Coppa Italia Roma Virtus Entella

Coppa Italia Roma Virtus Entella

La Roma vince, in piena, pienissima emergenza, con un'infermieria stracolma e tanta fantasia

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Fonte immagine Emanuele Gambino


E' la partita di Coppa Italia, quella partita che la Roma da un po' di tempo ha difficoltà ad affrontare.

Stasera c'è la Virtus Entella a giocarsela, una squadra che senza troppe pretese ma che con grande grinta, ha battuto il Genoa e si è ritrovata all'Olimpico contro una Roma in discreta emergenza.

Fuori Manolas,De Rossi, Florenzi, Zaniolo e Dzeko, dentro Kolarov e Karsdorp in difesa ed il ritorno di Pellegrini e Pastore a centrocampo, out anche Perotti per un risentimento muscolare all'ultimo minuto, al suo posto Kluivert.

Nemmeno il tempo di fischiare il calcio d'inizio che dalla destra sbuca la falcata di Under che mette in mezzo un cross per Schick che di tacco buca la porta.

Gli uomini di Boscaglia rimangono per un attimo storditi cercando di recuperare terreno e chiudere i varchi all'attacco giallorosso.

L'1-0 mette in moto una Roma abbastanza propositiva, ma i giovani ragazzi dell'Entella non mollano la presa contenendo il gioco avversario e sfruttando le ripartenze; ottima la prova di Mota ed interessanti le invettive di Nizzetto che per buoni venti minuti addormentano la Roma; nemmeno una punizione al limite dedll'area però, provocata da un fallo di Marcano, scalfisce il portiere giallorosso che para con sicurezza in due tempi, punizione battuta proprio da Nizzetto e respinta dal portiere sui piedi di Eramo che prova l'estremo tocco verso la porta senza successo.

Gli uomini di Di Francesco sembrano voler più gestire questo match che chiuderlo subito, si portano spesso in area biancoceleste ma è con macchinosità che tentano di centrare lo specchio della porta, Under e Kluivert mancano di profondità, le incursioni laterali senza i titolari faticano a prendere il volo ed il gioco si concentra più a centrocampo aggirando l'ostacolo che prendendo di petto gli ospiti, l'Entella dispone una difesa alta e la Roma subisce un po' troppo le marcature a uomo che Boscaglia schiera sulle fasce.

Marcano, subentrato a Juan Jesus, infortunatosi quasi subito riesce a svicolare tra le trame chiavaresi,il gol che realizza viene però annullato per fuorigioco.

Il cronometro scorre e seppur in vantaggio di un gol, a mancare sembra il mordente, troppo fraseggio, ed infinitesimale l'affiatamento tra i giocatori: Karsdorp seppur mostrando grande impegno e fisicità, non riesce ad entrare in partita mettendo spesso in difficoltà anche un Under fin troppo nervoso.

A fare la spola tra difesa ed attacco il solito Kolarov che prova ad allungare in porta palloni eccessivamente inefficaci, spinge, incita e attacca, ma le spalle a cui appoggiarsi sono decisamente troppo deboli per prendere spunti e chiudere azioni, a fine partita il tecnico ne tesserà le lodi, un esempio da seguire per i compagni e per i giovani che si affacciano in prima squadra, il primo ad arrivare e l'ultimo ad uscire in allenamento, una garanzia.

Molto più pulito il gioco dell'Entella che con Caturano e Mota riescono spesso a sgusciare tra l'immobilismo di Fazio-incredibilmente trasfigurato- e la ruggine di un Karsdorp che nei primi minuti sembrava dare segni di vitalità, per poi muoversi a corrente alternata, troppo poco per poter giudicare un giocatore e stabilirne il vero valore in campo.

Il gol del 2 a zero arriva sullo scadere del primo tempo, da una punizione concessa alla Roma e trasformata in un'azione che alla fine vede in Marcano il protagonista della sassata alle spalle di Paroni, una mezza soddisfazione visti gli sguardi di riprovero che il portiere svedese gli ha lanciato ad ogni pericoloso retropassaggio, troppo poco coraggio, urge un'iniezione di fiducia tre volte al dì.


