People 2 March

Piu di 200.000 persone in piazza a Milano per dire no al razzismo e ad ogni forma di discriminazione

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È partita alle ore 14 di sabato 2 marzo la manifestazione antirazzista dal titolo “People – Prima le Persone”, indetta da 30 associazioni, compresi Arci e sindacati, per dire no alla “politica della paura” portata avanti dal governo giallo-verde. Si tratta di una grande iniziativa pubblica che guarda ad un mondo che metta al centro le persone. La cultura della discriminazione, secondo gli organizzatori dell'evento, viene sistematicamente perseguita per alimentare l'odio, per creare cittadini e cittadine di serie A e di serie B e per distogliere l'attenzione dai reali problemi del paese come la diseguaglianza, lo sfruttamento, la condizione di precarietà.

Sono state più di 200.000 le persone che hanno accolto l'invito delle associazioni e da via Palestro, angolo corso Venezia, sono arrivate, cantando e ballando, in piazza Duomo dove la festa si è conclusa con il dj set dell'artista italo-nigeriano Simon Samaki Osagie

Presenti molti personaggi legati al mondo dello spettacolo tra cui: Malika Ayane, Lella Costa, Giobbe Covatta, Claudio Bisio e Ornella Vanoni.. e alla realtà politica di centro sinistra come l'ex Presidente della Camera Laura Boldrini e due dei tre candidati alla segreteria del PD: Maurizio Martina e Nicola Zingaretti ( le primarie tenutesi il giorno successivo hanno visto trionfare il governatore della regione Lazio con il 68% delle preferenze ndr).

Pierfranceco Majorino, Assessore alle politiche sociali del Comune di Milano e promotore dell'iniziativa, ha dichiarato: “Questa è l'Italia che dice basta, siamo più di 200 mila! La testa di People 2 March sta entrando in Corso Matteotti mentre l’ultimo spezzone riesce a partire solo adesso da Porta Venezia”. Ha poi lanciato una sfida social al Ministro degli interni con l'hashtag #SalviniContaci.

“In un momento di grande cambiamento, è questa la nostra visione di Italia- ha aggiunto il primo cittadino milanese Beppe Sala - ci troviamo a uno spartiacque e dobbiamo decidere che tipo di paese vogliamo essere”.

Tra le associazioni partecipanti anche le Ong impegnate nei salvataggi in mare, una di queste ha sfilato su un carro forma di barcone, e alcune realtà attive nella lotta alle discriminazioni di genere e al disegno di legge Pillon.


Adriana Fenzi




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