WHITEY BROWNIE

WHITEY BROWNIE

Il gruppo Whitey Brownie esce con l’album ‘Another Pink’, mescolando diversi generi musicali. Intervista di Michela Di Mattia

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Alessandro ci racconti un po’ la storia del tuo gruppo e il tipo di musica che suonate?

Faccio parte dei Whitey Brownie, un trio laziale. Io Alessandro Trani suono la batteria, poi Alessandro Pollio suona le tastiere e Micol Touadi è la cantante. Il progetto nasce originariamente nel 2015, dalla voglia di suonare il jazz in modo convenzionale perché eravamo abituati a suonare per lavoro. Con il tempo abbiamo sviluppato l’esigenza che questo progetto fosse un po’ più libero e che ci permettesse di esprimerci pienamente. Abbiamo così contaminato il jazz con altri elementi come l’hip hop, anche c’è voluto un po’ di tempo. Io suonavo brani jazz riarrangiati, brani hip hop e nel 2017 nasce la formazione attuale, quella a cui facciamo riferimento. Abbiamo iniziato a lavorare con l’etichetta ‘Rest in Press’ che nel frattempo ci aveva contattato dopo aver ascoltato i nostri primi singoli e a comporre e suonare per questo EP, uscito a dicembre scorso.

E perché questo nome al vostro gruppo?

È un gioco di parole, per il fatto di essere europei, che suonano black music, siamo bianchi tranne Micol, quindi il bianco e il marroncino, il mulatto, il nero, ma soprattutto giochiamo sul fatto che il brownie sia un dolce praticamente americano e afro americano. Quindi la musica che a noi piace è cicciotta un po’ come il groove che caratterizza questo tipo di sound. Ha un significato quindi un po’ giocoso.

Il vostro album ha il titolo di ‘Another Pink’ e contiene 5 brani. Ce ne vuoi parlare ?

Sì, il nostro è un modo di suonare Jazz uscendo dai soliti canoni tradizionali. Intendiamo mescolare i vari generi dal Funk all’HipHop, fondendoli in un unico e morbido sound, elegante e personale. Quello che ci caratterizza è la continua ricerca e nuove sperimentazioni.

I brani sono in inglese?

La particolarità è che sono cantati sia in inglese che in italiano e ce n’è uno in francese, proprio per sottolineare la multiculturalità, anche se in fondo non abbiamo una vera e propria strategia che seguiamo. I testi li scrive Micol. Poi ci sono concetti che si esprimono meglio in italiano, altri in inglese e tutto questo noi lo viviamo in maniera tranquilla e naturale. Non abbiamo nessun tipo di limite. Non facciamo altro che assecondare quelle che sono le nostre curiosità musicali e che il flusso sia molto, ma molto libero.

I brani sono i seguenti:

1 NEVER è il brano che ha anticipato tutto l’album perché è uscito nell’estate scorsa, quindi un po’ di mesi prima dell’EP e diciamo è il brano più leggero, più allegro e suonava bene faro uscire d’estate. E’ un voler vedere in modo propositivo tutte le occasioni che la vita ci mette davanti, in situazioni che possono essere il più variegate possibili. Never: non c’è nulla che può uccidere le cose positive, il testo è in inglese e c’è una strofa in italiano. E’ il pezzo più positivo e molto fresco che ci porta a muovere e a ballare.

Nell’album c’è un altro brano CARILLON che è l’esatto opposto, che è in francese e parla del rapporto della cantante con suo padre, è una cosa molto delicata. Di questo brano faremo un video a breve.

GREEN apre l’EP ed è un brano in cui più si mescolano gli elementi del jazz

AS YOU LIKE è uno dei primi brani che abbiamo scritto, ‘come ti piace, cioè come ti pare’: un brano in cui ci sono degli opposti sonori, una struttura di hip hop, poi un bridge che sembra quasi jazz anni ‘40 e poi ritorna il finale di nuovo hip hop con le tastiere.

L’album si chiude con CLOUDS, in cui si mescola l’hip hop, dei suoni da elettronica.

