Alice Balossi

Alice Balossi

Dolci per Pigri. Oltre cento ricette pronte in quindici minuti con l'indicazione del livello di pigrizia - intervista di Alessia de Antoniis

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Vi siete mai addentrati nella giungla dei siti web dove cerchi una semplice ricetta per una crostata e ti ritrovi coinvolto in dissertazioni filosofiche, brainstorming, tavole rotonde che fanno invidia ad una sessione dell'ONU per l'ennesima soluzione del problema mediorientale, mentre tu vuoi solo una ricetta facile e che funzioni?

E quei programmi dove una gentile, e apparentemente innocua, signora vi mostra come cucinare, mentre si districa tra robot da più di mille euro, attrezzi che ricordano una sala di tortura, ingredienti che trovi solo nei supermercati delle grandi città e di cui ignoravi anche l'esistenza, torte degne di un maître pâtissier che, ovviamente per rispettare i tempi televisivi, escono già pronte da sotto il piano di lavoro?

E poi ci siete voi, che siete in piedi dalle sei del mattino, vi siete prese cura della casa, dei figli, di quella pianta sempreverde (ormai manco più verde, ma vabbè) di vostro marito, avete sorriso in ufficio a gente improbabile che avreste voluto far scomparire con una di quelle formule che usa Harry Potter, e che avete a cena vostra suocera, che vi guarda sempre con sguardo pietoso chiedendosi come mai non abbiate ancora “ucciso di fame” il suo amato figlio e quelle anime innocenti dei suoi nipoti. Peggio, avete a cena l'amico di vostro marito, con quella moglie che ha il tempo di frequentare decine di corsi improbabili, dalla porcellana cinese alla meditazione trascendentale, passando per un wokshop con Heinz Beck, la danza del ventre, la scrittura creativa, ha sempre la casa in ordine e i capelli fatti; il tutto dormendo otto ore a notte altrimenti le vengono le rughe. Ecco, se siete anche voi una comune mortale, se non parlate francese e Pierre Hermé non è decisamente un vostro idolo, il libro di Alice è quello che fa per voi.

Dolci per Pigri è una raccolta di oltre cento ricette per fare dolci ottimi, di grande effetto e, soprattutto, in massimo quindici minuti!

UR l'ha incontrata ieri alla presentazione romana del suo libro al The Tribune hotel.

Occhi che ricordano due laghi alpini nelle prime ore di una giornata di sole, pelle di porcellana, un sorriso radioso, mi viene incontro con il suo nuovo libro Dolci per Pigri. Alice è una bellissima donna con la passione per la pasticceria e la cucina che, dopo aver partecipato al talent show Bake Off Italia, ha aperto il suo blog I dolci di Alice. Collabora con riviste specializzate, siti web, ha imparato a fotografare e ama insegnare le basi della pasticceria per rendere quest'arte accessibile a tutti.

Alice, come nasce questo libro?

Sono sempre stata appassionata di cibo, è una tradizione di famiglia. La nostra era l'unica famiglia dove la sera volevamo tutti preparare la cena. Ho frequentato un corso professionale di pasticceria, ma, essendo timida, avevo delle remore a condividere la mia passione, ad esempio sui social. E' iniziato tutto con la mia partecipazione al programma Bake Off Italia e da lì ho cominciato ad usare i social, soprattutto Instagram. All'inizio le foto erano un disastro e così ho deciso di frequentare dei corsi appositi. Il libro è nato proprio grazie ai social, anche se non sono una che li usa tantissimo. A me piace fare il mio lavoro: cucinare, fare foto, pubblicarle, creare contenuti per le aziende, insegnare, fare show cooking. Quando ho iniziato ad usare i social volevo far vedere di essere brava , facevo cose complicate, con cinque preparazioni all'interno di ogni ricetta, per farmi notare, visto che non avevo iniziato dieci anni fa con la prima ondata del blogging. Ho iniziato quattro anni fa e volevo distinguermi. Poi ogni tanto, quando non sapevo cosa pubblicare, postavo ricette che per me erano di livello basso, ma che avevano un grandissimo successo. I lettori mi ringraziavano soprattutto perché erano veloci. Quindi mi sono liberata dalla remora di fare le cose troppo facili, perché mi sono accorta che la gente non ha tempo e non ha voglia di passare il poco tempo che ha in cucina. Ci sono, ovviamente, i super appassionati, ma io ho deciso di fare ricette da dieci minuti, rivolgendomi a un tipo di pubblico che vuole cucinare una cosa buona, che ti dia soddisfazione, senza dover trascorrere la giornata in cucina. Da questa realtà è nata l'idea del libro.

E' stata una tua idea?

L'idea in realtà è nata dal mio coautore, Paolo Mosca. E' stato lui a farmi vincere la mia timidezza innata. Abbiamo scelto Vallardi come casa editrice. Le ricette sono mie, ma senza di lui non lo avrei fatto.

Allora perché hanno così tanto successo le trasmissioni con grandi chef?

Le trasmissioni dei grandi chef diventano più una sorta di intrattenimento. Rilassano tantissimo. Ovviamente anche a me piace l'alta pasticceria e spesso ritorno a questa mia passione. Ma ho una formazione diversa alle spalle. Le persone spesso mi chiedono dove poter trovare alcuni ingredienti o come si fa a fare determinate operazioni. Per questo mi sono resa conto che semplificare era la scelta migliore.

Quanto sono utili in cucina robot costosi come il Bimby o il KitchenAid?

Il Bimby non lo uso. E' sicuramente molto valido, ma se lo usi per lavoro o se hai figli, per cui torni a casa tardi e devi fare altre faccende domestiche: in quel caso credo sia utilissimo. KitchenAid è una mia passione, ma lo uso soprattutto per lavoro.

