CESARE BATTISTI ESTRADATO IN ITALIA DOVE DOVRÁ SCONTARE DUE ERGASTOLI

CESARE BATTISTI ESTRADATO IN ITALIA DOVE DOVRÁ SCONTARE DUE ERGASTOLI

Plauso, quasi plebiscitario, per l’arresto in Bolivia e l'estradizione del terrorista a lungo sfuggito alla cattura. Con poche, censurabili eccezioni.

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Bastano le parole del magistrato Armando Spataro, intervistato da Open, per comprendere con chiarezza chi è e di cosa si è reso colpevole il terrorista arrestato in Bolivia, attualmente in viaggio verso il carcere romano, dove dovrebbe scontare due ergastoli. “Cesare Battisti era ed è uno dei peggiori criminali in circolazione. Autore di quattro omicidi, ha iniziato la sua storia criminale come delinquente comune, politicizzatosi in carcere e, successivamente, aderendo ai PAC (proletari armati per il comunismo), movimento della galassia terroristica dell’estrema sinistra. Il suo coinvolgimento e la sua importanza in questo movimento emersero già nel 1979, con un’irruzione in un covo dei PAC, nel corso della quale fu arrestato e posto sotto attenzione.”

Passato per vari arresti, estradizioni mancate o tardive, fughe, coperture e, addirittura, per l’asilo politico concessogli da Lula, ha vissuto tra episodi da romanzo che ne hanno segnato la latitanza, fino alla promessa, mantenuta, di estradizione del governo Bolsonaro. “Forse non serviva un governo forte e sovranista per procederne all’arresto e all’estradizione. Bastava un governo che applicasse la legge e rispettasse gli accordi internazionali. Non li ha rispettati il Brasile, ma neanche la Francia, Paesi che, in diversi episodi, hanno consentito la fuga di Battisti. Le convenzioni internazionali vanno applicate e non possono essere legate al colore politico di chi governa”.

Spataro dichiara poi che parlare di quegli anni di piombo è difficile, ma bisogna farlo perché vanno spiegati, soprattutto ai giovani. Si possono sintetizzare con una frase di Marco Alessandrini (attuale sindaco di Pescara e figlio di Emilio, ucciso nel 1979) che, intervistato da Gian Antonio Stella, dichiarava di non essere ancora riuscito a somatizzare quanto accaduto, ma di non riuscire a sopportare l’idea che suo padre fu ucciso da dei cretini. È da cretini la semplice idea di poter pensare di rovesciare lo stato attraverso l’imposizione di una dittatura del proletariato, perpetrando omicidi nella società civilmente costituita. È da cretini alimentare con azioni criminali quel clima politicamente distorto che fece maturare, in una fascia marginale e minima del popolo, l’utopia di destituire, con la violenza, lo stato democratico. Tutto questo fa di questi terroristi non già gli eroi civili dell’estrema sinistra ma, semplicemente, dei cretini criminali.

In questo senso va inquadrata l’opera terroristica di Battisti che ha sempre negato la responsabilità dei quattro omicidi per i quali è stato condannato a due ergastoli, costituendosi, in certi ambienti di sinistra, la fama di perseguitato dai “tribunali speciali italiani”. I sedicenti intellettuali francesi, ad esempio, lo hanno accolto da martire, consentendogli una vita agiata, arrivando a fargli pubblicare quattro romanzi.

Bisogna ricordare che Battisti è accusato di aver preso parte all'omicidio di Antonio Santoro e ad altri tre omicidi: quello di Pierluigi Torregiani, a Milano, per il quale è stato condannato come mandante ed ideatore, e quello di Lino Sabbadin a Mestre, per il quale ha fornito copertura armata. Battisti è accusato di essere anche l'esecutore dell'omicidio di Andrea Campagna, agente della Digos di Milano, ucciso nel 1978. Non ha mia fatto ammenda o autocritica, arrivando a definire il magistrato Corrado Carnevali “il capo dei torturatori della procura di Milano”. Non è un fantasma, è un assassino, è bene ricordarlo al signor Vauro Senesi, che non ha perso occasione per sminuirne le azioni criminose, non ritenendo di doversi scusare con le famiglie delle vittime e, come riporta Il Giornale, di fare un passo indietro rispetto alla sua firma sull'appello per Cesare Battisti del 2004. E non è uno trofeo di Salvini, uno strumento di distrazione di massa o di propaganda del governo, come sostenuto dai signori, Ferrero e Caruso e dal signor Ferrando, portavoce del partito comunista dei lavoratori che, secondo l’Huffington Post, arriva ad invocare l’amnistia per questo assassino. Se non si può e non si deve accettare la pena di morte come risposta dello Stato ai più efferati delitti, non si possono parimenti giustificare con il pretesto delle ideologie politiche, alla base della loro lotta eversiva, gli omicidi commessi da questi criminali cretini. Battisti deve pagare per le sue colpe. E, magari, dovrebbe avere un atteggiamento meno spavaldo e spocchioso. Se fosse stato un guerriero eversivo non sarebbe vilmente sfuggito per anni agli arresti. Purtroppo per lui è solo un criminale. Cretino, per giunta.

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