Esco Un Attimo, Il Romanzo D'esordio Di Linda Traversi

Esco Un Attimo, Il Romanzo D'esordio Di Linda Traversi

Giovane autrice toscana trapiantata a Ravenna, descrive l'introspezione della protagonista Giada

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"Esco un attimo", il romanzo d'esordio di Linda Traversi, è un viaggio in ogni senso. La giovane autrice di Cecina che vive a Ravenna, laureata in traduzione e bravissima anche ad accostare lo scritto alle immagini (nel mese di maggio ha messo in piedi una interessante mostra in tal senso a Faenza) si è classificata seconda nel Premio città di Castello proprio con il manoscritto di cui sopra, pubblicato dalla casa editrice Luoghi Interiori a seguito del fortunato piazzamento. Determinata, sorridente e vivace, Linda ha superato lo scoglio della prima pubblicazione con una storia che è davvero piena di luoghi interiori. Giada è una ragazza che vive in Giappone, a Tokyo, un rapporto burrascoso con la madre ma un legame indissolubile con la nonna. Quando quest'ultima viene a mancare, Giada percorrerà un viaggio introspettivo che la porterà anche a spostarsi di luogo in luogo nella veste di "passenger in transit to" e a incrociare la sua esistenza e i suoi pensieri con altri protagonisti che mano a mano nel romanzo trovano spazio, alla scoperta di quel nocciolo interiore che la nonna le aveva indicato. 

Il tema introspettivo, già prerogativa per esempio di una grande autrice come Virginia Woolf, può tediare o appassionare. Vero è che non c'è nulla di più reale, però: non abbiamo forse ogni giorno a che fare con sensazioni, dubbi, emozioni, luoghi figurati o bivi al nostro cospetto dentro al nostro animo? Giada scansiona sé stessa e la sua vita, con una infatuazione di fondo: Gustavo, abbreviato in Gus, incontrato a un campo estivo sotto la supervisione di Don Antonio, diverrà il leit-motiv narrativo, quasi lui fosse il corrispettivo di lei stessa. "Esco un attimo" non è un libro che si legge ma un libro che si guarda: non solo Giappone ma anche l'Islanda e la Sicilia, luoghi così unici e agli antipodi che rendono ancor più straordinario l'elemento del viaggio presente nella narrazione, che pare quasi di essere seduti al fianco della protagonista sulle poltrone degli aerei che si spostano così come vaga la sua mente.

Si percepisce un mondo parallelo che ruota intorno a Giada, ciascun personaggio indaffarato con la propria esistenza e lei determinata, spigliata e forte che nel nome della nonna scomparsa ne tiene a mente i consigli, i riferimenti, i semplici sorrisi e le bonarie invettive. Come non potersi sentire vicino alle vicende narrate dalla Traversi, all'apparenza così lontane e ai confini tra realtà e immaginazione, eppure così reali e insite dentro di noi. Forse non abbiamo mai viaggiato dentro di noi perché preferiamo farlo in luoghi fisici per realizzare scoperte e scolpire momenti memorabili che andranno a imperitura memoria. Tutto giusto, ma il modo di scavare a fondo che l'autrice ha utilizzato riga dopo riga, non è certo un tentativo di far arrovellare la storia su sé stessa, ma tutt'altro. Piuttosto far capire a ciascun lettore quale sia il suo "nocciolo" e cercare di farlo uscire un attimo da sé stesso perché si osservi anche solo per un istante. Ah, potessimo farlo sul serio. Forse le nostre vite, a un tratto, non sarebbero più le stesse.

Stefano Ravaglia 

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