Niente ingredienti esotici o attrezzi curiosi?

Ho impiegato molto a fare questo libro perché ho voluto usare ingredienti semplicissimi. A Milano trovo tutto al supermercato, ma ci sono donne che abitano in zone diverse e sono abituate a un tipo di cucina più tradizionale. Per questo ho voluto semplificare anche gli utensili. La cosa più complicata che trovi sono le fruste elettriche. Però fornisco sempre soluzioni alternative. Ad esempio, c'è un trucco per fare la panna montata senza le fruste elettriche: basta una bottiglia molto fredda, metti poca panna montata perché deve avere spazio, la agiti, magari al ritmo di una musica salsa, e fai la panna montata. Mi raccomando la bottiglia fredda perché se è calda fai il burro!

Nell'era di Google e delle ricette in rete, ha ancora senso la rivista o il libro di cucina?

Internet è utilissimo. Anche io faccio molte ricerche in rete. Però, secondo me, è bello comprare un libro perché ha una tematica ben definita. E' utile soprattutto perché ho già una raccolta selezionata di ricette. Risparmiando, anche in questo caso, il tempo che abbiamo sempre di meno.

Dopo il boom delle riviste di alta cucina, degli chef stellati che diventano star televisive, dei robot con le ricette incorporate che ti guidano passo passo e cucinano da soli, il futuro è un ritorno alla semplicità?

Vedere questi grandi chef che fanno ricette meravigliose, la trovo più una forma di intrattenimento. Loro propongono ricette difficili da replicare nella vita di tutti i giorni, anche perché mi sono resa conto che si danno per scontate delle cose che sono all'ordine del giorno per chi lavora nel settore da dieci anni, ma non lo sono per le persone che si occupano di altro. Non è scontato che tutti sappiano che la pasta frolla più la lavori peggio è perché sviluppi il glutine. A me piace insegnare pasticceria e tengo dei corsi amatoriali: insegno le basi come la frolla o il pandispagna. In questo libro il pandispagna non c'è, perché va montato almeno venti minuti: non è da pigri. Ci sono persone bravissime con una grandissima passione; io ho però preferito dedicarmi alle persone che vogliono cucinare ma non hanno tempo.

Se ti invitano a cena, ti chiedono un dolce?

Sì, ma anche io lavoro come tutti e non ho sempre qualcosa di pronto, anche solo una base di frolla o un pandispagna da farcire. A volte mi capita, perché è il mio lavoro, ma non accade sempre. Ecco perché questo libro contiene ricette eseguibili in quindici minuti effettivi, a cui aggiungere semplicemente il tempo in forno o in freezer. Sono ricette che uso anche io.

Interagendo con il tuo pubblico tramite i social, hai notato una grande richiesta di ricette vegani, ad esempio?

O è solo una moda del momento? Non so darti una risposta ben precisa. Io non seguo nessun regime dietetico particolare. Ci sono molte ricette per chi è intollerante al glutine e al lattosio. Però non è stata una strategia di marketing. Semplicemente mi sono resa conto che ci sono ricette buonissime che spesso sono senza glutine o lattosio. Ci sono anche molte ricette vegane, ma solo perché sono buone. Accanto alle singole ricette, trovi i simboli che indicano le caratteristiche della ricetta stessa.

Ingredienti particolari?

All'inizio del libro c'è una lista di ingredienti non convenzionali, ma che oggi si trovano in qualsiasi supermercato. C'è anche il burro di arachidi, ma perché è una mia passione e voglio sdoganarlo come ingrediente nelle ricette. Gli ingredienti più strani che uso sono il latte di cocco e l'avocado, che in molte ricette può sostituire il burro o la panna. L'avena, che fa benissimo ed è un ingrediente interessante da usare in pasticceria, e i semi di chia, che oggi trovi in qualunque supermercato, ed è un addensante naturale che può sostituire, in molti casi, la colla di pesce.

A New York hanno aperto il primo Nutella café. Che ne pensi di questa idea?

Secondo me è una figata pazzesca!

Molti bambini sono obesi. Diamo la colpa alle merendine?

Mia mamma, da bambina, mi dava senza problemi una merendina a scuola e io non sono cresciuta con problemi di sovrappeso. Facevo sport e l'alimentazione si curava in altri luoghi, non era un problema la merenda. A casa mia non ho nulla di preconfezionato, ma semplicemente perché non sono interessata all'acquisto di certi prodotti. Anche quando devo fare foto, mi dicono: ma perché non prendi, ad esempio, gli gnocchi già pronti, tanto è solo una foto. Non se ne accorge nessuno. A me, però, viene spontaneo farli a casa. Ma non demonizzo nulla. Sono invece contraria alle bibite gassate per i bambini, perché contengono troppo zucchero. Per il resto basta avere buon senso.

Il tuo libro ha una grafica vintage. Come mai hai questa passione per gli anni Cinquanta?

Ce l'ho da più di dieci anni. Alle superiori ho studiato storia della moda e quel periodo mi affascinava. Poi, quando sono andata per un periodo a vivere a Londra, ho conosciuto persone che vivevano come negli anni Cinquanta. Mi si è aperto un mondo, me ne sono innamorata e ho iniziato ad appassionarmi al ballo e alla musica di quel periodo, al make up, alle acconciature. Poi, tornata in Italia ho scoperto che anche qui c'erano persone simili che seguono questa corrente vintage e sono diventata una di loro. Ma al supermercato non vado vestita così.

Ricette per pigri di Alice Balossi, una raccolta di ricette da fare in quindici minuti, per la prima volta con...l'indicazione del livello di pigrizia.

Alessia de Antoniis

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