Gigi Di Luca

Gigi Di Luca

Una città come Napoli riconosce ed esprime nell’arte la propria identità e si rigenera attraverso varie forme culturali, frutto di contaminazioni diverse, essendo stata in passato lo snodo di linguaggi differenti provenienti da tanti popoli.

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Dal 5 al 30 marzo si terrà a Dijon, la XIII edizione di Italianart, importante festival multidisciplinare italiano in Francia. Italianart, promosso dal Consolato Generale d’Italia a Parigi e dalla Region Bourgogne Franche-Comtè, ospiterà quest’anno Transiti Sonori, una nuova rassegna organizzata dalla cooperativa La Bazzarra realizzata grazie al contributo della SIAE (progetto S’i marzol marzolumina – Copia privata per i giovani, per la cultura) ed al sostegno del MIBAC.

La rassegna Transiti Sonori, ideata e diretta dal regista partenopeo Gigi Di Luca, porta in Francia quattro progetti differenti che rappresentano al meglio un significativo spaccato della musica contemporanea del Mezzogiorno. Si inizia con le tammorre del percussionista campano Luca Rossi, autore del brano”Sole del Sud”, colonna sonora del medio-metraggio “Il Volo” diretto da Wim Wenders, in scena venerdì 15 marzo alla Brasserie République. 

Si prosegue con il Dea Trio- combo jazz vesuviano guidato dal pianista Andrea Rea, con Daniele Sorrentino al contrabbasso e Elio Coppola alla batteria, autori per Itinera dell’album “Secret Love” - sabato 16 marzo a Le Trinidad. Il progessive-ethereal-neofolk dei napoletani Corde Oblique si esibirà invece venerdì 29 marzo alla Brasserie République. Infine, i siciliani Domo Emigrantes presentano sabato 30 marzo al Théâtre des Feuillants il loro ultimo album Aquai, frutto di un progetto con Musicamorfosi premiato dalla SIAE per la categoria Nuove Opere.

Gigi Di Luca a breve prenderà il via questa tredicesima edizione di Italiart, quali sono le novità rispetto alle precedenti edizioni?

In realtà La Bazzarra partecipa al Festival come partnership con la sezione Transiti Sonori e non come organizzazione, in quanto il Festival Italiart esiste già da 13 anni, per cui non siamo a conoscenza di eventuali novità. Attraverso la rassegna Transiti Sonori, di cui io sono il direttore artistico, promuoviamo la musica di giovani gruppi italiani all’estero, dandogli visibilità con il sostegno di SIAE e MIBAC, in quanto vincitori del bando Sillumina – Live nazionali ed internazionali. Al Festival saranno presenti il percussionista Luca Rossi, il Dea Trio, il gruppo Corde Oblique ed i siciliani Domo Emigrantes.

Come hai scelto questi artisti?

Ho scelto in primo luogo artisti che corrispondessero ai criteri del bando e quindi di età inferiore per la maggioranza ai 35 anni, e poi che rappresentassero la musica campana del sud Italia ma con percorsi di ricerca musicale differenti. Luca Rossi è autore ed interprete di musica folk campana specializzato nelle percussioni. Andrea Rea con il suo trio, nasce dalla musica jazz, per poi passare attraverso esplorazioni e contaminazioni mediterranee ad uno stile originale e più contemporaneo. Il gruppo Corde Oblique, invece, ha intrapreso un percorso di ricerca partendo dalla musica folk - acustica, per evolvere in creazioni dalle atmosfere suggestive tra passato e presente. Infine i Domo Emigrantes hanno arricchito il loro cammino musicale, con elementi etnici e mediterranei, arrangiamenti originali ed innovativi. Anche i luoghi previsti per le esibizioni sono diversi a seconda dello stile e dell’identità musicale di ognuno, per cui alcuni si esibiscono in brasserie ed altri in teatro.

Tre artisti su quattro sono campani, terra definita da tanti un “teatro a cielo aperto” per il suo folklore. In generale come vedi il panorama musicale campano, mi riferisco in particolar modo agli emergenti...

