Il Duo Respiro

Il Duo Respiro

"unPOPositivo” è una visione a 360° dove i confini tra i veri protagonisti delle nostre storie sono molto labili: tutti possono essere vittime, carnefici, responsabili o spettatori di qualcosa.

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Una affannosa corsa verso l’amore, il timore di lanciarsi a capofitto in una storia e poi il coraggio di farlo, la turbolenta esigenza dell’altro”, è questo il focus di La sera il nuovo videoclip del duo pugliese Respiro e secondo estratto dell’album UnPOPositivo. Il duo Respiro nasce dall’incontro tra Lara Ingrosso e Francesco Del Prete, percussioni e violini che si fondono in un disco di otto tracce che vanta un featuring con Carmine Tundo de La Municipal ed una collaborazione con il polistrumentista Emanuele Coluccia.

Come nasce il progetto artistico Respiro e come si sono incrociate le strade di Lara Ingrosso e Francesco Del Prete?

Io e Francesco ci conoscevamo già prima del 2013 perché bene o male bazzicavamo negli stessi ambienti musicali. Poi lui, che già portava in giro il suo progetto solista per violino solo e pedaliere, si è messo a cercare una voce femminile per creare un progetto pop…io desideravo da tempo un progetto originale in cui potermi esprimere anche come autrice/arrangiatrice oltre che come performer e così è nato Respiro, da obiettivi molto chiari e comuni.

È da poco uscito il vostro album Un POPositivo: come sono nate queste nuove otto tracce, c’è collaborazione nella stesura tra musica e testi o ognuno ha il proprio compito?

Credo che, perché un progetto musicale funzioni, non debbano esserci divisioni di ruoli, o almeno non troppo nette. “unPOPositivo” nello specifico è stato un lavoro a quattro mani, quantomeno nella fase di scrittura. Di alcuni brani la melodia l’abbiamo scritta insieme, altri sono di Francesco ed ho dovuto scrivere soltanto le parole, altri sono interamente miei. Degli arrangiamenti e della produzione mi sono occupata io semplicemente perché ho fatto degli studi mirati in quel senso.

In cosa si differenzia rispetto al vostro primo disco di debutto?

Il primo disco rispecchiava l’approccio più acustico e minimale del primo periodo in cui la canzone era in realtà al servizio della sperimentazione sui nostri strumenti. Ora funziona un po’ al contrario e la ricerca sulle canzoni svolge di sicuro un ruolo centrale. C’è stato un cambiamento netto anche nel sound che da acustico e minimale è diventato più strong ed incisivo, spingendosi vertiginosamente verso l’electropop e per certi aspetti verso l’alternative hip-hop.

In questo album ci sono collaborazioni di rilievo, parlo di Carmine Tundo de La Municipàl ed il polistrumentista Emanuele Coluccia. Come sono nate tali collaborazioni e qual è il cameo che vorreste aggiungere in un prossimo progetto?

È difficile raccontare come nascono certe alchimie. Quello che possiamo dire è che siamo fans di Carmine e de La Municipàl da anni. Francesco un anno fa ha suonato con lui durante il live di presentazione del suo disco da solista “Nocturnae Larvae Vol.1”, subito dopo gli abbiamo chiesto di scrivere una strofa e di cantare sul brano “Abissi” e da lì in poi abbiamo continuato a collaborare anche su altri lavori; ad esempio gli archi di “Punk-Ipa” e della cover “La canzone di Marinella” de La Municipàl portano la nostra firma e abbiamo da poco aperto il loro concerto alle Officine Cantelmo di Lecce. Siamo davvero felici e onorati di questa collaborazione e dell’amicizia che è nata tra di noi.Per quanto riguarda Emanuele Coluccia, siamo convinti che sia uno dei migliori musicisti d’Italia, oltre ad essere nostro grande amico da molti anni.. quindi pensare a lui per i nostri lavori è ormai un riflesso incondizionato. Lui ha suonato sassofono contralto e tromba sul brano “Randagio”. Per il prossimo disco stiamo già pensando ad un possibile cameo e siccome si dice che bisogna puntare molto in alto per raggiungere quantomeno dei buoni risultati, diciamo che il nostro sogno più grande è la partecipazione di Caparezza… poi vediamo cosa succede…

Nel brano UnPOPositivo parlate di paura, amore, difficoltà: proiezione dei vostri stati d’animo o un’analisi dell’attuale società?

Parliamo dell’essere umano nella società, di difficoltà vissute e riscontrate anche negli altri, di problematiche che vediamo affrontare dagli altri e per cui ci sentiamo impotenti. “unPOPositivo” è una visione a 360° dove i confini tra i veri protagonisti delle nostre storie sono molto labili: tutti possono essere vittime, carnefici, responsabili o spettatori di qualcosa. Il POPositivo vuole in qualche modo risvegliare lo spirito d’iniziativa, le nostre coscienze ma lo fa con entusiasmo, leggerezza e forza.

La Puglia è la vostra terra di origine, ha influenzato seppur in parte le vostre canzoni?

La nostra terra è un luogo eccezionale in cui scrivere. Ha il ritmo giusto, non mette fretta, non ti confonde e sa accoglierti quando hai bisogno di evadere. Quindi è stata ed è fondamentale, anche se non troverete echi di musica tradizionale salentina nei brani.

Quali ascolti accompagnano ed influenzano il vostro percorso artistico?

Ci piace esplorare tutti i generi, essere aperti a qualunque cosa senza pregiudizi. Nella stessa giornata potremmo passare da Mahler ad Eminem senza alcun problema. In ogni genere c’è una rivoluzione che bisogna cogliere e fare propria. (Lara) Però se dobbiamo per forza citare qualcuno, non posso che parlare dei Radiohead e di tutta la scena alternative rock in generale; cito anche i Portishead e poi il rock anni ’70 con un’attenzione particolare ai The Doors e ai Led Zeppelin e mi piace molto anche la musica underground italiana, in particolare i Baustelle. (Francesco) Oltre che della musica classica (essendo un violinista che ha studiato in conservatorio non può essere diversamente) sono un’amante della musica jazz, la studio, la pratico, la scrivo e la vivo ogni giorno. Sono affascinato soprattutto dalla scena jazz nord-europea.. Per citare qualcuno, Avishai Cohen, i Go Go Penguin, Esbjörn Svensson trio; quindi parliamo di un jazz estremamente contaminato. Per tornare al progetto Respiro però, è importante sottolineare anche il nostro amore condiviso per l’elettro-pop (Kimbra, St.Vincent..) e per l’alternative hip-hop italiano (Caparezza, Frankie Hi-NRG,…).

Come vedete l’attuale mercato discografico emergente?

Potenzialmente rivoluzionario ma a volte un po’ troppo fermo su alcuni cliché. Crediamo che la vera rivoluzione si annidi nella diversità e nella diversificazione, anche all’interno dello stesso genere. Si cade spesso nell’errore di ripetere per imitazione gli esperimenti di successo, senza tener conto che nella musica e nell’arte in generale, un artista forte porta con sé un universo unico ed irripetibile e che cercare qualcosa che gli assomigli a volte è una strategia di mercato facilmente esauribile, quando rischiando un po’ di più si potrebbe lasciare un solco più durevole. Questa è la nostra modestissima opinione. 

Sara Grillo 

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