il primo è la capacità del testo di proporre cinque tipi di donne completamente diverse tra di loro per la classe sociale e per il modo di pensare, in modo da offrire al pubblico una sfaccettatura dell’essere donna. C’è l’aspetto della moglie e madre tutta casa e chiesa, la donna che vive tra gli agi ma sa rimboccarsi le maniche quando serve e riesce gestire un’azienda. C’è poi la donna che accetta un ruolo inferiore rispetto all’uomo, ma è piena di idee e di inventiva, c’è la donna che ama divertirsi senza provare vergogna e quella che nasconde un segreto sulla propria vita privata. Infine c’è la lottatrice, quella che ha un solido orientamento politico e in nome di questo diventa la paladina dei diritti, combattendo senza paura. In questo spettacolo, perciò, trionfa il potere delle donne, e come detto in precedenza è un tema molto attuale, nonostante i passi avanti fatti rispetto alla 1° Guerra Mondiale. Il secondo aspetto riguarda la capacità tramite le parole dei cinque personaggi di far riflettere sul ruolo della donna nella società e di ricordare quante lotte siano state fatte per arrivare allo stesso livello degli uomini. Ogni tanto nel corso dei due atti capita di ridere, ma non è questo l’importante, perché l’interpretazione di Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi, Paola Tiziana Cruciani, Claudia Campagnola e Giulia Rupi presenta uno spaccato della società in cui si mostra la solidarietà, la voglia di cambiare le normali convenzioni nel mondo del lavoro, di lottare per un futuro migliore all’insegna di quello che è stato il femminismo. Non è retorica ma è il racconto di quelle donne, che mentre attendevano il ritorno degli uomini andati al fronte, hanno lottato per i loro diritti e non sono rimaste con le mani in mano. Anzi, hanno combattuto una guerra, diversa sì, ma importante per il futuro. Per concludere i complimenti vanno all’interpretazione di queste cinque attrici che hanno proposto nel migliore dei modi cinque esempi di donne del ‘900 che hanno aperto una strada nel mondo del lavoro in favore del genere femminile.

di Sabrina Redi 

In  scena al teatro Manzoni (Via Monte Zebio 14/c-00195 Roma Tel. 06/3223634, www.teatromanzoni.info) dal 24 maggio al 17 giugno.

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17-21. Domenica ore 17.30, lunedì riposo. 2 giugno ore 17. martedì 12 giugno ore 19, giovedì 14 giugno ore 17-21. Biglietto intero euro 25, ridotto euro 22.

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