NEL DERBY D’ITALIA DECIDE IL CONFRONTO TRA ASAMOAH E CANCELO

NEL DERBY D’ITALIA DECIDE IL CONFRONTO TRA ASAMOAH E CANCELO

Il meno famoso dei portoghesi della Juve, uomo chiave della partita con l'Inter e della stagione bianconera

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La Juventus vince e non fa più notizia. Quello che colpisce in questo “sliding doors” calcistico è la conferma delle scelte di mercato juventine che hanno invertito i ruoli tra Asamoah e Cancelo nel percorso tra Milano e Torino, a evidente vantaggio di quest’ultimo che ha risolto un match bloccato con una volata sulla fascia non presidiata a dovere dal ghanese.

TOP JUVE

João Cancelo

Il confronto con Asa, purtroppo, è impietoso. Sotto la cura Allegri il portoghese sta imparando a difendere con ordine e ad offendere con veemenza e fantasia, visto che detiene il primo posto per numero di dribbling riusciti del campionato. Detta il lancio a Matuidi, che lo pesca con precisione premiandone la volata su quella fascia lasciata libera proprio dal ghanese, e mette sul secondo palo un cross che Mario Mandžukić spedisce comodamente in rete di testa, nel ruolo di finalizzatore d’area che sta ritrovando. Negli ultimi, concitati minuti, rischia di fare un assist velenoso agli avversari, ma gli dei del calcio, questa volta, sono dalla sua parte.

Giorgio Chiellini

Forma straripante e crescita psicologica evidente. Una maturità in cui, ritrovando accanto Bonucci, compagno di mille battaglie, lascia la difesa senza imbarazzi per proporsi e proporre gioco. Conclude verso la porta e, recentemente, trova il gol con l’intensità agonistica rafforzata dalle sicurezze della Juve di quest’anno.

FLOP JUVE

Miralem Pjanić

Forse condizionato dall’ammonizione nei primi minuti, in calo di forma e sovrastato dalla crescita di Bentancour, vivacchia a centrocampo senza slanci, sbaglia molto e rischia di consegnare all’Inter la palla del pareggio. Sostituito da Allegri, non ricorderà certo questa prestazione. E nemmeno noi.

Paulo Dybala

Nel ruolo di “tuttocampista” coniato per lui da Allegri, non brilla né dietro le due punte, né in fase conclusiva. Ci prova di testa, di piede, con conclusioni che però non centrano mai lo specchio della porta. SI propone, detta il passaggio, fa ammonire un paio di avversari ai quali sfugge, però senza mai incidere, sbaglia tanti passaggi e, come il bosniaco, viene sostituito con Douglas Costa che apporta verve e corsa per i minuti finali.

Di Massimiliano Piccinno

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