De Laurentiis E Le Occasioni Da Non Mancare

De Laurentiis E Le Occasioni Da Non Mancare

Restare al San Paolo per un retaggio del passato è davvero la scelta giusta?

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Ad Aurelio De Laurentiis vanno ascritti due meriti su tutti. Quello di aver preso il Napoli in C e averlo fatto giocare contro il Real Madrid, e quello di dire sempre ciò che pensa. Ecco, forse in questo secondo caso si sconfina nella esagerazione, ma tant'è. Vulcanico, si diceva una volta. Come Anconetani del Pisa o Luzzara della Cremonese, padri-padroni di un calcio che giace sotto terra ma che ci piaceva tanto. Oggi si urla e si schiamazza, e il buon Aurelio è sempre in prima fila.

L'ultima sparata è relativa al San Paolo, lo stadio dentro cui oltre che il bel gioco di Ancelotti, si dipana una questione di vecchia data sul suo presente ma soprattutto sul suo futuro. Quello dei padri-padroni è un pallone che non esiste più ed oggi fare e creare investimenti è alla base del progresso anche calcistico. Il Napoli avrebbe bisogno come il pane di nuovo impianto al posto del fatiscente involucro che raccontò le gesta di Maradona, e proprio questo pare il motivo per cui De Laurentiis non ceda. Eppure, la soluzione l'avrebbe davanti agli occhi: "Ci metterei due secondi a trovare un terreno e 18 mesi a fare lo stadio". Oddio, in un paese incapace di demolire un ponte crollato (Genova) seppur in settembre fosse stata data la parola, la vediamo dura quando si parla di cantieri. Ciò che rammarica è però l'apparenza di una possibilità così a portata di mano eppure non colta. Dietro alla giustificazione che li dentro ci giocava Diego e quindi non si può toccare nulla, immaginiamo ci sia altro. Non può essere questo a fermare il rinnovamento: l'attuale San Paolo porta nelle casse dei partenopei 17 milioni di euro, contro gli 87 complessivi dello Juventus Stadium. Se con quei fatturati vinceva pure lui, dice Aurelio, bisogna chiedersi perché la Juventus nona e decima per due campionati consecutivi, è arrivata, sette anni dopo, a comprare Cristiano Ronaldo. Non certo perché i milioni sono piovuti dal cielo, ma per uno strutturale rinnovo affidato  a persone giuste al posto giusto, al netto di qualche ombra sulla gestione del rapporto coi tifosi ben evidenziata dalla trasmissione Rai Report.

A Londra, est, il West Ham ha demolito il suo magico Upton Park per traslocare all'anonimo e dispersivo Olimpico: anche se, dentro il Boleyn Ground, aveva giocato pure Bobby Moore, capitano dell'unico mondiale inglese della storia. Prima gli attacchi ad Agnelli, poi l'accusa di pilotare il mercato lo scorso gennaio, la fuga dal sorteggio dei calendari che a suo dire penalizzavano il Napoli, i giornali che ce l'hanno con il sud e con la napoleanità: a De Laurentiis non ne sfugge una. Screditare e provare l'arma della provocazione spesso si rivela un boomerang: il Napoli bello, maturo e pronto a vincere dovrebbe farlo anche con un aplomb diverso e senza aver paura di buttare giù un impianto fatiscente e mai redditizio, seppur ci giocasse il miglior giocatore di sempre. A maggior ragione, se il terreno si trovasse in due secondi. 

Stefano Ravaglia 

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