Retrospettiva Di Robert Mapplethorpe Al Madre

Retrospettiva Di Robert Mapplethorpe Al Madre

Il museo partenopeo registra un ottimo riscontro con “Coreografia per una mostra”, l’evento dedicato a uno dei più grandi fotografi del XX secolo in questi giorni protagonista anche a Roma alla Galleria Corsini con l’esposizione “L’obiettivo sensibile”

221
stampa articolo Scarica pdf

Il Madre, Museo d'arte contemporanea Donnaregina, ubicato nello storico Palazzo Donnaregina, in via Luigi Settembrini a Napoli, si laurea a pieni titoli per essere uno dei luoghi d’arte più interessanti del panorama partenopeo non solo per la collazione permanente ma anche per le continue esposizioni a respiro internazionale. Proprio come quella in programma in questi giorni su Robert Mapplethorpe che con il titolo Coreografia per una mostra / Choreography for an Exhibition si concentra in modo inedito sull’intima matrice performativa della pratica fotografica di uno dei più grandi fotografi del XX secolo, sviluppata, confrontando l’azione del “fotografare” in studio e il “performare” sulla scena.

Nato a New York nel 1946, Mapplethorpe si forma in quegli anni di proteste contro la guerra nel Vietnam e di movimenti per i diritti civili e di autocoscienza femminista e omosessuale. Dal 1973, anno in cui si tiene la sua prima mostra personale, “Polaroids”, alla Light Gallery di New York, il successo del fotografo è in continua ascesa conquistando i musei delle più importanti città americane ed europee. L’artista, che ci ha lasciato nel 1989, ha privilegiato l’universo del nudo, del sadomaso, ma è stato anche un grande maestro per il suo studio sulle nature morte le simmetrie e i paesaggi alla statuaria classica.

Al Madre la “coreografia” espositiva, curata da Laura Valente, Andrea Vilianisi, si articola in tre sezioni fra loro connesse. All’inizio un’Ouverture, nella sala d’ingresso e nelle due sale attigue, che ridisegnano lo spazio-tempo del museo infondendogli un’ispirazione teatrale, tesa nel gioco di sguardi fra le due “muse” mapplethorpiane, femminile e maschile, Patti Smith e Samuel Wagstaff Jr. A seguire, nelle cinque sale iniziali e nelle sei sale finali, si può ammirare un vero carosello di immagini che riproducono ballerini, atleti, body-builders, modelle e modelli ritratti dall’artista nella loro piena performatività.

Molto interessante, anche per avere un affresco collettivo della società newyorkese e del jet-set internazionale fra gli anni Settanta e Ottanta, l’esposizione dei tanti ritratti che testimoniano la vita, gli affetti, le amicizie, gli incontri e le commissioni di Mapplethorpe mescolando dimensione pubblica e privata. Tra i vari personaggi troviamo John Mc Kendry, Arnold Schwarzenegger, Carolina Herrera, Francesca Thyssen, Louise Bourgeois, Andy Warhol, Lucio Amelio, Susan Sontag, Norman Mailer. Completano la mostra l’(Un)Dressing Room, un vero camerino allestito, dove i performer si scaldano prima dell’esibizione, che ospita alcune immagini che ci introducono nella dinamica dello studio dell’artista, e la X(Dark) Room (vietata ai minori), in cui sono esposte le opere più “segrete ed estreme” a soggetto erotico, fra cui una selezione del famoso Portfolio X.

Robert Mapplethorpe, fino al 30 giugno 2019 è protagonista anche a Roma alla Galleria Corsini con la mostra “L’obiettivo sensibile” con 45 opere che, nel contesto di una quadreria settecentesca, offrono un viaggio fra arte classica e mondo contemporaneo. 

                                                                                                     Rosario Schibeci 

© Riproduzione riservata