Una Roma annoiata, assonnata e poco concreta, il primo tempo di Roma Entella regala di bello solo il passivo, qualche sprazzo, qualche giocata individuale, ma si storce sempre un po' il naso, un motore ingolfato che cammina ma non corre.

Il Mister vede la luce in fondo al tunnel, parla di gruppo e compattezza, in allenamento sicuramente, in pubblico sarebbe cosa buona e giusta renderlo davvero palese...insomma, si vorrebbe vedere una squadra che nello stesso momento in cui conquista un pallone, possa dare la certezza che riesca a farlo suo e portarlo fino in porta, o almeno in prossimità...


La seconda frazione di gioco sembra ricalcare quella del primo tempo, fischio dell'Arbitro e Roma in gol ancora con Schick, un 3-0 che sembra mettere al riparo da possibili rimonte, ma l'Entella non molla la presa e seppur con timidezza si propone spesso nell'area giallorossa, l'ingresso in campo del centrocampista Icardi rende ancora più spinoso l'attacco dell'Entella che buca nuovamente i pali di Olsen con una bella involata di Mancosu che non si accorge però del fuorigioco.

Anche in difesa, nonostante le reti, l'Entella dimostra di aver qualcosa da dire e proprio la tenacia della formazione ligure ha regalato una prestazione di tutto rispetto, e la tenuta del portiere Andrea Paroni evidenzia in modo abbastanza netto come questa squadra sia riuscita a scavalcare le precedenti avversarie, arrivando a giocarsela con la Roma.

Altra categoria ed altro passo, rientri eccellenti ma che fino ad ora non hanno reso quanto si sperava, il secondo tempo rallegra le ceneri del primo, ma non fuga dubbi ed incertezze di una Roma che fatica con i titolari e che può guardare alle seconde linee con un occhio mezzo chiuso.

In questa Roma un po' atipica c'è un punto abbastanza oscuro, la mancanza di una linea vera e propria, come ad inizio campionato le azioni partono dai singoli e lasciano poco intendere quale sia lo schema adottato.

Il 4-0 è opera di un cross di Kluivert per Pastore che coglie per l'appunto lo spunto dell' olandese e la insacca alle spalle dell'estremo difensore.

Entra Zaniolo per Under, giusto per ridare qualche minuto anche alle gambe dell'ex Inter e risparmiare le energie del turco che, con molta probabilità, verrà schierato anche sabato in campionato contro il Torino di Mazzarri.

Certo, la vittoria contro la Virtus Entella era un abbiettivo imprescindibile, ma non così scontato come sembrerebbe, il recente passato ci racconta storie piuttosto dolorose anche contro piccole, piccolissime realtà ed i giovani di spicco in giro per l'Italia avrebbero potuto mettere i bastoni tra le ruote anche a questa Roma, già vessata da critiche e brutte figure rimediate per l'appunto proprio contro squadre piuttosto modeste.

La partita di Schick, la partita di Pastore, forse un riscatto per entrambi, l'uno in odore di rivalsa, l'altro alla ricerca di se stesso, in gol entrambi una crescita che fa ben sperare ma che davvero, non riesce a sembrare una conferma.

Il Flaco in realtà è un giocatore atipico per il nostro calcio, come dirà il Mister, una qualità che alla Roma manca, siamo fiduciosi, ma sempre fino ad un certo punto.

La Roma ha avuto però il merito di esaltare i suoi pupilli, -vedi anche l'esordio di Alessio Riccardi- e oscurare quelli degli altri, primo fra tutti il giovane Icardi che, cresciuto nel vivaio romanista accanto a Lorenzo Pellegrini ed ex compagno di squadra del fresco talento Zaniolo, avrebbe potuto creare non pochi problemi.

E' di questi giocatori che il calcio italiano ha bisogno, voglia, tattica e grande impegno, senza cercare troppo lontano dalle radici di un calcio che per anni ha fatto scuola in tutto il mondo.

La prossima di Coppa Italia sarà a Firenze contro la Fiorentina, ora, si fa sul serio.



Laura Tarani

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