UNA ROMA TIMIDA NON FERMA LA CORAZZATA JUVENTUS

Sedicesima vittoria su diciassette partite per l’armata bianconera guidata dal condottiero Mario Mandžukić che “passeggia” sulla squadra capitolina, ben oltre il risultato.

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Le avversarie gongolavano guardando il calendario che proponeva un dicembre terribile per la Juventus: Fiorentina, Inter, derby col Toro e Roma. Alla fine del filotto contiamo 12 punti e zero gol subiti. 49 punti sui 51 disponibili totali. Vantaggi numerici che non raccontano la siderale distanza con le avversarie. La Roma inconsistente di Di Francesco è stata annientata ben oltre il risultato, mantenuto sulla minima distanza grazie ad almeno 6 parate salva-partita e a diverse opinabili situazioni arbitrali che hanno calmierato la superiorità. Nzonzi, nervosissimo e già ammonito, andava espulso per diversi falli di frustrazione e c’è da discutere sui due goal annullati. La Roma è veramente poca cosa. Menzione a parte per Zaniolo che, disciplinato adeguatamente, può diventare un vero grande talento del calcio italiano per il futuro.

TOP JUVE

Mario Mandžukić

Segna contro tutte le presunte grandi. Segna sempre allo stesso modo ma non lo ferma nessuno. Recupera su tutti: pressa i difensori e ruba palla agli attaccanti. Allegri non ci rinuncia mai, speriamo sia definitivamente chiaro il perché. Questa è sicuramente la sua migliore stagione in bianconero. Abbiamo solo un problema con lui, dovuto al vocabolario. Abbiamo terminato gli aggettivi per osannarne le qualità. Condottiero.

Mattia De Sciglio

Allegri lo conosce come nessuno e ne ha protetto il recupero e la crescita, concedendogli la fiducia necessaria a farne crescere l’autostima. Lui risponde presente, con una prestazione degna di nota. La personalità c’è e, in assenza di Cuadrado e Cancelo, si assume le responsabilità del ruolo. Crossa la palla che Mario Mandžukić incorna alle spalle di Olsen, difende con ordine, chiude diagonali e copre con diligenza. La Roma non entra mai in area e questo è un merito anche suo. Pronto.

FLOP

Blaise Matuidi

Lo trovi sempre pronto nella sua zona. Corre sempre tanto ma quando, come ieri sera, la corsa non è supportata dalla lucidità, il risultato è una prestazione con molti errori e pochi guizzi. Si propone spesso in attacco ma conclude con tiri fuori equilibrio o con movimenti scoordinati che parlano della sua grande generosità ma, in questo momento, non supportata dalla forma. Poco lucido.

Miralem Pjanić

Stavolta Allegri non può non sostituirlo. L’irruenza di Zaniolo ne mortifica l’azione propositiva che deve partire dalla linea della difesa con Bonucci o dai piedi meno “educati” di Bentancur. La forma migliore non c’è e si vede. Si innervosisce e sbaglia molto. Ha bisogno di tirare il fiato e Allegri farà bene a disegnare un centrocampo senza di lui per gli impegni più abbordabili, a partire da Santo Stefano. Affaticato.

Di Massimiliano Piccinno

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