Il grande e continuo fermento della scena musicale campana, dimostra la voglia e la necessità di rinnovamento nella ricerca di una propria identità. I giovani talenti si misurano con diversi generi musicali senza tralasciare però la grande eredità culturale ed artistica che il panorama musicale campano ci ha lasciato. Una città come Napoli riconosce ed esprime nell’arte la propria identità e si rigenera attraverso varie forme culturali, frutto di contaminazioni diverse, essendo stata in passato lo snodo di linguaggi differenti provenienti da tanti popoli. Oggi è come se tutto questo mondo sommerso esplodesse improvvisamente invadendo la sfera creativa di chiunque si voglia confrontare con l’esplorazione di nuovi scenari musicali.

Quali difficoltà si incontrano nell'organizzazione di un festival e quanto è importante il supporto delle Istituzioni?

La maggiore difficoltà che incontro è quella di dare continuità e garantire un’alta qualità delle proposte artistiche. Il Festival Ethnos è nato nel 1995 ed ha conquistato negli anni la fiducia in un pubblico attento che segue e partecipa a tutti i concerti. Come direttore artistico, sono alla continua ricerca musicale etnica di proposte nuove e ricercate, durante i miei viaggi in giro per il mondo e anche tramite il confronto con altri direttori artistici. È grazie a questo incessante lavoro di esplorazione musicale che il Festival Ethnos, si è affermato ed è considerato di grande prestigio. Nel 2018 ne sono stato rappresentante in Marocco, a Capo Verde e in Canada. Oltre alla ricerca ed al coinvolgimento di artisti è un progetto che richiede una grande organizzazione, per la quale a volte si riscontrano difficoltà nei tempi di realizzazione a causa dei ritardi nei finanziamenti . Il supporto delle istituzioni è fondamentale, proprio per far si che si tenga alto il livello di qualità e non si sfoci nel comune genere commerciale. Da anni godiamo del sostegno della Regione Campania che è l'ente finanziatore e del Comune di San Giorgio che è l'ente organizzatore. Diversi enti pubblici ci chiedono frequentemente la realizzazione di progetti culturali innovativi che valorizzino il territorio con attività che uniscano luoghi e tradizione. Un Festival, può diventare un forte attrattore di economia e turismo, ciò è avvenuto con il Festival Ethnos, con il Divino Jazz, giunto alla XIV edizione e ultimamente con il progetto Devozioni, realizzato a Torre del Greco, in occasione della canonizzazione del Beato Vincenzo Romano, che ha richiamato un folto pubblico

Dal 1991 sei direttore artistico della cooperativa La Bazzarra oltre ad occuparti di progetti artistici nelle scuole ed essere consulente musicale per diverse manifestazioni. Un tassello che vorresti aggiungere?

Più che consulente, sono stato ideatore di progetti e direttore artistico di diverse iniziative, creando percorsi culturali innovativi, con la realizzazione nel 1991 di una Scuola di Teatro, il coinvolgimento di artisti di strada per la prima volta a Torre del Greco, e la creazione di Festival di successo. Inoltre da diversi anni coltivo e proseguo la mia attività come regista. Il mio ultimo lavoro è uno spettacolo su Frida Khalo, con Pamela Villoresi, in scena al Mercadante dal 31 gennaio al 10 febbraio, registrando il sold out per tutte le repliche. La mia visione artistica è di un intreccio ideale tra cultura teatrale e musica che attraverso lo spettacolo abbia un riverbero sulla società attuale. Il tassello che mi manca è senz'altro uno spazio permanente, come per esempio un teatro, che mi permetta di continuare la mia attività ininterrottamente. Nel 2018 La Bazzarra ha vinto diversi bandi con SIAE, NUOVOIMAIE, MIBAC, per i quali sono stati organizzati laboratori con i giovani che ci vedono impegnati soltanto per un periodo dell'anno non avendo a disposizione sedi diverse da quelle previste per il tempo determinato. Mi piacerebbe avere a disposizione uno spazio culturale comunale dove radicare e dare continuità alle varie attività di cui mi occupo.

Sara Grillo


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