Benedetta Manganaro

Benedetta Manganaro

Se una cosa la vuoi, devi combattere

863
stampa articolo Scarica pdf

Il sole caldo della Sicilia sul viso, gli occhi puntati verso il futuro e un pezzo di mondo in tasca pronto per essere scoperto. Benedetta Manganaro, 40 anni, siciliana, vive e lavora a Messina, per lei, un <angolo pizzuto di Sicilia che si tuffa nelle acque dello Stretto.> Si definisce “nomade dentro”, <sento costantemente il bisogno di mettere quanta più distanza tra me e ciò che conosco alla scoperta di ciò che non conosco. Per poi tornare, ogni volta, a questo pezzo di mondo capriccioso e di infinita bellezza, in bilico tra Ionio e Tirreno.>

La incontro, in una calda giornata di luglio, un po’ curiosa di capire il suo universo. Benedetta Manganaro è una donna, una travel blogger, inevitabilmente scrittrice e fotografa. Nel suo blog viaggimperfetti.com c'è già mezzo mondo e tanto spazio per metterci l'altra metà.

Confesso di averla “tenuta d'occhio” per un po’ prima di contattarla. Ma davanti al suo essere donna intraprendente, in un mondo fatto ancora da troppi uomini, non ho avuto dubbi.

Ma andiamo con ordine….

Ciao Benedetta, raccontami quando nasce il tuo amore per il viaggio….

Sai che non lo so? Ho imparato a riconoscerlo e a farci i conti nel tempo. I miei non sono grandi viaggiatori ma hanno avuto il buonsenso di assecondarmi quando ho chiesto a 11 anni il mio primo viaggio studi a Londra. A 16 hanno fatto finta di non capire che sarei partita da sola con un’amica per tre settimane a Parigi. A 17 mi hanno salutato e augurato buon viaggio quando ho comunicato che me ne sarei andata in giro per l’Italia col mio ragazzo. Poi non mi sono più fermata, racimolando qualcosa qui e lì con i lavoretti che trovavo e alternavo allo studio.

Consideravi già il viaggio un mestiere o lo è diventato?

Non mi passava neanche per la testa. Appartengo ad una generazione educata a step obbligati: gli studi, la famiglia, il lavoro per la vita. Quando, quasi per caso, ho ottenuto un impiego nella pubblica amministrazione non ho avuto il coraggio di mollare tutto e rinunciare. Erano gli anni in cui all’orizzonte già si profilava la crisi seria, quella che ha messo in ginocchio il mondo. Mi sono messa in un angolino e ho resettato tutto, rimodulando giorno per giorno. Ho continuato però ad “andare”, cercando di “capire” ogni destinazione, approfondendo percorsi, geografia, storia e politica dei luoghi. Ho cominciato a gestire da me i miei viaggi. Oggi lo facciamo un po’ tutti, 15 anni fa si andava in agenzia. Ho capito come sfruttare il web e le lingue che avevo studiato. A 30 mi sono concessa una seconda laurea, giornalismo. Non sarei più uscita fuori dalla facoltà, sono stati anni meravigliosi. Invece ad un certo punto è finita ed è nato viaggimperfetti.com, il travelblog. Linguaggi e una comunicazione nuovi, la possibilità di rapportarsi con realtà completamente diverse dalla tua, ancora ricerca, scoperta. Mi sono fatta un bel regalo.

Esiste un prima? pensavo che da grande avrei fatto...

Sì, esiste un prima e risale a un bel po’ di tempo fa. Quello in cui pensavo che tutto fosse facile ed assicurato. Non è così. Se una cosa la vuoi, devi combattere e volerlo proprio tanto e non è detto comunque che tu riesca ad ottenerla. Non è mai dovuto.

Tre difetti del fare il travel blogger

E’ un mondo saturo e spesso troppo legato alla monetizzazione a scapito di contenuti e informazione. Ma è in continua evoluzione e soggetto al giudizio costante di chi legge…la gente non è stupida, sa scegliere. A tre non arrivo, mi piace troppo. Anzi no, aspetta: non ho ancora trovato chi paga tutti i miei viaggi e mi fa fare il giro del mondo a sue spese.

Viaggi da sola?

Mi viene complicato farlo in compagnia…sono capace di girare per ore o stare ferma a guardare la gente che passa per un tempo infinito. Non è facile viaggiare con me. Ci riesce mio marito che condivide spirito e passione. Non è un caso che lo ami come una ragazzina.