In sostanza l’album è stato pensato per essere ascoltato interamente, perché, nonostante ci siano degli eccessi tra loro, allo stesso tempo, si lascia ascoltare in macchina tranquillamente o la sera a casa in un’atmosfera più rilassata. Praticamente è sempre il momento giusto per ascoltarlo!

Quale messaggio vorreste inviare al mondo, a chi vi ascolta con questo album?

Guarda, il primo messaggio è ovviamente legato alla musica. In Italia si possono mescolare i generi, ma è ancora visto come qualcosa legato a qualche localino, un po’ di elite. Invece, la musica è tornata ad essere quello che è, cioè popolare e adatta a tutti. Noi abbiamo preso i 2/3 generi più longevi a livello di reinventarsi: l’hip hop rispetto al rock è riuscito a reinventarsi nel tempo molto di più, quindi la musica è della gente.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Porteremo questo EP in giro per tutta l’estate. Abbiamo vari booker che ci seguono. Siamo in finale, tra i primi quattro, per il ‘Lazio Sound’ un concorso promosso dalla Regione Lazio.

Cosa manca alla musica oggi?

In Italia mancano un po’ di palchi, mancano le occasioni in più per suonare. Probabilmente c’è troppa disparità nella musica: tra quelli che fanno musica nei palazzetti e quelli che fanno musica nei club privati, da pochissime persone. Non c’è nulla nel mezzo. Dovrebbe ricostruirsi questa parte qui. Parlo di locali con una capienza di 500/1000 persone, ce ne sono pochissimi in Italia. Ci sono i club da 50/100 persone o le arene da 10000 e non c’è una via di mezzo, che invece tanti anni fa c’era. Si sente la mancanza di questo tipo di spazio. Perché ci sono generi musicali, tipo il nostro, che non si riconosce in uno spazio di 50/100 persona ma neanche in quello da 10000. Mancando gli spazi, tutto diventa più difficile. La musica, invece, non manca e ce n’è tantissima, c’è una ricerca su tantissimi generi tanto da far invidia a tutta Europa e non solo. A noi non manca nulla, un po’ di burocrazia un lavoro politico mirato. Quando un paese è in crisi e in difficoltà si punta sempre sulla cultura….il discorso è lungo, ma noi non molliamo!!!

A Torino ci saranno le sperimentazioni di taxi-droni(al momento senza persone o cose, ma solo telecomandati). Siamo entrati già in qualcosa che tempo fa esisteva solo nei film di fantascienza o invece può essere un’ottima alternativa al traffico delle città o comunque su strada?

In realtà, la tecnologia è una cosa da cui mi tengo un po’ a distanza. Io sono ancora molto scarso con il pc e sono uno che si affascina per l’odore dei libri e della carta stampata. Fin quando la sostituzione umana non viene attuata e la robotica o la tecnologia in generale va ad aiutare e ad agevolare sono più che favorevole. Ci sono delle cose su cui bisogna soffermarsi a riflettere: l’aumento del traffico, i problemi climatici, però laddove si possono migliorare dei problemi che sono oggettivi, in un raggio tecnologico molto ampio, non sono mai contrario. Ovvio che probabilmente una misura in questo senso dovrebbe esserci.

Presto sarà attuato il nuovo codice della strada, secondo il quale sarà permesso il transito ai motocicli di bassa cilindrata sulle autostrade e sanzioni più severe per l’uso di smartphone in auto. Cosa mi dici a questo proposito?

L’ingresso dei 125 in autostrada mi turba un pochino. Bisognerebbe prima rendere le autostrade percorribili, facili e sicure. Suonando molto in giro, ci troviamo a pagare tratti autostradali che non sono degne di esserlo. Per le multe per l’uso di smartphone sono assolutamente d’accordo: non se ne può più! E’ una cosa assurda! Non si dovrebbe neanche fumare mentre si guida, perché comunque è una forma di distrazione. Basta un nanosecondo per cambiare la vita di altre persone e non mi sembra corretto e giusto. Bisogna stare super attenti. Il telefono è diventato una schiavitù di tutti.

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Genere

Black Music

Membri del gruppo

Micol Anna Touadi (Voce)

Alessandro Trani (Batteria)

Alessandro Pollio (Tastiere)

Etichetta discografica

Rest In Press

Contatto stampa

restinpress@outlook.it

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