Palermo

Il 394o Festino di Santa Rosalia

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Come ogni anno, il 14 luglio si è celebrato uno degli appuntamenti più attesi dai palermitani: il Festino di Santa Rosalia patrona e protettrice di Palermo. Giunto alla sua 394a edizione, quella del Festino è una tradizione che affonda le sue radici nei secoli da quando cioè nel mese di febbraio del 1625 l'arcivescovo di Palermo, Giannettino Doria, seguito da tutto il clero, dal senato palermitano e da alcuni cittadini eminenti fece una processione attraverso le strade della città con le reliquie della santa, a seguito del quale in pochi giorni la città venne liberata dalla peste che in quel periodo l’affliggeva.

Ma chi era Rosalia? Rosalia de' Sinibaldi (o di Sinibaldo) nasce nel Medioevo, nella prima metà del XII secolo, intorno al 1130. Da giovane Rosalia visse in ricchezza presso la corte di Ruggero II e gli eventi avevano deciso per lei il matrimonio con Baldovino. Ma il giorno antecedente le nozze, Rosalia, mentre si specchiava, vide riflessa l'effige di Gesù Cristo. La ragazza, il giorno seguente, si presentò alla corte con le bionde trecce tagliate e preferì abbracciare la fede. Rosalia, a questo punto, si rifugiò presso il monastero basiliano del SS. Salvatore a Palermo e poi a Santo Stefano Quisquina dove secondo la tradizione, visse per dodici anni. Successivamente Rosalia tornò a Palermo, occupando la grotta di Monte Pellegrino dove morì in pace e solitudine. Bisognerà attendere il 1624 perchè le ossa di Rosalia vengano ritrovate e riconosciute e poi nel 1625 portate in processione.

Per festeggiare l'evento quindi da 394 anni, Palermo ripercorre la tradizione nel mese di luglio in particolare il 14 e il 15. Il Festino è inoltre una delle celebrazioni religiose siciliane ad essere ufficialmente riconosciuta come patrimonio immateriale d'Italia dall'Istituto centrale per la demoetnoantropologia (IDEA).

In tempi più recenti, Palermo per l’occasione si veste a festa riempiendo di luminarie le vie del centro, la cattedrale si anima, i palermitani affollano le strade già riempitesi di bancarelle che propongono la classica frutta secca, l'anguria fresca, le immancabili “babbaluci” (lumache) in attesa che il carro che trasporta la Santa percorra le vie del Cassaro (corso Vittorio Emanuele) per raggiungere il lungomare nella piazza del Foro Italico. Quest'anno l'organizzazione dell'evento ha previsto la direzione artistica di Letizia Battaglia e Lollo Franco per una festa tra il classico e il moderno. Il tema è stato “Palermo Bambina” e da qui nasce l’idea di una rappresentazione della “Santuzza”, nel periodo in cui matura l’abbandono dell’agiatezza a lei riservata, per consacrarsi a  Dio.

Così dal 10 al 13 luglio sono stati proposti eventi che hanno raccontato la Santa fino ad arrivare al 14 giorno della festa in strada.

Grande affluenza di palermitani in attesa dell'arrivo della Santa al Foro Italico anche sul web. Quest'anno infatti la diretta streaming del Giornale di Sicilia anche su Facebook ha generato approvazione per chi ad esempio non poteva essere a Palermo o semplicemente per strada: la diretta ha raggiunto infatti molte parti d'Italia e non solo. Anche dall'estero come dall'Argentina, Malta, le Canarie e le comunità italo americane di New York e Boston hanno potuto essere virtualmente presenti all'evento. La diretta ha anche permesso alle persone di dar voce a qualche polemica legata alla decisione del Sindaco Leoluca Orlando che quest’anno ha optato per una forte presenza di immigrati come portantini del carro, che la gente, almeno dai commenti, non ha visto di buon occhio perchè “non di religione cattolica”, battuta a cui il sindaco ai microfoni dei giornalisti ha risposto, forse proprio dopo aver visto i commenti sul social che “anche se non sono cristiani, sono palermitani”.

Le decine di telefoni accesi per foto e video hanno contribuito a rendere la scenografia al passaggio della Santuzza ancora più spettacolare creando uno sfondo di luci come fosse un cielo stellato.

Quello del Festino è l’evento del popolo che non solo vuole godere della festa ma che affronta una intera lunghissima serata in attesa. Un’attesa in piedi finché il carro non giunge al mare nonostante il caldo di luglio e la calca cittadina. Quasi un pellegrinaggio e di conseguenza una prova di forza. Alla fine quasi come un atto di liberazione arrivano i giochi pirotecnici (in dialetto palermitano a masculiata), spettacolari e di lunga durata. Un sentito applauso ha concluso la festa. Francesca Uroni

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