Quando Va In Scena Il Pregiudizio

Successo al Teatro Due di Roma per la grottesca commedia all’italiana “Ha detto mamma”, firmata e interpretata da Valeria Romanelli e Erica Zambelli, che ha fatto ridere e riflettere su temi attuali e controversi

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“Il nostro spettacolo si basa sulla spontaneità e sul provare effettivamente dentro di noi le cose che recitiamo” così hanno dichiarato le due autrici e interpreti Valeria Romanelli e Erica Zambelli dello spettacolo “Ha detto mamma” alla fine della loro tappa romana al Teatro Due dove per due sere si è registrato un ottimo successo di pubblico.

Effettivamente, sul palco le due attrici non si sono risparmiate facendo sfoggio di un’immedesimazione notevole con i loro personaggi pur essendo un ruolo non facile diviso fra aspetti comici e drammatici. Infatti, la coppia gay protagonista della storia si trova a interpretare diverse sfaccettature dell’animo umano che vanno dalle fobie alla intolleranza fino alla pazzia nel momento in cui il loro desiderio di maternità, realizzato con un intervento di inseminazione artificiale, da come frutto un bambino di colore. Naturalmente si tratta di caratteri instabili segnati anche da traumi infantili su cui il pregiudizio fa una presa tanto enorme che le convince di essere vittime di un complotto omofobo. Ecco che allora entra in scena l’avvocato che dovrà difendere la loro causa magistralmente interpretato da Giada Lorusso che è riuscita a rendere il cinismo che può mostrare un professionista ma anche la debolezza che può avere una donna quando gli è stata negata la possibilità di diventare mamma. Sarà lei, infatti, che tenterà di dare alle protagoniste una maggiore consapevolezza sul vero senso di maternità più che l’assistente sociale, alias l’attore Piero Grant, che, con le sue insicurezze, sembra aggiungere alla storia un altro elemento di fragilità del genere umano.

Il bello di questa black commedy è proprio che i caratteri che ne fanno parte sembrano scatole cinesi pronti a rivelare sempre qualche elemento in più della loro indole quasi a volere indurre il pubblico ad una riflessione sulle nostre diversità che, a volte, ci rendono così simili agli altri. E il colpo di scena finale che nessuno si aspetta dimostra che la storia non è di quelle scontate ma piuttosto l’ulteriore dimostrazione di quanto la diversità possa fare paura e come nella vita tutto può rivelarsi relativo considerato che alcune realtà possono esistere solo nella nostra testa.

La grottesca commedia all’italiana si è avvalsa della regia di Fabio Romanelli bravissimo a esaltare ancora di più quella naturalezza di chi ha scritto quel testo sapendo di doverlo interpretare. E se dopo gli applausi finali gli spettatori esitavano a lasciare le poltrone del Teatro Due è perché forse volevano sapere ancora di più sull’evoluzione della vita di quei personaggi nel segno di una tragedia avvenuta proprio come ci raccontano e ci abituano le pagine di cronaca di oggi.

                                                                                        Rosario Schibeci 

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