Citando un post all'interno del tuo blog viaggimperfetti.com: quarant’anni e niente tacchi. Quindi lontana dai soliti schemi femminili. Mi vengono in mente le donne “#childfree”. Pensi che oggi una donna possa realmente fare questo tipo di scelte ed essere compresa e accettata dalla società?

Quando avevo cinque anni i miei si sono separati. Mio padre scelse di andare a vivere con una nuova compagna. Oggi non farebbe specie a nessuno, ad inizio anni 80 in Sicilia le cose stavano in maniera un tantino diversa. Non è stato facile. A scuola ero la bambina “strana”, da compatire o guardare con curiosità. Nel tempo ho capito due cose: la prima è che tutto cambia, si spera si evolva, ma di sicuro cambia. La percezione del “normale” o addirittura del “giusto” cammina col tic tac del tempo. La seconda è che non esistono categorie. Ogni persona, ogni donna, è un caso e ha un percorso a sé. Può fare ogni tipo di scelta ma non è detto che sia compresa e accettata. Spesso deve scegliere se far felice se stessa o gli altri. E di sicuro non è un cammino in discesa.

Senti mai il bisogno di fermarti?

Per ascoltarmi e capire dove sto andando. O per stare accanto chi amo. Altrimenti, mi conosco, ho bisogno di andare e non è detto che debba prendere un aereo per farlo. Negli anni ho riscoperto la passione per la mia terra e più passa il tempo più ne scopro angoli meno battuti, tradizioni ancestrali, ma soprattutto persone che, con i loro progetti e il loro impegno, cercano di renderla ancora più bella. E’ nata così la mia collaborazione all’associazione culturale Siciliando, una realtà sorprendente nata da un’idea di Vincenzo Perricone, virale sui social e in costante crescita. Il motore che muove tutto ciò non ha grandi formule di marketing. Si chiama passione.

La cosa più bella e quella più brutta che ti sei trovata ad affrontare in viaggio?

La meraviglia e lo stupore, la diversità e il superamento di stereotipi che pensavi inalterabili. La scalata dell’Adam’s Peak in notturna in Sri Lanka vicino a tanti fedeli e gente del posto…mai alba è stata più emozionante. Un uccellino che, libero, sceglieva di stare accanto ad un intagliatore di fiori di loto di sapone in un mercato thailandese. Un anno di lezioni di cinese per prepararmi alla mia prima volta in Cina e capire, una volta arrivata, che riuscivo a malapena a dire ciao. Come vedi con le cose belle mi allungo sempre.

Vediamo quelle brutte…lo stare male in viaggio, specie se capita al mio compagno. Entro in panico. Affronto, ma la vivo male. Nei miei viaggi porto praticamente nulla ma ho un buon kit di medicinali e l’assicurazione. Una brutta influenza a Philadelphia è stata più difficile da gestire di un’infezione al piede a Bangkok.

Fotografia e scrittura completano i tuoi viaggi. In realtà quanto racconti di te?

Quando scrivi o fai una foto c’è tanto di te sempre, eppure raccontarmi non mi viene proprio facile. Preferisco raccontare il mondo e gli altri…

Internet quanto aiuta la tua attività?

E’ indispensabile. Sono una nostalgica di lettere sbiadite dal tempo e vecchie foto ma non potrei più rinunciare alle enormi risorse che il web ci dà.

Prima dei blogger il settore era affidato alle riviste di settore e quindi a scrittori e giornalisti specializzati. Pensi che tutta questa reperibilità di scrittori di viaggi abbia un po’ svalutato questa attività?

Anche l’informazione in genere lo era. Poi sono arrivati i racconti di guerra di gente al fronte o il citizen journalism. L’informazione ci ha guadagnato tanto. Conosco siti e blog in cui trovare tante info valide di persone senza titolo e altri di giornalisti autorizzati che sono un perfetto miscuglio di copia e incolla, pubblicità spazzatura e fake news. Ciò non toglie che l’informazione resta sacra, magari meno quando vai in vacanza, ma comunque importante. Il web, anche nel settore informazione, ha ancora tante falle che vanno regolamentate. Non parlo di titoli, ma di contenuti. E a proposito di riviste specializzate, io continuo a comprarle. Sono stupende.

Come pensi o speri si evolveranno Benedetta e il suo blog?

Non lo so. In maniera “imperfetta”, mi auguro. Come piace a me. Mai seguendo un percorso univoco e lineare. Non mi riesce mai. Mi auguro con tutta la passione e la voglia di vita che ho oggi.

Grazie a Benedetta Manganaro


Francesca Uroni @francescaur1

© Riproduzione riservata