Javier Pastore

Brilla la stella del Flaco: ecco la prima prodezza dell'artista di Cordoba

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di Simone Dell'Uomo

Roma-Atalanta 3-3, un punteggio pirotecnico, una partita spettacolare, emozionante, una partita che però ha lasciato eccome l'amaro in bocca ai tifosi giallorossi. Tifosi che saranno usciti dall'Olimpico arrabbiati, forse arrabbiatissimi, per aver visto coi propri occhi una Roma a due facce: spenta e perforabile durante la prima frazione, grintosa e determinata nella ripresa. I campionati si vincono con attributi e solidità, quella che permisse all'undici capitolino di battere 3-0 il Barca e scrivere una delle pagine europee più belle della storia di questi colori. Era la Roma di Strootman e Nainggolan, una Roma esperta, una Roma che ruotava attorno ad un nucleo storico che oggi, per scelte di Monchi e Pallotta, non esiste più. Adesso Di Francesco allena la Roma che sognava, quella con Pellegrini e Cristante mezzali, giovani e dinamici. Un calciatore che per caratteristiche tecniche avrebbe sposato perfettamente il vecchio centrocampo è Javier Pastore, elemento in ogni modo acquistato da Monchi per regalare fantasia e imprevedibilità alla manovra offensiva. E resta forse el Flaco Pastore la nota più bella della serata giallorossa: l'Olimpico sa apprezzare i grandi campioni, sa emozionarsi per gesti tecnici sublimi, el Flaco ha tutto per soddisfare i fini palati della platea capitolina. Come se non bastasse, el Flaco è magia, el Flaco è l'artista di Cordoba. E proprio perchè ti chiami Javier Pastore sai presentarti così al pubblico giallorosso: cross di Under, colpo di tacco al centro dell'area di rigore, pallone in fondo al sacco. Un gol di una classe e di un'eleganza unica, un gol tecnicamente meraviglioso, un gol che fai solo se hai piedini levigati, un gol che realizzi solo se ti chiami Javier e sulle spalle vesti il 27. Dopo un minuto tifosi a bocca aperta, per ammirare ed applaudire la prima prodezza in giallorosso dell'artista argentino. La dimestichezza, la spontaneità e la facilità con cui el Flaco prima pensa poi riproduce gesti tecnici impossibili ai più resta meravigliosamente sconcertante. Il ragazzo può e deve crescere: con ogni probabilità Di Fra consegnerà a lui le chiavi del centrocampo giallorosso, per questo dovrà migliorare la propria condizione fisica. Magrolino, fisico imperfetto, ma meravigliosamente elegante. El Flaco evidentemente non ha bisogno di palestra, di pesi o di muscoli. Gli artisti pensano, immaginano e riproducono. Poteva far di più nella ripresa, poteva incidere, poteva esser più cattivo verso la porta avversaria. Ma al momento va bene così, le premesse sono le migliori. Il ragazzo non è più giovanissimo: ha 29 anni, ma al tempo stesso un palmares eccellente per migliorare e lavorare su quella winning mentality che a Trigoria manca ormai da troppo tempo. Solo un primo antipastino quello di stasera, i prossimi mesi regaleranno altre perle ancor più sazianti, statene certi. 

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