Justin Kluivert

Justin, astro nascente del cielo stellato giallorosso

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Tre punti pesantissimi. Tre punti pesantissimi per iniziare al meglio una stagione difficilissima. Tre punti sofferti, ma alla fine la Roma ha espugnato Torino grazie all'ultima prodezza del cigno di Sarajevo. Copertine tutte per Edin Dzeko: forse non il gol più pulito della sua carriera, ma senz'altro pesante, pesantissimo. Un colpo di classe ed esperienza che ha permesso ai giallorossi di vincere la loro prima battaglia di una guerra chiamata Serie A 18/19. Ma a brillare a Torino non è stato soltanto il buon vecchio Edin, simile a quei vini toscani che più invecchiano meno perdono smalto e più assumono gusto e prestigio, ma soprattutto Justin Kluivert. Le giocate di Justin hanno cambiato la partita: velocissimo, tecnico, intelligente, sapiente nei suoi movimenti e sempre alla ricerca di uno contro uno letale e mai fine a se stesso. Suo il cross per l'acrobazia di Dzeko, un cross nato da un'azione personale proseguita tra doppio passo e attacco del fondo. Già, perchè quello che piace di questo ragazzo è la sua voglia di far male: tanta tecnica, ripeto, ma mai giocate fini a se stesse, come quelli di tanti talenti passati sulle rive del Tevere e mai definitivamente sbocciati. Perchè se la Roma non ha mai fatto il definitivo salto di qualità, uno dei problemi è sempre stato questo. Ljajic, El Shaarawy, Perotti, Lamela: troppo belli da vedere, raramente decisivi nei momenti che contano, troppo poco prolifici per soddisfare le statistiche. Tra le ragioni per cui il Napoli è da anni l'anti Juventus ci sono i numeri di Insigne e Callejon, una coppia di ali che raramente scende sotto i 25 gol. Numeri particolarmente differenti dai 3 o 4 rigori a campionato del monito Perotti. Per carità, saltare l'uomo è importante, ma poi serve far male. E Kluivert sembra avere tutte le caratteristiche per andare in doppia cifra e diventare un giorno uno degli elementi più forti della As Roma. Justin così come Under, giovani affamati eccome. Con un Pastore in grado di esaltare le loro caratteristiche ed un Edin Dzeko in grado di accompagnare la loro crescita, il futuro sembra più che roseo, il futuro sembra giallorosso.

Kluivert ha dimostrato qualità importanti a destra, dove Di Francesco lo sta schierando sempre di più, considerando El Shaarawy e Perotti come inamovibili a sinistra. Proprio dal fondo destro è arrivato il cross al bacio col Madrid negli States, proprio da destra è arrivata altresì la pennellata per Edin a Torino. Se il tecnico pescarese dovesse capire che la coppia di esterni mancini non sia prolifica abbastanza, Justin potrebbe passare a sinistra, posizione dove all'Ajax ha lasciato intravedere potenzialità impressionanti. Ed è proprio quella, secondo il pensiero del sottoscritto redattore, la posizione in cui può esprimere al meglio tutto quello che fa parte del suo reperterio: accelerazione, potenza, qualità fisiche mai fini a se stesse. Sa puntare l'uomo, sa accentrarsi, sa spaccare la porta. Da sinistra può liberare il destro, da destra no. Ed è proprio quella posizione che ha convinto Monchi a spendere 20 milioni per assicurarsi le prestazioni del gioiellino olandese, completamente diverso da un papà in carriera storico centravanti e mai una vera e propria mezza punta.

Justin sta imparando l'italiano, così come sta imparando a conoscere Roma. Il viso da bravo ragazzo non deve ingannare: è arrivato a Roma per lasciare il segno. Ha sposato il progetto, ha sposato la città, sa che qui può diventare veramente forte. A Trigoria ne parlano tutti bene, Di Francesco pian piano comincerà a regalar lui un minutaggio sempre più alto. Probabilmente lo sta gestendo come gestì Under, ma Justin ascolta, s'allena, migliora. Non si sente arrivato: ha fame, vuole migliorare, ascolta dettami di staff e senatori. Ha sposato il giallorosso, s'è innamorato di questa realtà, ha baciato la lupa a Fiumicino. Justin è già un pupillo: lunedì prossimo il primo appuntamento con la Curva Sud, quella che nei prossimi anni sarà la sua nuova dimora. Il futuro è Justin, il futuro è giallorosso. 

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