Il Carretto Siciliano

Il Carretto Siciliano

Tra arte, storia e tradizione.

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Sono tante le icone che potrebbero eleggersi a simboli della tradizione siciliana nel mondo. Uno tra i più conosciuti è il cannolo, dolce tipico dal croccante guscio che racchiude morbida crema di ricotta. Ma questo rappresenta la gastronomia anzi l'arte pasticcera siciliana, esempio che ha subìto nel tempo diverse modifiche se non addirittura trasformazioni a diverse latitudini del globo, un po’ per esigenze di territorio e un po’ per fantasia e rivisitazioni in chiave moderna. Potrei menzionare le “coppole”, tipico berretto usato dagli uomini e il Marranzano, particolarissimo strumento musicale che trattenuto tra le labbra produce un riconoscibilissimo suono e così via con tantissimi altri esempi come arancine, cassate, pupi, ecc...Ma se ci si riflette, un simbolo deve essere quell'immagine che rimanda alla memoria qualcosa in un sol colpo, senza doverlo spogliare dai diversi orpelli che il tempo, le mode e/o improbabili rivisitazioni gli hanno suo malgrado attribuito. Per questo motivo il simbolo per eccellenza, rimasto immutato nel tempo, nell'uso, nei colori e nella forma è senza dubbio il carretto siciliano.

In barba al progresso e al tempo che passa il carretto siciliano continua lento ad attraversare i secoli non curante delle auto che gli sfrecciano accanto. Lento lento ma soprattutto carico carico capita spesso di incontrarlo per le vie di paesi ma anche di città siciliane. Una vera e propria opera d'arte in legno scolpito, dipinto con i colori tipici della Sicilia, il tutto montato su ruote.


Quello che sin dall'Ottocento veniva usato come mezzo di trasporto attraverso le “regie trazzere”, per la sua particolarità è complessità artistica venne definito da Guy de Maupassant, "un rebus che cammina". Lo scrittore continua così nel descrivere il carretto ammirato nel suo viaggio in Sicilia: <Tali carretti, piccole scatole quadrate, appollaiate molto in alto su ruote gialle, sono decorati con pitture semplici e curiose, che rappresentano fatti storici, avventure di ogni tipo, incontri di sovrani, ma prevalentemente le battaglie di Napoleone I e delle crociate; perfino i raggi delle ruote sono lavorati. Il cavallo che li trascina porta un pennacchio sulla testa e un altro a metà della schiena....Quei veicoli dipinti, buffi e diversi tra loro, percorrono le strade, attirano l'occhio e la mente e vanno in come dei rebus che viene sempre la voglia di risolvere>.

Ancora oggi sui carretti siciliani si sviluppa un'immensa arte. Le immagini rappresentavano la vita dei santi, gesta di cavalieri ed episodi storici e più erano colorati più fungevano da attrattiva per i clienti a cui si proponeva la merce in vendita. Ne esistono quindi di diversi stili dai più semplici ai più complessi ma anche pezzi d'alto valore artistico come quello risalente al 1976 realizzato dai fratelli Ducato e firmato da Renato Guttuso. Proprio la famiglia Ducato è una delle firme che ancora oggi porta avanti l'arte e la tradizione della pittura del carretto nel loro piccolissimo laboratorio passandosi il testimone di generazione in generazione.

Ma non va dimenticato che al carretto va unito il classico cavallo bardato da pennacchi e finimenti decorativi, specchietti, ninnoli e sonagli montati su mansueti cavalli ormai abituati a tale vestizione il cui scopo originario era quello di accompagnare il canto del carettiere durante i lunghi percorsi sotto il sole cocente.

Diverse sono le manifestazioni che ne esaltano e mettono in mostra la bellezza creando così vere e proprie mostre a cielo aperto. Lo stesso dicasi per i musei a esso dedicati. La tradizione pittorica del carretto cambia da Palermo a Catania ognuno con le sue peculiarità artistiche, ma quello che oggi è simbolo di sicilianità nel mondo, meriterebbe senza dubbio un posto d'onore nel patrimonio del made in Italy.

Testo e foto Francesca Uroni
@francescaur1


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