Larèt

Larèt

Credo di aver appreso, più che la gestione dell'emozione, la comprensione profonda di ciò che voglio comunicare, del mio messaggio mentre canto, in modo di poterlo canalizzare... forse!

406
stampa articolo Scarica pdf

Valentina Rettaroli è una giovane cantautrice romana vincitrice del contest organizzato da Metropolitan Magazine Italia. Con lo pseudonimo Larèt si sta affacciando al panorama musicale emergente con il singolo “Quello che volevo (non sei te)”, un brano che si rifà alla scena britannica degli anni Duemila, con particolare attenzione per Amy Winehouse.

Larèt benvenuta su Unfolding Roma, sei vincitrice del contest realizzato da Metropolitan Magazine Italia raccontaci questa esperienza…

La vittoria al contest è arrivata in modo del tutto inaspettato! Gli artisti che hanno partecipato assieme a me erano tutti molto molto validi, questo ha reso l'esperienza ancor più stimolante! Ho avuto il piacere di notare che l'atmosfera non era affatto competitiva ma anzi c'è stato tanto supporto fra di noi!

Sei laureata in recitazione, l’aver impaurato a gestire le emozioni aiuta quando ci si trova su di un palco?

Ma avrò davvero imparato? Studiare recitazione in modo approfondito non è affatto, ahimè, un canale per imparare a gestire le emozioni, anzi! La Recitazione le amplifica e le fa esplodere, è un lavoro di ricerca su se stessi che non termina mai! Ciò che credo di aver appreso, più che la gestione dell'emozione, è la comprensione profonda di ciò che voglio comunicare, del mio messaggio mentre canto, in modo di poterlo canalizzare... forse!

Quello che volevo (non sei te)” è il tuo primo inedito: canti di un legame che non si vede ma si sente ma si palesa fortemente il cambiamento nel momento in cui volti pagina. Un amore che sembra più un ossessione, è così?

Alcuni legami nascono effettivamente sulla base del bisogno, dell'urgenza, e non del desiderio. Sì, in questo brano parlo di un falso amore, di una ossessione in effetti. Del resto quando l'altro fa da specchio alle proprie insicurezze è molto dura che ci si innamori in modo sano.

Cosa si aspetta Valentina da questo primo singolo?

In realtà, non ho molte aspettative, ogni piccolo traguardo sarà vissuto con tanta gratitudine! Sono già così felice che sia diventato "vero", non più solo sognato, ascoltato dentro la testa! Spero possa arrivare al cuore di chi ha vissuto legami non puliti, per dare coraggio e speranza.

Il brano anticipa il tuo ep previsto per la fine del 2019, ci dai qualche anticipazione? Come ti stai preparando a questo debutto discografico?

L'EP in uscita è il coronamento di un piccolo sogno, un viaggio in cui mi hanno accompagnata artisti splendidi a cui devo molto. Il primo fra tutti, Daniele De Seta, chitarrista fenomenale ed inestimabile amico, mi ha realmente tenuta per mano durante tutto il processo di creazione e scrittura dei miei brani, dandomi fiducia e coraggio per espormi. E questo è ciò che rappresenta per me questo ep: una maschera che ho tolto, finalmente, dandomi la possibilità di espormi. Conterrà 6 brani, tutti fortemente autobiografici, legati a temi a cui tengo moltissimo. Un viaggio all'interno di me stessa e del mio mondo!

Ti sei avvicinata alla musica per gioco grazie ad un microfono ricevuto in regalo a quattro anni, ma quando hai capito di voler provare ad entrare nel mondo discografico?

La passione per il canto in effetti è nata davvero in tenerissima età, ricordo cassette registrate che portavano l'etichetta con su scritto "1993"! Anche il desiderio di volerne fare un mestiere è davvero molto antico. Credo, in effetti, di non aver mai voluto fare altro!

Come vedi in generale l’attuale panorama musicale?

Penso che sarebbe bello se venisse concesso un po' di spazio in più a tante nuove proposte che spesso vivono la frustrazione del non riuscire mai a concretizzare il loro impegno. C'è tanta bellezza, sarebbe bello poterla diffondere!

Un disco del passato ed uno del presente dal quale non riesci a separarti?

Al momento non mi tolgo dalla testa il bellissimo lavoro di Gnut, Hear my voice. Un artista strepitoso che ha confezionato tante tante perle musicali, lo ascolto sempre volentieri. Nel passato, invece, mi viene subito al cuore e ai pensieri il disco di Tracy Chapman, un disco che si chiama proprio come lei e che uscì nel 1988. Era di mia madre ma io l’ho divorato!

Sara Grillo

© Riproduzione riservata